Cinque domande su cui si gioca la morale cattolica
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14-11-2016 AA+A++

I "DUBIA" PRESENTATI AL PAPA

1. Si chiede se, a seguito di quanto affermato in "Amoris laetitia" nn. 300-305, sia divenuto ora possibile concedere l’assoluzione nel sacramento della Penitenza e quindi ammettere alla Santa Eucaristia una persona che, essendo legata da vincolo matrimoniale valido, convive "more uxorio" con un’altra, senza che siano adempiute le condizioni previste da "Familiaris consortio" n. 84 e poi ribadite da "Reconciliatio et paenitentia" n. 34 e da "Sacramentum caritatis" n. 29. L’espressione "in certi casi" della nota 351 (n. 305) dell’esortazione "Amoris laetitia" può essere applicata a divorziati in nuova unione, che continuano a vivere "more uxorio"?

2. Continua ad essere valido, dopo l’esortazione postsinodale "Amoris laetitia" (cfr. n. 304), l’insegnamento dell’enciclica di San Giovanni Paolo II "Veritatis splendor" n. 79, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, circa l’esistenza di norme morali assolute, valide senza eccezioni, che proibiscono atti intrinsecamente cattivi?

3. Dopo "Amoris laetitia" n. 301 è ancora possibile affermare che una persona che vive abitualmente in contraddizione con un comandamento della legge di Dio, come ad esempio quello che proibisce l’adulterio (cfr. Mt 19, 3-9), si trova in situazione oggettiva di peccato grave abituale (cfr. Pontificio consiglio per i testi legislativi, Dichiarazione del 24 giugno 2000)?

4. Dopo le affermazioni di "Amoris laetitia" n. 302 sulle "circostanze attenuanti la responsabilità morale", si deve ritenere ancora valido l’insegnamento dell’enciclica di San Giovanni Paolo II "Veritatis splendor" n. 81, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, secondo cui: "le circostanze o le intenzioni non potranno mai trasformare un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto in un atto soggettivamente onesto o difendibile come scelta"?

5. Dopo "Amoris laetitia" n. 303 si deve ritenere ancora valido l’insegnamento dell’enciclica di San Giovanni Paolo II "Veritatis splendor" n. 56, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, che esclude un’interpretazione creativa del ruolo della coscienza e afferma che la coscienza non è mai autorizzata a legittimare eccezioni alle norme morali assolute che proibiscono azioni intrinsecamente cattive per il loro oggetto?

 

 

 

 


26
Mag
San Filippo Neri


SCHEGGE DI VANGELO

«Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia». (Gv 16,20-23)



Medjugorje

Dopo le parole del papa sulle apparizoni in Bosnia, che hanno creato sconcerto fra i fedeli convertiti partiamo dalla nostra esperienza: "Come tanti sono stata salvata da un male profondo e da una fede ancora troppo incentrata sullo sforzo morale e intellettuale. Ho visto miracoli, conversioni e anche limiti umani che però non mettono in dubbio la mia certezza. Ecco quello che ho vissuto e vivo grazie alla Gospa".

 


-IL PRIVILEGIO DI CONFESSARE SOTTO IL PODBRDO
 
- LA "BOMBA DEL PAPA SUI PELLEGRINI, di Riccardo Cascioli

di Benedetta Frigerio



DOSSIER

Papa Francesco
Dopo "Amoris Laetitia" è possibile accostarsi all'Eucaristia per i divorziati risposati? Continua a essere valida l'esistenza di norme morali assolute? Esiste ancora la condizione di peccato grave abituale? Vale ancora che un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto non può diventare soggettivamente onesto?

RUBRICHE

Schegge di vangelo

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». (Mt 4, 12-23)


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L’articolo di Angelo Busetto ("Marta e Maria, lavorare oppure no?") ha provocato una nostra lettrice che ci ha inviato le sue osservazioni. E scrive: Gesù a casa mia? A me viene in mente mio marito che torna a casa stanco dal lavoro: non è forse accogliere Gesù?». Ecco la sua lettera.