• ABORTO

A Washington, in Marcia per la Vita

"La nostra è la generazione che abolirà l’aborto!" Sono soprattutto giovani e sono centinaia di migliaia gli americani che partecipano alla Marcia per la Vita, contro l'aborto. Punta dell'iceberg di un movimento pro-life diffuso in tutti gli Usa.

March for Life

“Marciamo perché la nostra è la generazione che abolirà l’aborto!” Questo è solo uno degli innumerevoli messaggi che da tempo stanno circolando sui social network negli Stati Uniti con l’hashtag #WhyWeMarch e che danno l’idea della carica di entusiasmo che ogni anno si genera attorno alla March for Life, la grande Marcia per la Vita che si terrà mercoledì 22 gennaio a Washington DC. La Marcia, giunta alla sua quarantunesima edizione, richiama ogni anno centinaia di migliaia di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, a sfilare per le strade della capitale degli Stati Uniti per chiedere a gran voce l’abolizione della Roe vs. Wade, la sentenza con cui la Corte Suprema Americana ha legalizzato l’aborto negli USA nel 1973.

Da allora più di 56 milioni di bambini sono stati abortiti, un numero spaventoso, corrispondente a circa la popolazione dell’intera penisola Iberica. In America, a oggi, vengono effettuati più di un milione di aborti all’anno (termina con un aborto 1 gravidanza su 4) il più dei quali su donne minori di 25 anni.

A fare da contrasto a questi dati sta la crescita di numeri e di entusiasmo che il movimento pro life americano sta registrando negli ultimi anni e di cui la March for Life è l’esempio più evidente. Ogni anno centinaia di migliaia di persone, soprattutto studenti universitari, macinano centinaia e centinaia di chilometri solo per partecipare a questo evento: la Marcia è di fatto la più grande manifestazione per i diritti umani al mondo (nella scorsa edizione nel gennaio scorso si era toccato il mezzo milione di partecipanti secondo gli organizzatori).

“Il dato più interessante della Marcia è l’altissima partecipazione soprattutto dei giovani dai 18 ai 30 anni,” spiega Silvio della Valle presidente dell’associazione Voglio Vivere che da più di 15 anni partecipa alla March for Life. Quest’anno alla Marcia sarà presente anche Virginia Coda Nunziante, presidente della Marcia per la Vita italiana, che si terrà a Roma il prossimo maggio.

Il caso della March for Life è un esempio di come manifestazioni di questo tipo abbiano come effetto quello di risvegliare le coscienze e di attirare l’attenzione di tutti sul dramma dell’aborto: “La prima conquista della Marcia è l’aver portato a un cambiamento totale di mentalità negli Stati Uniti: da diversi anni la maggioranza di americani si dichiara pro life e i dati sono ancora maggiori tra i giovani,” spiega della Valle. “Un secondo risultato è l’aumento di deputati pro life in Parlamento: a oggi la maggioranza della Camera dei Rappresentanti è a favore della vita”.

Negli USA a oggi sono centinaia e centinaia le associazioni pro life che ogni giorno si battono per il rispetto della vita umana. Una realtà molto vivace è quella delle associazioni studentesche presenti in numerosi campus universitari: Students for Life of America ad esempio è una rete che fornisce aiuto e assistenza a più di 700 gruppi sparsi in tutta la nazione.

A tutto questo si aggiungono anche gli sforzi concreti dei politici pro life nei vari stati che soprattutto negli ultimi anni si sono battuti per l’approvazione di leggi che limitano fortemente la pratica dell’aborto (l’abolizione totale della legge abortista, invece, può avvenire solo tramite un nuovo pronunciamento della Corte Suprema). Nel solo trimestre 2011-2013, secondo l’istituto Guttmacher, sono state approvate 205 provvedimenti di restrizione all’aborto in più di 20 Stati confederati, un numero maggiore ai provvedimenti presi nell’intero decennio precedente.

I risultati di questo attivismo sono ben documentati dal sito Operation Rescue: nel solo 2013 ben 87 cliniche abortiste hanno chiuso i battenti, dato che dimostra il successo di queste leggi e delle associazioni pro life che si battono per aumentare l’informazione riguardo all’aborto e per portare alla luce gli abusi e le irregolarità delle cliniche, anche attraverso delicate azioni sotto copertura. I dati di alcuni stati dimostrano che alla progressiva chiusura delle cliniche si accompagna una diminuzione continua del numero di bambini abortiti e, quindi, di vite salvate.

La March for Life è un evento aconfessionale a cui partecipano cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei e seguaci di altre confessioni, ma la grande partecipazione di vescovi e sacerdoti alla testa dei loro fedeli la dice lunga sul grande attivismo dei cattolici americani nel campo della difesa della vita umana.

Da tempo la Marcia viene preceduta da una veglia per la vita che si tiene al Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione, alla quale prendono parte ogni anno più di 10.000 giovani cattolici che sostano in preghiera per tutta la notte prima di prendere parte alla Marcia del giorno dopo. Nel 2013 la veglia ha visto la presenza di 50 vescovi e circa 500 sacerdoti.