La Madonna dell'Arco, crocevia tra fede e miracoli
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di Margherita del Castillo13-05-2017 AA+A++

Uno dei centri di devozione mariana più importanti di tutta la Campania è il Santuario della Madonna dell’Arco, situato nel comune di Sant’Anastasia in provincia di Napoli, la cui storia ebbe inizio da eventi prodigiosi accaduti molto tempo fa. Nel XV secolo, in questo stesso luogo, sorgeva una semplice edicola votiva raffigurante la Madonna col Suo Bambino che, situata accanto all’acquedotto romano, era nota a tutti come la Madonna dell’Arco.

Il lunedì di Pasqua del 1450 un giovane, preso dall’ira per avere perso al gioco, bestemmiando, colpì l’immagine sacra che cominciò a sanguinare dalla guancia sinistra. L’uomo fu giustiziato e impiccato ad un albero di tiglio li vicino, che il giorno dopo rinsecchì.

Circa un secolo più tardi, lo stesso giorno, la Madonna dell’Arco fu al centro di un altro episodio miracoloso. Protagonista, in questo caso, fu una donna che accompagnava il marito che recava un ex voto essendo stato guarito, per intercessione della Vergine, da una malattia agli occhi. Indispettitasi la donna per un incidente verificatosi lungo il percorso, bestemmiando calpestò l’ex voto del marito. L’anno seguente fu colpita da un grave morbo che le comportò il distacco dei piedi, tuttora visibili in una gabbietta di ferro, all’interno del santuario.

Considerata la crescente diffusione della fama della Madonna dell’Arco e il conseguente aumento di fedeli pellegrini, nel 1593 fu posta la prima pietra di quello che sarebbe divenuto un ampio complesso costruito attorno all’immagine miracolosa, oggi protetta da un tempietto in marmi policromi al centro della crociera sotto la cupola. Nel 1595 il santuario venne, infatti, affidato ai Domenicani che, al suo fianco, cominciarono a erigere il loro grande convento.

All’esterno, come all’interno, l’edificio è caratterizzato dal contrasto tra il grigio della pietra vesuviana e il bianco delle pareti. Tre preziosi portali bronzei novecenteschi consentono l’accesso allo spazio sacro. La chiesa, in stile neoclassico, si presenta a navata unica, ricoperta da volta a botte lunettata. E se la controfacciata è interamente occupata da una grande tela con l’Adorazione dei Magi, le pareti sono rivestite da tavolette votive.

Nel transetto sinistro un imponente Crocefisso ligneo è inquadrato da un affresco con Maria e le pie donne ai piedi della croce. Dirimpetto, nel braccio destro, una tela spagnoleggiante raffigura la Vergine del Rosario.

Accanto al Santuario è stato inaugurato nel 2000 il Museo degli Ex voto, un variegato patrimonio che è soprattutto una testimonianza, storica e artistica, della profonda fede e della sincera venerazione del popolo nei confronti della Vergine. Ancora oggi, ogni anno, il lunedì in Albis, i fujénti, letteralmente “coloro che vanno”, particolarmente devoti alla Madonna dell’Arco, accorrono numerosi, da tutte le località campane, al Santuario per ringraziare Maria delle grazie ricevute.


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