La smania immorale di certi salesiani
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03-03-2016 AA+A++

Caro direttore, ho fatto questo mestiere per la Parrocchia di Ligonchio dal 1982 al 1992, in collaborazione con Ermanno del Cinema Olimpia di San Pellegrino. Passavo ore con lui a informarmi sulle recensioni dell'ACEC sul valore educativo dei film da proporre a un pubblico giovanile. Ammetto di aver sbagliato per superficialità due volte, su circa 300 titoli proposti in 11 anni: Sussurri e grida di Bergman e Atto di forza di Verhoeven. Ma nel caso del film scelto dai Salesiani Carol, di cui avete parlato ieri il tema e la tesi soggiacente sono così esplicitamente immorali da escludere la buona fede. Cose simili già accadute anche a Reggio Emilia, sul finire degli anni '60, quando un gesuita "illuminato" proponeva pellicole indecenti ai giovani delle Parrocchie del centro storico... Una smania di protagonismo e di sfida alla sana tradizione morale (insegnamento delle virtù e cammino verso la felicità-libertà dagli istinti), l'irrisione della virtù della prudenza e l'appiattimento sullo spirito del mondo stanno producendo i frutti amari che abbiamo sotto gli occhi.

Don Carlo Castellini


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Giu
Sant’Ireneo


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Tanta sollecitudine della Chiesa per i poveri non va intesa in senso sociologico o politico. Essere sotto una certa soglia di reddito non garantisce il Paradiso. C'è una povertà morale, intellettuale e spirituale che precede quella materiale e ne è causa. Perciò la Chiesa aiuta i poveri non solo con la Caritas ma sull'altare e nel confessionale, e amministrando i Sacramenti.

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