La famiglia naturale è ora un principio costituzionale
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di Marco Respinti06-06-2014 AA+A++

Ha impiegato più del previsto, ma alla fine la notizia è arrivata; ed è una buona notizia. Ieri il parlamento slovacco ha approvato la modifica alla Costituzione che prevede l’esplicita difesa del matrimonio naturale e di conseguenza l’illiceità di qualsiasi equiparazione a esso delle unioni omosessuali. Il testo da ieri aggiunto alla Costituzione slovacca recita testualmente: «Il matrimonio è l’unione esclusiva tra un uomo e una donna. La Repubblica Slovacca protegge il matrimonio in ogni sede, promuovendone il bene».

Al voto erano presenti 128 dei 150 deputati di cui si compone l’assemblea legislativa unicamerale del Paese centroeuropeo; 102 di loro si sono pronunciati per il «sì» all’emendamento costituzionale, 18 si sono detti contrari, 3 sono stati gli astenuti e 5 non hanno votato (gli astenuti sono coloro che, chiamati al voto, hanno risposto che non avrebbero votato; i non votanti sono coloro che al voto non hanno nemmeno partecipato).

Si è insomma verificato quanto auspicato, e in verità era assai probabile, alla vigilia dell’inizio della lunga discussione svoltasi in aula su tale proposta di emendamento ‒ incominciata l’oramai lontano 18 marzo ‒, ovvero l’alleanza virtuosa fra tutte le principali forze politiche rappresentate nel parlamento slovacco a difesa dell’istituto matrimoniale, senza distinzioni ideologiche tra destra e sinistra, cattolici e non cattolici.

La Slovacchia, infatti, è ancora e sempre governata dalla Sinistra (moderata) dello SMER-SD (Smer-Sociálna Demokracia, ovvero “Direzione-Socialdemocrazia”) cui appartiene il primo ministro Robert Fico, che appunto è da sempre favorevole allo sbarramento costituzionale alle “nozze” omosessuali. Fico è stato dunque in grado di portare la Sinistra socialdemocratica slovacca a siglare un accordo con i partiti centristi e conservatori proprio sulla difesa del matrimonio, e questo nonostante in un primo momento certe rivalità politiche avessero rischiato di mandare all’aria un progetto tanto importante.

Quando infatti Fico ipotizzò di proporre al parlamento intero, dunque anche all’opposizione, un emendamento costituzionale sostanzialmente dello stesso tenore di quello approvato ieri, erano stati i conservatori e i centristi, tra cui le forze d’ispirazione cattolica, a bocciare l’idea giudicandola demagogica. Subito dopo, però, il 24 febbraio, i conservatori e i centristi hanno proposto quel loro progetto di emendamento che è stato votato ieri e in quell’occasione il premier Fico si è fortunatamente reso disponibile ad appoggiarlo, mettendo da parte dissapori ed rancori.

Si era del resto in campagna elettorale, giacché gli slovacchi, il 15 marzo, sono stati chiamati al voto per rinnovare il presidente della repubblica, carica a cui ambiva anche il primo ministro Fico. Poi al ballottaggio del 29 marzo Fico è stato sconfitto dall’indipendente Andrej Kiska (si dice vicino a Scientology, ma lui recisamente smentisce), è rimasto premier e da allora l’attenzione politica del Paese è tornata a concentrarsi sulla difesa del matrimonio eterosessuale. Adesso quella difesa è una realtà sancita a chiare lettere nella Costituzione, il cui testo riformato entrerà in vigore il 1° settembre.

Davvero la difesa del matrimonio e della famiglia naturali sono “princìpi non negoziabili”: riescono a ricondurre alla ragione e a far convergere sulla verità oggettiva delle cose schieramenti parlamentari diametralmente opposti, rifondando così una politica sul serio buona.


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