Il dr. Blaas e la Vergine che salva dall'aborto
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di Orlando Falena09-05-2013 AA+A++

Anche quest’anno la Marcia per la Vita sarà preceduta da un importante convegno che si svolgerà l’11 maggio, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con lavori mattutini e pomeridiani. Alla fine del convegno preliminare dell’11 maggio verranno premiate alcune personalità che si sono distinte nel prendersi cura della vita nascente, attraverso un’opera concreta, diretta, o attraverso l’attività culturale. Tra i premiati, su segnalazione del Mevd, c’è il dottor Gianfranco Blaas, ginecologo in pensione, già primario del reparto di ostetrica e ginecologia in un ospedale veneto. 

Sulla porta del suo reparto, il dottor Blaas al posto della scritta "Ostetricia e Ginecologia” aveva fatto apporre il titolo "Reparto dell'accoglienza". Obiettore lui e tutto il suo personale, dopo tante resistenze ha dovuto subire un abortista pendolare per effettuare gli aborti. In seguito, nel tentativo di frenare le uccisioni, con la collaborazione di tutto il personale ha collocato nella sala d'attesa di abortiste e partorienti una grande immagine (a tutta parete) della "Madonna del Parto" di Piero della Francesca. 

In questo luogo abortiste e partorienti potevano incontrare lo sguardo della Madonna (anche Lei, in fondo, mamma di un figlio “imprevisto”). Se questa immagine, per la sua serenità e semplicità, era un conforto per le partorienti, nelle donne che avevano deciso di uccidere il loro bambino suscitava un conflitto. Oltre a ciò il dr. Blaas, in collaborazione con la caposala, è stato uno dei primi ostetrici a mettere in atto la norma "parto in anonimato" salvando molti bambini e permettendo alle donne in seria difficoltà di dare ugualmente la vita, senza poi dover assumersi un peso ritenuto, a torto o a ragione, “impossibile”.


23
Feb
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SCHEGGE DI VANGELO

«Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». (Mc 9,41-50)



Caffarra nell'incontro ieri a Correggio

Il cardinale Caffarra torna a parlare di famiglia: «Esistono ancora sposi che vivono il matrimonio radicati nel Principio. Sono il seme nascosto, che, dopo questi giorni tristi, faranno rifiorire quella che S. Giovanni Paolo Il Papa chiamava la civiltà della verità. Nello splendore del loro faticoso quotidiano, risplende la potenza dell'amore eterno di Dio e l'aurora di un nuovo assetto sociale, come fu il monastero benedettino».

 

-NOZZE E CONVIVENZA: PER I FIGLI NON SONO UGUALI di Marco Tosatti

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DOSSIER

Papa Francesco
Dopo "Amoris Laetitia" è possibile accostarsi all'Eucaristia per i divorziati risposati? Continua a essere valida l'esistenza di norme morali assolute? Esiste ancora la condizione di peccato grave abituale? Vale ancora che un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto non può diventare soggettivamente onesto?

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Schegge di vangelo

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L’articolo di Angelo Busetto ("Marta e Maria, lavorare oppure no?") ha provocato una nostra lettrice che ci ha inviato le sue osservazioni. E scrive: Gesù a casa mia? A me viene in mente mio marito che torna a casa stanco dal lavoro: non è forse accogliere Gesù?». Ecco la sua lettera.



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