Il benvenuto in Basilica lo danno due leoni rossi
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di Margherita Del Castillo13-02-2016 AA+A++

É un Cristo triumphans quello che si espone all’adorazione dei fedeli sopra l’altare maggiore di San Pietro a Bologna. Un Cristo regale, che ha vinto la morte, impassibile nella certezza della Resurrezione, così come lo sono la Vergine e il san Giovanni che lo affiancano. Le tre figure compongono un gruppo plastico particolarmente pregiato, di fattura romanica, realizzato in legno di cedro dipinto tra il 1170 e il 1180.  Dal presbiterio, sopraelevato, le sculture vigilano sullo spazio sacro da quando la chiesa subì un’ultima radicale trasformazione, disposta nel 1575 per ottemperare alle indicazioni post tridentine. Di lì a poco, nel 1582, papa Gregorio XIII avrebbe conferito alla diocesi dignità arcivescovile e alla Cattedrale di Bologna il titolo di Metropolitana. 

La storia del Duomo bolognese affonda le proprie radici negli albori dell’era cristiana. Una prima cattedrale, dedicata ai santi Nabore e Felice, documentata dal IV secolo, venne distrutta da un incendio nel 906, subendo la stessa sorte che toccò, due secoli più tardi, alla rinata costruzione. Un violento terremoto nel XIII secolo apportò ancora danni significativi che resero necessari ulteriori interventi di restauro e cambiamenti proseguiti nel tempo. 

La facciata attuale risale alla metà del Settecento. In mattoncini rossi e decorazioni in marmo, il prospetto principale è diviso da un cornicione trasversale. Nella zona inferiore si aprono tre portali che corrispondono alla navata centrale interna. Nel registro superiore una grande finestra, affiancata dai simulacri dei santi Pietro e Paolo, è sormontata da un classico frontone triangolare. Il campanile duecentesco, che con i suoi 70 metri è, per altezza, la seconda torre della città, di cui da qui si gode un’ottima vista, ingloba l’antica torre campanaria paleocristiana, ancora visibile dall’interno. 

Due leoni stilofori in marmo rosso che appartenevano al protiro medievale, un tempo addossato all’ingresso, fungono da acquasantiere e accolgono il fedele nell’ampio e maestoso spazio sacro, voltato a botte. Su ciascuna delle navate laterali si aprono cinque cappelle. La prima a destra custodisce il gruppo scultoreo plasmato nella terracotta da Alfonso Lombardi tra il 1522 e il 1526, che racconta l’episodio evangelico del Compianto sul Cristo morto. Nella lunetta sopra l’altare della cappella maggiore, il celebre pittore Ludovico Carracci dipinse la scena dell’ Annunciazione a Maria. 

A Bologna l’apertura della Porta santa, in occasione del Giubileo della Misericordia, ha coinciso con la cerimonia d’ insediamento del nuovo vescovo, monsignor Matteo Maria Zuppi, che dal pulpito della Cattedrale ha iniziato il suo apostolato esortando il popolo bolognese a rallegrarsi nel Signore, ad essere sempre lieto in ogni circostanza della vita.

 


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