Il leader bypassato: «Scelta non condivisa, resto perplesso»
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04-03-2016 AA+A++

Massimo Gandolfini, lei è il leader carismatico del Family Day, per molti Adinolfi e Amato hanno fatto una fuga in avanti…
Diciamo che non abbiamo fatto un’adeguata discussione all’interno del Comitato, ma la faremo nei prossimi giorni.

Intanto però loro si presenteranno forti di poter dettare l’agenda…
Da parecchio tempo spingono in questo senso, ma una vera discussione, aperta e franca non c’è mai stata anche perché io sono straoberato di impegni di lavoro dato che continuo a fare il neurochirurgo.

Ma è possibile che ci sia un suo coinvolgimento alle prossime elezioni amministrative?
L’unica idea che ho è quella di tenere distinta questa iniziativa. È per questo che auspicavo e auspico una discussione prudente e saggia. E’ chiaro che non basta seguire l’inclinazione del cuore. Mi arrivano centinaia di email al giorno che mi chiedono di scendere in campo, ma bisogna anche essere ragionevoli: io rimango perplesso sul partito, le esperienze precedenti hanno dato delle risposte elettorali deludenti, i partiti devono occuparsi dell’impostazione generale, non affrontare le cose tematicamente.

Però se l’offerta nel breve tempo sarà quella di un consigliere comunale e non di un deputato, lei che cosa farà?
Il popolo del Family Day non è interessato all’elezione di un consigliere di un territorio più piccolo, che pure è importante anche perché è lì che puoi fare delle battaglie mirate contro ad esempio il gender nelle scuole, ma mi sembra che chieda altro e poi scusi, c’è un problema di metodo.

In che senso?
Bisogna intendersi sugli obiettivi e di questa cosa, lo ribadisco, non se n’è parlato.

Pensa che se ne possa ancora parlare?
Me lo auguro, è questo l’intento che abbiamo con la convocazione a breve della rete dei comitati.

Intanto però Adinolfi e Amato l’11 marzo sono già in pista con la prima convention…
Non so ancora nulla, davvero. Cercherò di saperne di più. 

Andrea Zambrano


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(Giovanni 20, 1-9)



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