Diritti gay? Sono già garantiti. Ecco come
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di Simona Muzzo11-02-2016 AA+A++

La presunta negazione di diritti alle coppie omosessuali è pura demagogia, un falso argomento che maschera i veri obiettivi. Bisogna infatti sapere che tutte le leggi che a partire dagli anni '80 del XX secolo hanno riconosciuto un diritto al coniuge, contestualmente lo hanno riconosciuto anche al convivente tout court.

E in effetti ai conviventi, dello stesso sesso o di sessi diversi, sono riconosciuti i diritti e i doveri relativi alla sanità, alle carceri, alla locazione, ai risarcimenti Ciò vuol dire che l’introduzione del disegno di legge Cirinnà ha come esclusivo obiettivo quello di esautorare del suo valore intrinseco il matrimonio. Non esiste un problema di tutela dei conviventi in quanto legge o giurisprudenza li stanno già tutelando.

La norma che rappresenta la base formale per il riconoscimento di molti diritti dei conviventi è rappresentata dal DPR n.223/1989 (approvazione del regolamento anagrafico della popolazione residente) che parifica le famiglie alle convivenze, stabilendo che «l’anagrafe della popolazione residente è la raccolta sistematica dell’insieme delle posizioni relative alle singole persone, alle famiglie e alle convivenze che hanno fissato nel comune la residenza»; addirittura precisa che «l’anagrafe è costituita da schede individuali, di famiglia e di convivenza». 

Ma ecco in dettaglio le principali leggi che regolano i diritti dei conviventi:

1. L’art. 3 Legge n.91/1999 in materia di trapianti di organi stabilisce che all’inizio del periodo di osservazione ai fini dell’accertamento di morte, i medici forniscono informazioni sulle opportunità terapeutiche per le persone in attesa di trapianto nonché sulla natura e sulle circostanze del prelievo, al coniuge non separato o al convivente. Quindi se il consenso al trapianto può essere dato anche dal convivente, e dunque il convivente viene coinvolto in una decisione così importante, come è possibile affermare che il convivente non può assistere il partner in ospedale? È un falso problema.

2. Legge n.53/2000 Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città, riconosce ad ogni lavoratore il diritto a permessi retribuiti per decesso o grave infermità del coniuge, del parente entro il secondo grado e del convivente.

3. Decreto Legislativo n. 81/2015 Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, prevede che: in caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

4. Legge n.405/1975 Istituzione dei consultori familiari, prevede l’assistenza della famiglia e della coppia (e dunque dei conviventi).

5. La legge n. 354/1975, che riforma l’ordinamento penitenziario, attribuisce un permesso di visita al condannato, in caso di imminente pericolo di vita di un familiare o di un convivente.

6. La Corte di Cassazione con sentenza n.2988/1999 ha riconosciuto al convivente la risarcibilità del danno patrimoniale in caso di morte del convivente provocata da fatto ingiusto altrui. E a tal proposito: Legge n.106/2010 che prevede il risarcimento anche al convivente della vittima nel disastro ferroviario di Viareggio; Legge n. 135/2011 prevede il risarcimento anche al convivente della vittima del disastro ferroviario della Val Venosta/Vinschgau

7. Legge n.302/1990 recante norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, prevede il diritto del convivente alle provvidenze accordate per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

8. Legge n.44/1999, che istituisce il fondo di solidarietà per le vittime dell’usura, riconosce il diritto del convivente alle elargizioni da parte del fondo di solidarietà previsto per le vittime di richieste estorsive e vittime di usura

9. Art. 408 codice civile il giudice tutelare nella scelta dell’amministratore di sostegno  preferisce il coniuge non legalmente separato, la persona stabilmente convivente…

10. Art. 411 codice civile le disposizioni testamentarie in favore del convivente amministratore di sostegno sono valide

11. Art. 342bis e 342ter codice civile prevede che  quando la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente il giudice può disporre l’allontanamento da casa, prescrivendo il divieto di avvicinarsi ecc. 

12. Sentenza Corte Costituzionale n.404/1988: Il convivente succede nel contratto di locazione stipulato dal convivente in caso di morte dello stesso o di rottura della convivenza, purché vi siano figli.

13. Sentenza Corte Costituzionale. n.559/89: Il convivente ha diritto ad ottenere l’assegnazione della casa popolare sia pure a certe condizioni (il convivente dell’assegnataria deceduta deve essere per l’anagrafe capofamiglia e deve avere dei figli o essere genitore affidatario del minore riconosciuto dalla donna).

14. Combinato disposto degli artt. 18 Legge n. 354/1975 e 37 Dpr n. 230/2000 (in materia di ordinamento penitenziario) prevede che i detenuti debbano avere colloqui con i familiari ricomprendendo tra i familiari il coniuge e il convivente «indipendentemente dal sesso» (qui addirittura si precisa).

15. Art. 681 codice procedura penale: la domanda di grazia può essere sottoscritta anche dal convivente.

 


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