Don Di Noto: "Lotto contro l'iper sessualizzazione che piace alla pedofilia"
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di Benedetta Frigerio08-06-2017 AA+A++

Da vent’anni si batte contro la pedofilia incontrando anche le piccole e "crescenti vittime” dell’ipersessualizzazione della società. Don Fortunato Di Noto, dell’associazione Meter, descrive i pericoli dell’educazione sessuale nelle scuole in seguito alla polemica scoppiata dopo la denuncia di alcuni genitori della scuola elementare di Modena, Sant’Agnese, che ha proposto a bambini di 10 anni immagini al limite del pornografico e didascalie dal linguaggio forte e violento.

Don Di Noto come giudica le immagini e le frasi con cui sono stati descritti gli atti erotici dei loro genitori a bambini delle elementari?
Prima di rispondere voglio porre una domanda: perché la scuola si arroga il diritto di educare i bambini alla sessualità? Perché accettiamo che sia la scuola ad educare in un ambito così delicato che dovrebbe essere responsabilità delle famiglie tutelare? Ora rispondo alla domanda: mi scandalizza come viene descritta e detta la sessualità. Le parole e le immagini hanno un peso e quelle in questione ne hanno molto. Più che educazione alla sessualità, questa è sessualizzazione precoce.

Ci spieghi la differenza.
Il bambino ha il diritto di crescere secondo i tempi dettati dallo sviluppo naturale del suo copro legato a quello psichico, senza forzature esterne che lo portino a pensare e ad agire in un modo contrario a questo sviluppo. Altrimenti nel nome di un diritto del bambino da rispettare, gli si fa violenza.

Violenza? Addirittura? Ci sono educatori e persino genitori convinti che sia lecito dare queste informazioni "scientifiche" ai bambini dato che ormai vedono già di tutto attraverso la tv e internet (che poi è come dire: siccome sono già plagiati, assecondiamo il plagio spiegandogli di che si tratta)…
I genitori si assumano le loro responsabilità, ma non obblighino anche i figli degli altri a subire queste “lezioni”. E poi mi dicano che cosa c’è di scientifico in quei testi e in quelle immagini? Sarebbe interessante vedere da dove le hanno prese e chi sono gli autori di questi libri o schede didattiche. La realtà dice solo una cosa, che se non si rispettano i tempi della sessualizzazione che avviene naturalmente, i bambini crescono con una visione distorta della sessualità, di sé e degli altri.

Forse il punto è proprio questo. La visione che abbiamo della sessualità, il suo fine.
Esatto: se il fine della sessualità smette di essere la procreazione fra adulti sposati e viene concepita come un diritto o un divertimento o un gesto meccanico, il tutto senza conseguenze, non possiamo più mettere limiti. Come di fatto si sostiene oggi: se lo scopo è il piacere, perché non compiere atti erotici fra due adulti dello stesso sesso? Rispondano: allora perché non fra un bambino e un adulto?

Le direbbero che è diverso perché il bambino non è consenziente.
Appunto, basta farlo diventare tale. Sa che cosa dicono testualmente nei loro scritti e convegni le lobby pedofile? Che la pedofilia è l’ultimo tabù da abbattere attraverso la sessualizzazione precoce dei bambini. Tornando poi ai dati, voglio ricordare che ormai molti bambini hanno rapporti già ad 11 anni a causa della sessualizzazione. E concepiscono se stessi e gli altri come oggetti. Ho incontrato tanti bambini vittime dell’erotizzazione precoce e nessuno, sottolineo nessuno di loro, ha una vita normale. Sono vite devastate.

I pedofili hanno davvero il coraggio di ammettere apertamente lo scopo della sessualizzazione precoce?
Le dico che cosa cosa mi hanno chiesto alcuni pedofili: perché mi perseguiti? Io voglio bene al bambino, in fondo proviamo piacere. E quindi: “Perché no?”. Questa è la conseguenza del sesso senza regole e senza scopi. Dovrebbero pensarci bene gli adulti che sostengono che nel parlare ai bambini dei rapporti sessuali e della masturbazione non c’è nulla di male.

Eppure si parla tanto dei diritti dei bambini alla sessualità fin dall'asilo, basti pensare alle linee guida dell’Oms per l’educazione sessuale nelle scuole dell’infanzia.
Beh certamente, si parla di diritti e libertà facendo il gioco di chi ne vuole fare l’oggetto del proprio godimento. Perché è evidente che un bambino a 3 anni non è in grado di intendere e di volere a questo livello. Ripeto: forzare la natura devasta e parlarare loro dell'erotismo, deviando dallo scopo per cui la sessualità è stata creata, genera solo vite malate e molto più vulnerabili.

Perché ledere l’innocenza con certe immagini e frasi ferisce così profondamente il bambino?
Perché quello è il punto in cui si può esercitare il potere maggiore. La sessualità ha una potenza enorme, che se non viene incanalata verso il suo fine è devastante. Attraverso di essa si può esercitare sulla persona un potere enorme: usare l’educazione sessuale per dominare un bambino è facilissimo ed è la massima violenza.

Qual è l’ideale?
Lasciar crescere i piccoli senza i condizionamenti descritti, lasciando che la loro fisicità si evolva naturalmente e, quando è maturata, che comprendano dai genitori lo scopo e l'ordine della sessualità che sono loro i primi a dover vivere. Con il bombardamento mediatico attuale sembra impossibile, soprattutto se si lasciano i cellulari e la tv e internet incontrollati. Ma bisogna provarci, battersi e non delegare l’educazione dei figli.


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