Corso gender, il vescovo si sfila tra silenzi e imbarazzi
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di Andrea Zambrano28-09-2016 AA+A++

“Il vescovo non sarà presente all’incontro sull’educazione gender”. La curia di Molfetta, dopo che la Nuova BQ ha insistentemente cercato monsignor Domenico Cornacchia, sceglie la via dell’understatement e alle richieste di replica preferisce opporre un secco no comment.

Di sicuro il prelato era informato dell’incontro che si svolgerà venerdì prossimo e che lo vedeva protagonista con due relatrici di chiaro orientamento gender friendly, ma la risposta ufficiale, dopo un pomeriggio trascorso a rincorrere il pastore è questa. “Non ci sarà, ha degli altri impegni”, taglia corto un membro dell’entourage del vescovo che ha potuto parlare con la Nuova BQ.

E la scelta dei relatori? Chiediamo: “Di sicuro se si tratta di un dibattito ci sarà anche qualche sostenitore della Dottrina cattolica, perché noi la conosciamo, ci sarà qualcuno contrario alle tesi Lgbt...no?”, si chiede un monsignore molto vicino a mons. Cornacchia. Facciamo presente che si tratta di un corso e non di un dibattito e che da un veloce sguardo ai relatori, non sembra di intravedere qualcuno portatore delle istanze del mondo cattolico e forse la presenza del vescovo avrebbe potuto garantire una linea più consona a quella che è la dottrina sociale della Chiesa in materia.

Ma il vescovo non ci sarà, quindi venerdì a parlare di gender, la Diocesi e Azione Cattolica regaleranno la platea degli insegnanti a chi è portatore di una visione antropologica in netto contrasto con il magistero. Si parlerà di diritti gay e di figli educati da coppie omosessuali sentendo una sola campana. Quella degli altri. 

Ma il vescovo ha visto il programma? Insistiamo. Ha avvalorato la scelta dei relatori per un evento organizzato proprio dai suoi uffici? “Non so, ma sa: il vescovo non può fare tutto, ci sono degli uffici appositi. Deve rivolgersi a loro”.  


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