Ecco cosa pubblica "Lo Stampatello"
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di Matteo Borghi29-08-2015 AA+A++

Tutto è nato con la scelta del neo-sindaco Luigi Brugnaro di ritirare, a metà agosto, i libri gender dalle scuole cittadine. Una decisione dettata dal fatto che “i genitori devono avere voce in capitolo sull’educazione dei loro figli e non esserne esclusi a priori”; “il vizio di fondo è stata l’arroganza culturale con cui una visione personalistica della società è stata introdotta nei nidi e nelle scuole per l’infanzia di Venezia, senza chiedere niente a nessuno, neanche alle famiglie”, ha aggiunto attirandosi le critiche di Elton John che – con evidente arroganza culturale - lo ha definito “bifolco e arrogante”.

Ma le più grosse critiche a Brugnaro non sono arrivate da Oltremanica, bensì da Francesca Pardi, proprietaria, insieme alla compagna Maria Silvia Fiengo, della casa editrice “Lo Stampatello” che ha pubblicato buona parte dei libri gender. È lei che, dopo aver scritto una lettera al Papa, ha strumentalmente sostenuto di aver ricevuto da lui l’invito a procedere sulla sua strada. Affermazione ben lungi dall’essere vera, come riportato nell'articolo principale.

Ma cosa contengono, di preciso, i libri de “Lo Stampatello”? Per capirlo basta riprendere le parole della stessa Pardi nella sua missiva al Santo Padre: “Il libro ‘Perché hai due mamme?’ è semplicemente la nostra (la loro) storia, così come il libro ‘Perché hai due papà?’ è la storia di una famiglia che conosciamo personalmente. Non abbiamo l’aiuto economico di nessuno, sosteniamo una politica di inclusione, accoglienza e trasparenza nelle scuole, e nient’altro. Non è ideologia ma solo amore per il prossimo”. Qualcosa in più preciso lo si capisce dando un’occhiata al sito internet della casa editrice (www.lostampatello.com): “Lo stampatello - scrivono nella presentazione - nasce per colmare un vuoto nell'editoria infantile, quello rappresentato dalle famiglie in cui i genitori sono due donne o due uomini che si amano. Sono sempre di più i figli di coppie omosessuali in Italia ed è fondamentale per ogni bambino specchiarsi nei racconti e nei libri illustrati”.

Nel catalogo si trova la trilogia de ‘Il piccolo uovo’, serie a strisce disegnate dal vignettista di Repubblica Altan, che narrano la storia di un uovo che non sa se nascerà maschio o femmina, cosa di poco conto visto che il gender non è altro che una libera costruzione dell’io. Oltre al piccolo uovo, c’è una sfilza di libri sull’argomento dell’omogenitorialità fra cui: ‘Qual è il segreto di papà’, dedicato ai genitori omosessuali, o ‘Benvenuti in famiglia’ di Mary Hoffman che spiega nel dettaglio ai bambini dell’asilo e delle elementari “i mille modi in cui può nascere una famiglia”, fra “chi può procreare e chi decide di adottare. Chi ricorre all’inseminazione assistita e chi alla donazione di gameti. Ci sono mille modi di costruire la propria famiglia e questo libro vuole raccontarli proprio tutti”.

Dicevamo che si parla spesso di Venezia, ma la città della Laguna non è l’unico comune dove questi libri sono stati introdotti. Nella vicina Monfalcone ad esempio la giunta ha chiamato ospite Altan e riabilitato tutti i libri gender, insieme alle confinanti amministrazioni di Staranzano e San Canzian d’Isonzo. E non si parla purtroppo solo di asilo o elementari. In un’intervista a Radio Vaticana  una mamma ha denunciato che nell’asilo nido di Cecchina (Roma) il libro ‘Piccolo Uovo’ era in uso a neonati da tre mesi a tre anni. Per la sua denuncia la mamma in questione è stata tacciata “di omofobia, dicendomi che ero di una ‘razza a parte’. Una delle educatrici mi ha detto che mi sarei dovuta rinchiudere dentro una ‘scuola di preti’”.

Ci sono, poi, i libri gender “mascherati”. La Manif pour Tous Bolzano, ad esempio, ha denunciato la presenza di un libro dal titolo ‘Alla scoperta della Costituzione’ che – dietro a un tema laico – nasconderebbe i fondamenti della teoria di gender. Lo stesso farebbe un in apparenza innocente libro di testo dal titolo ‘Il fiore della letteratura 2’ edito da Garzanti in dotazione agli studenti di seconda media che – come denuncia l’associazione Pro Vita  – contiene capitoli dal titolo “Donne dai forti tratti maschili e uomini con una spiccata natura femminile” o “Maschi e femmine si diventa”. E abbiamo tralasciato ovviamente, per questioni di spazio, innumerevoli altri esempi.

Quel che emerge da una accurata ricerca su internet è una diffusione a macchie di leopardo dei libri gender. E quelli fin qui citati sono una piccola parte dell’universo dei libri gender. Solo quelli ritirati da Brugnaro, ad esempio, sono ben 39. Oltre ai più noti de “Lo Stampatello” ce ne sono altri come ‘Jean a deux mamans’ (Jean ha due mamme) di Ophélie Texier, storia di un piccolo lupo con due mamme, in dotazione all’asilo nido; oppure c’è ‘E con Tango siamo in tre’ di Peter Parnell e Justin Richardson, storia di due pinguini maschi, Roy e Silo, che covano un uovo di un’altra “coppia” di animali per la scuola d’infanzia; infine è da citare ‘Se io fossi te’ di Richard Hamilton e Cole Babette, storia di un papà e una figlia che giocano a scambiarsi i ruoli, e in cui il genitore finisce di conseguenza sul passeggino vestito con un tutù rosa.

Insomma, ce n’è proprio per tutti i gusti. Sempre che di gusto si possa davvero parlare. 


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