Il culto mariano cresce, nonostante i giudizi sospensivi
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di Rosanna Brichetti Messori13-10-2016 AA+A++

Sappiamo bene come negli ultimi cinquant’anni la vita delle Apparizioni mariane sia stata ancor più complicata del solito. Pochissimi e molto stentati i riconoscimenti, soprattutto in Europa; un utilizzo sempre più vasto della formula dubitativa: “non consta la soprannaturalità degli eventi” (ricordiamo che quella esclusiva è: “consta la non soprannaturalità degli eventi"), una diffidenza generalizzata verso tali fenomeni che ha fatto parlare addirittura di “inverno mariano”. 

Anche le Apparizioni avvenute, in un primo ciclo, nel 1947 a Montichiari, in diocesi di Brescia, e poi ripetutesi, in un secondo ciclo, nel 1966 nella vicina località di Fontanelle, sempre con la medesima veggente Pierina Gilli, non sono sfuggite a questo clima. Le prime, infatti, sono state velocemente liquidate dopo un esame che ora, ripreso in considerazione, si è rivelato quanto meno affrettato se non superficiale, mentre le seconde sono state ostacolate e rifiutate senza nemmeno essere state approfondite.

Tuttavia, come peraltro per le quasi contemporanee apparizioni delle Ghiaie di Bonate, richiamate in modo esplicito a Montichiari da Rosa Mistica – Madre della Chiesa,  che si lamenta di questa disattenzione nei suoi confronti, i devoti non si sono mai rassegnati. Anzi, soprattutto a partire dal secondo ciclo del 1966, si sono poco a poco organizzati in una associazione che, nonostante le difficoltà, ha continuato a mantenere vivo il messaggio, a portarlo a conoscenza non solo della gente comune ma anche di esperti mariologi, a lottare sempre con rispetto ma anche con il necessario coraggio, al fine di non lasciare che tutto cadesse nell’oblio

Le conseguenze di questa tenacia sono state notevoli: un luogo mariano modestissimo nelle strutture ma sempre più frequentato da devoti di tutto il mondo; una devozione diffusasi miracolosamente ovunque, nonostante la scarsità di mezzi e pari quasi a quella relativa a Lourdes e a Fatima; santuari dedicati a Rosa Mistica – Madre della Chiesa in America latina, in India, in Cina, innumerevoli gruppi di preghiera e altre iniziative spirituali tra cui alcuni ordini religiosi.

Di pari passo, un approfondimento continuo delle circostanze in cui si sono svolti i fatti sia nel 1947 che nel 1966, della credibilità della veggente e del messaggio. Se ne sono occupati in molti; in particolare il grande e indimenticato biblista lombardo mons. Enrico Galbiati che, innamoratosi della semplicità ma anche della ricchezza teologica di queste mariofanie ha curato la prima ricostruzione storica degli eventi, dei contenuti ma anche della personalità della veggente. E poi a seguire René Laurentin e Stefano De Fiores il quale, proprio negli ultimi anni della sua vita, venuto a conoscenza di questi fenomeni che ignorava del tutto, aveva preso a cuore la causa di Rosa Mistica – Madre della Chiesa battendosi perché venisse ripresa in considerazione. Processo interrotto purtroppo dalla sua scomparsa improvvisa pochi anni fa.

Sul fronte ufficiale, intanto, qualcosa con il tempo si muoveva: nel 2001 mons. Sanguineti, vescovo di Brescia, ribadiva il giudizio sospensivo sulle Apparizioni ma riconosceva il culto a Rosa Mistica – Madre della Chiesa due titoli che, al di là di quanto è accaduto a Montichiari e Fontanelle, facevano già parte della devozione tradizionale mariana. Nonostante ciò, tuttavia, le resistenze in diocesi continuavano e la situazione alle Fontanelle restava difficile. Sarà mons. Luciano Monari, il vescovo attualmente in carica a cercare di dare una svolta pacificatrice ribadendo il culto ma anche, nella pratica, lasciando libero corso alla tradizione di devozione che in sessant’anni si era andata formando alle Fontanelle, ma che si era anche diffusa nel mondo. Tradizione importante perché nata sulla base dei messaggi e delle specifiche richieste di Rosa Mistica – Madre della Chiesa. Una attenzione particolare alle vocazioni sacerdotali e religiose, una devozione mariana tesa a consolidare sempre più l’unione con il Figlio Gesù nel “sacrificio, nella preghiera, nella penitenza”, consolidata nella esperienza di un incontro eucaristico sempre più amorevole e profondo. 

Svolta consolidata dalla creazione di una Fondazione apposita che ora si occupa, non solo di gestire materialmente le Fontanelle, ma anche di promuovere gli approfondimenti e gli studi sugli eventi che hanno dato origine a questo importante luogo di culto mariano. Un nuovo clima dal quale ha preso il via anche l’iniziativa che qui vogliamo citare. Cioè la pubblicazione dei Diari della veggente Pierina Gilli (Pierina Gilli, Diari- Le Apparizioni di Rosa Mistica a Montichiari e Fontanelle con i più importanti documenti di inchiesta, Ed Ares, Milano, 2016) curati da Riccardo Caniato, un giornalista che, con la serietà di uno studioso, da anni si occupa di mariofanie, anche di quelle di Montichiari e Fontanelle. 

Il volume è assai importante anzitutto perché permette di conoscere da vicino la Gilli che, per ordine dei direttori spirituali, mette per iscritto giorno dopo giorno le sue esperienze mistiche e i Messaggi completi delle Rivelazioni, e dagli uni e dagli altri risultano tutta la sua semplicità, spirito di sacrificio, autentica religiosità, equilibrio, bontà. Cosa che contribuisce a sfatare proprio quella che era stata la principale causa di non riconoscimento delle apparizioni e cioè il fatto che si trattasse di una “allucinata”. In secondo luogo perché raccoglie in Appendice tutta la mole della più importante documentazione creatasi negli anni sugli eventi, insieme alle riflessioni dello stesso Caniato su tre punti decisivi: le caratteristiche della veggente, “straccio”, come lei stessa si definiva, nella mani di Dio; l’importanza per la Chiesa delle Apparizioni di Montichiari e Fontanelle, infine i tanti motivi, assai seri, per cui si dovrebbero finalmente riaprire delle indagini serie ed ufficiali su questa così importante mariofania.


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