a cura di Anna Bono
  • Algeria e Libia sotto accusa

Algeria e Libia respingono le accuse dell’Oim e della Proactiva Open Arms

Il 15 luglio il capo della missione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni in Niger, Giuseppe Loprete, ha dichiarato che l’Algeria ha ricominciato a espellere gli emigranti nel deserto, lasciandoli a piedi e senza assistenza. Dopo un periodo durante il quale pare che fossero tenuti in isolamento nei centri di detenzione,  le deportazioni sarebbero riprese con un primo gruppo di 391 emigranti originari di 16 stati abbandonati alla frontiera tra Algeria e Niger. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni sostiene di aver salvato circa 10.000 persone nel deserto, a partire dallo scorso settembre, in parte abbandonate dai contrabbandieri di uomini in parte dal governo algerino che però nega le accuse. Anche la marina della Libia ha formalmente respinto come “false e inesatte” le accuse dell’organizzazione non governativa Proactiva Open Arms che il 17 luglio ha accusato la Guardia costiera libica di aver lasciato annegare una donna e un bambino che avevano rifiutato di salire sulle motovedette. Il portavoce della Mariana militare libica, Ayoub Qasem, ha replicato che tutti i 158 passeggeri sono stati trasferiti sulle motovedette prima che l’imbarcazione venisse distrutta e avanza la possibilità che alcuni emigranti fossero piuttosto annegati prima dei soccorsi. Intervistato dall’agenzia Nova, Qasem ha quindi elogiato la posizione dell’Italia contraria alle attività delle Ong nelle aree di ricerca e soccorso di competenza della Libia e ha dichiarato che l’operato delle Ong “ostacola l’attività della Guardia marina libica”.