Europee, ecco le pagelle dei candidati
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di Nicolò Fede19-05-2014 AA+A++

Domenica prossima, 25 maggio, andremo a votare per il rinnovo del Parlamento Europeo, un appuntamento importante se consideriamo che ormai più del 70% delle leggi italiane sono decise a Bruxelles e a Strasburgo, mentre il Parlamento italiano non fa che recepire le normative europee. 

Per chi votare? Anzitutto è bene capire per cosa votare, ovvero quale tipo di Europa vogliamo. Non c'è dubbio che proprio per la crisi che l'Europa sta attraversando, è ancor più necessario concentrarsi sulle fondamenta della costruzione comune, i princìpi che sono alla base di qualsiasi edificio sociale che voglia avere un futuro. Tra questi sicuramente vita, famiglia e libertà religiosa sono anche quelli su cui si concentra lo "scontro" a livello europeo. 

Per questo motivo ci è parso opportuno ricordare il comportamento che gli eurodeputati - che si sono ricandidati - hanno adottato al momento di voti cruciali sulla dignità della persona, sul rispetto della vita e la centralità della famiglia. Abbiamo perciò scelto quattro relazioni - Estrela, Lunacek, Andrikienė e Zuber -, simbolo dei passaggi importanti della passata legislatura, e abbiamo messo a confronto il voto dei singoli candidati. 

Dall'esame che ognuno può fare risulta quanto sia importante l'uso della preferenza, che il sistema elettorale europeo ci permette. Perché, se anche i voti positivi li troviamo esclusivamente nelle formazioni di centro-destra (nella sinistra anche quelli che si dichiarano cattolici votano sempre negativamente, salvo in qualche rara occasione), vediamo come all'interno di ciascun partito ci sono molte scelte personali. E' importante perciò conoscere bene il comportamento dei candidati.

Certo, ci sono anche candidati nuovi, che non erano parlamentari nella precedente legislatura: per questi può valere almeno l'adesione ad alcuni manifesti fatti girare tra i candidati da organizzazioni non governative che hanno chiesto impegni precisi sui temi da noi scelti (i dettagli potete trovarli sull'altro articolo in pagina). Tra i firmatari non troverete certo esponenti di partiti nuovi, come il Movimento 5 Stelle o la Lista per Tsipras, lontani anni luce dalle nostre priorità.

Intanto spieghiamo le quattro risoluzioni, che costituiscono il test per le nostre "pagelle": la relazione della socialista portoghese Edite Estrela è rappresentativa della dura battaglia per la vita in Europa, dal momento che essa è divenuto il simbolo di una sconfitta all’ultimo voto del fronte abortista (vedere qui e qui). La relazione dell’eurodeputata austriaca dei Verdi Ulrike Lunacek ha rappresentato, invece, una vittoria delle lobby omosessualiste, nascoste nel cavallo di troia della parità di genere e della non discriminazione, un terreno di diretta competenza UE, sul quale dovremo aspettarci nuovi attacchi nella prossima legislatura europea (vedere qui, qui e qui). Laima Liucija Andrikienė, poi, eurodeputata lituana del Partito Popolare europeo (PPE), è stata la firmataria di una buona proposta di raccomandazione del Parlamento europeo destinata al Consiglio sulla bozza di orientamenti dell'UE in materia di promozione e protezione della libertà di religione o di credo. In essa si fa anche riferimento al diritto all’obiezione di coscienza e le sinistre vi si erano generalmente opposte.

Infine la relazione della comunista portoghese Inês Cristina Zuber, di cui siamo stati gli unici a parlare in Italia, e che rappresentava una vera minaccia per la famiglia in Europa. Si tratta di un voto interessante: venendo da una deputata di estrema sinistra, il PPE non ha voluto sostenere questa relazione, presentandone una alternativa, ma pressoché identica nei contenuti. Alla fine nessuno dei due testi è stato approvato, a causa di queste lotte politiche. Ma è interessante vedere come anche eurodeputati che si dichiarano cattolici hanno sostenuto la proposta più estremista della Zuber (cliccare qui per approfondire).

 

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