Golpe del sindaco sui matrimoni gay: denunciato
Invia il link ad un amico Chiudi form
* Campi obbligatori
email destinatario *
inviato da *
inserisci il codice di verifica *
     
di Lorenzo Bertocchi31-07-2014 AA+A++

Il Comune di Bologna, come già accaduto per altre città italiane, ha provveduto a dare il via libera alla trascrizione presso l'Ufficio dello Stato Civile dei matrimoni fra persone dello stesso sesso contratti all'estero. Lo ha fatto attraverso una disposizione organizzativa del sindaco Virginio Merola dello scorso 21 luglio. Scontato il plauso delle associazioni gay, mentre Avvenire Bologna 7 sul numero di domenica ha ospitato un editoriale firmato da Filippo Savarese, il portavoce nazionale di “Manif pour Tous Italia”. Proprio il 22 luglio la “Manif pour Tous Bologna” ha tenuto una manifestazione in modalità “Sentinelle” (circa 150 partecipanti e qualche disturbatore) per ribadire la contrarietà al ddl Scalfarotto e all'ipotesi di una legge per le unioni civili. 

Savarese nel suo editoriale ribadisce che la posizione della “Manif” è quella per cui «il senso del matrimonio non ha nulla a che vedere con il riconoscimento di “diritti sentimentali”, e sia la Corte Costituzionale che la Corte Europea dei diritti dell'uomo hanno negato più volte che esista un ipotetico diritto al matrimonio omosessuale». La battaglia per i diritti civili messa in campo da diverse lobby, invece, sembra protesa a riconoscere tutti i matrimoni possibili, da quelli fra persone dello stesso sesso, fino alla frontiera del “poliamore”. «Da anni», Savarese, «ideologie e filosofie relativiste tentano di delegittimare il ruolo antropologico della famiglia e di sconfessare la centralità della complementarietà tra uomo e donna nel progredire dell’esistenza umana. La nuova frontiera del progresso sarebbe ora negare che ogni figlio ha naturalmente bisogno e diritto di crescere con un papà e una mamma». 

Anche a livello politico sembra che le vere battaglie di avanguardia siano quelle per i “nuovi diritti”, mentre quelle a difesa della vita e della famiglia sarebbero inutili tentativi di barricarsi su indifendibili trincee. Evidentemente non la pensa così Valentina Castaldini, consigliera comunale Ncd, che ha risposto alla disposizione Merola con un esposto formale indirizzato al ministro dell'Interno e al Prefetto di Bologna. L'abbiamo incontrata per chiedere conto di questa iniziativa. 

Castaldini, perché questa scelta dell'esposto formale?

«Perché c'erano troppe cose che non andavano. Perché ci sono le condizioni per dire che il sindaco ha oltrepassato il suo ruolo esercitandosi in un'esegesi giurisprudenziale che non compete a un ente locale. Tra l'altro, il sindaco non ha agito con una delibera di giunta, ma con una disposizione organizzativa, bypassando così ogni discussione sia in giunta, che in consiglio. Dove va a finire il ruolo di dibattito per i consiglieri?».

Bologna su questi temi è una città simbolo... 

«Sì, Bologna è spesso punto di partenza per questi dibattiti. Anche se, in concreto, si tratta di situazioni che spesso riguardano minoranze veramente esigue. Ad esempio, dal 1999 Bologna ha un albo per la registrazione dei cosiddetti “vincoli affettivi” e, ad oggi, risultano registrate appena cinque persone. Eppure, di fronte ai tanti problemi concreti che hanno i cittadini bolognesi, il sindaco preferisce trattare temi che non sono di sua stretta competenza».

Sta facendo una battaglia contro i mulini a vento?

«Purtroppo me lo sento dire spesso, ma credo che oggi sia necessario uno scatto di coraggio. Ci vuole il coraggio di dire che il “re è nudo” e difendere verità e giustizia, in politica, come nella società civile. La questione antropologica che riguarda la famiglia non è questione di colore politico, né confessionale, ma riguarda il futuro della nostra comunità civile. Battersi per un'idea di verità e di giustizia deve rimanere valido per ogni politico, dal consigliere comunale, fino al Presidente del Consiglio».

 




SCHEGGE DI VANGELO

«Lo hai visto: è colui che parla con te» (Giovanni 9, 1.6-9.13-17.34-38)



Luca Di Tolve

La perversione delle dark room gay mascherate da circoli culturali col tesseramento obbligatorio è uscita allo scoperto. E' quanto Luca Di Tolve ha sempre denunciato con la sua sofferta testimonianza di rinascita. "Sesso a caso, estremo, droga, assenza di amicizia, dipendenza dal sesso attraverso il sistema gay: il meccanismo che sta dietro la causa Lgbt utilizza persone fragili per fare soldi. Ecco a che cosa servono le tessere. E chi chiede aiuto non può ottenerlo perché tutto è finalizzato ad avere sempre più potere, con il quale controllare la politica". 

di Andrea Zambrano



DOSSIER

Papa Francesco
Dopo "Amoris Laetitia" è possibile accostarsi all'Eucaristia per i divorziati risposati? Continua a essere valida l'esistenza di norme morali assolute? Esiste ancora la condizione di peccato grave abituale? Vale ancora che un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto non può diventare soggettivamente onesto?

RUBRICHE

Schegge di vangelo

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». (Mt 4, 12-23)


Lettere in redazione

L’articolo di Angelo Busetto ("Marta e Maria, lavorare oppure no?") ha provocato una nostra lettrice che ci ha inviato le sue osservazioni. E scrive: Gesù a casa mia? A me viene in mente mio marito che torna a casa stanco dal lavoro: non è forse accogliere Gesù?». Ecco la sua lettera.