FERMIAMO LA LEGGE SULL'OMOFOBIA
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20-07-2013 AA+A++

La Camera dei Deputati si appresta a discutere il testo base del Ddl contro l’omofobia e la transfobia, già approvato in Commissione Giustizia con un accordo Pd-Pdl. Se approvata, questa legge avrebbe gravi ripercussioni sui diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, tra cui il diritto alla libertà di pensiero (art.21) e alla libertà religiosa (art.19).

Con queste norme potrebbero essere incriminati (con la reclusione fino ad un anno e sei mesi) tutti coloro che:

1. sollecitassero i parlamentari a non introdurre nella legislazione il “matrimonio” gay;

2. proponessero di escludere la facoltà di adottare un bambino a coppie omosessuali;

3. pensassero di organizzare una campagna di opinione per contrastare l’approvazione di una legge sul “matrimonio” gay; 

4. affermassero pubblicamente che l’omosessualità rappresenta una «grave depravazione», citando le Sacre Scritture (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10.);

5. dichiarassero pubblicamente che gli atti compiuti dagli omosessuali «sono intrinsecamente disordinati» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana), 

6. sostenessero che gli atti compiuti dagli omosessuali sono «contrari alla legge naturale», poiché «precludono all’atto sessuale il dono della vita e non costituiscono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale» (art. 2357 del Catechismo della Chiesa Cattolica); 

Con queste norme sarebbe vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo che incitasse ad impedire agli omosessuali di contrarre matrimonio ed adottare minori (da sei mesi a quattro anni di reclusione per i partecipanti, da uno a sei anni per fondatori e dirigenti). 

Con queste norme viene introdotta per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico la definizione di «identità di genere» quale «percezione che una persona ha di sé come appartenente al genere femminile o maschile, anche se opposto al proprio sesso biologico», con buona pace del principio di certezza del diritto e di oggettività del reato.

Con queste norme si può venire sottoposti ad una sorta di rieducazione grazie alla pena accessoria da scontare «al termine dell’espiazione della pena detentiva», costituita da lavoro «in favore delle associazioni a tutela delle persone omosessuali».

In realtà gli omosessuali già godono degli strumenti giuridici previsti dal codice penale contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla propria dignità personale. 

La proposta di legge sull’omofobia, pertanto, non merita di entrare nel nostro ordinamento. 

Opporvisi significa battersi contro il rischio di una pericolosa violazione della libertà di espressione del pensiero e del credo religioso, fondamento di tutte le libertà civili. 

 


25
Set
San Cleofa


SCHEGGE DI VANGELO

Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti” (Lc 16,19-31)



Monsignor Salvo Tomasi

Monsignor Tomasi, già nunzio apostolico all'ONU di Ginevra: «Guerre e violenze sono la principale causa delle attuali migrazioni che rischiano di destabilizzare l'Europa, la comunità internazionale deve fare di tutto per riportare la pace e prevenire guerre. L'accoglienza è importante ma per chi ha diritto di restare fondmentale è l'integrazione, un processo che richiede tempo e pazienza, ma anche regole chiare per chi arriva».

 

- TRUMP E IL MESSICO, UNA SFIDA PERICOLOSA, di Stefano Magni

di Riccardo Cascioli



DOSSIER

Gli attentati di Bruxelles, oltre a provocare decine di vittime, hanno risvegliato la paura in un'Europa sotto attacco, sin dentro la sua capitale. L'attacco, avvenuto proprio nel mezzo di un periodo di massima allerta, rivela anche quanto siano fragili le nostre difese, militari e morali.

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Lettere in redazione

L’articolo di Angelo Busetto ("Marta e Maria, lavorare oppure no?") ha provocato una nostra lettrice che ci ha inviato le sue osservazioni. E scrive: Gesù a casa mia? A me viene in mente mio marito che torna a casa stanco dal lavoro: non è forse accogliere Gesù?». Ecco la sua lettera.


Schegge di vangelo

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!»

(Giovanni 20, 1-9)



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