All’improvviso ecco un Amico che non aspettavamo
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di Angelo Busetto18-02-2016 AA+A++

Incontrando uno ad uno i ragazzi del catechismo insieme con i genitori, è come se si aprissero le porte delle loro abitazioni e si scoprissero i posti che frequentano. Balza tumultuosamente agli occhi la complessità della vita: una corsa senza fiato tra lavoro, famiglia, incombenze di tutti i tipi. Un affanno di problemi che si inseguono e si sovrappongono. 

Gran parte dei genitori hanno acquisito una straordinaria abilità nel comporre le cose e combinare impegni e orari. Soprattutto nel caso assai frequente  in cui la abitazione è lontana non solo dal luogo di lavoro, ma anche dai luoghi delle più strette amicizie e parentele. Il rischio più imponente non è nemmeno l'affaticamento fisico-psichico. É piuttosto la perdita del proprio io, una frustrazione della personalità nella aridità del tempo.«Non riesco nemmeno a pensare. Ho sotto gli occhi il bambino, la macchina, la spesa, l’'uscita di casa e il ritorno», confessa una mamma. 

Svuotati e privati di ogni personale decisione, ricattati da evenienze di ogni sorta, calamitati da parole ripetute e slogan risaputi che assopiscono il cervello. Qua è là fioriscono ceppi di amicizia, che rompono la solitudine della settimana e innestano solidarietà al di fuori dell'ambito parentale: due o tre coppie si invitano con una certa frequenza reciprocamente a cena il sabato sera; altre programmano insieme qualche giorno sulla neve. Nella stretta delle circostanze che imbrigliano la vita, avverti il valore della persona, provocata a un uso nuovo della libertà e sollecitata a una nuova intraprendenza.

Per non soccombere all'ansia delle cose e non friggere nell'urgenza delle circostanze, occorre badare all’attesa profonda del cuore, e su questa misurare tutto quello che ci circonda e ci pressa. Dove ci conducono le onde della vita, dove è diretta la barca che appare senza timone? C'è un filo d'oro nel cuore di ciascuno. Dentro una musica che procede piana e monotona oppure irruente e convulsa, accade un avvenimento fuori programma, e improvvisamente la vita si agita e impenna, apre uno sguardo di novità sulle cose, e lo slancio ti rinnova. 

Come un amore che sorprende, il tempo si apre a ospitare l'Amico che viene, e veniamo condotti a intessere legami con la Presenza che ci accompagna nel sentiero dell'esistenza. Da quando Dio abita il tempo della storia, non siamo più soli a vivere le circostanze che incombono e non restiamo più sommersi dalla montagna dei problemi che trafiggono da ogni parte. La grazia di un’amicizia vera, il dono di un Incontro decisivo, la percezione di un senso nuovo dell’esistenza, aprono una strada che fiorisce anche d'inverno e lascia germogliare il fiore della bellezza.

 

 


24
Giu
San Giovanni Battista


SCHEGGE DI VANGELO

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. (Lc 1,57-66.80)



Perseguiteranno anche voi

Quanti tra i fedeli, i parroci o i vescovi sono consapevoli dell’aggressione, non soltanto fisica, ma anche culturale, a ciò che resta della civiltà cristiana? Molto pochi. La Nuova BQ pubblica ora un libro di Marta Petrosillo che spiega le dimensioni della tragedia.

di Attilio Tamburrini



DOSSIER

Gli attentati di Bruxelles, oltre a provocare decine di vittime, hanno risvegliato la paura in un'Europa sotto attacco, sin dentro la sua capitale. L'attacco, avvenuto proprio nel mezzo di un periodo di massima allerta, rivela anche quanto siano fragili le nostre difese, militari e morali.

RUBRICHE

Schegge di vangelo

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!»

(Giovanni 20, 1-9)


Lettere in redazione

Nel caso del film scelto dai Salesiani, Carol, di cui avete parlato ieri il tema e la tesi soggiacente sono così esplicitamente immorali da escludere la buona fede. Una smania di protagonismo e di sfida alla sana tradizione morale, l'irrisione della virtù della prudenza e l'appiattimento sullo spirito del mondo stanno producendo frutti amari.



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