Le acque del Giordano scorrono fino a noi
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di Angelo Busetto08-01-2017 AA+A++

Fin dove arrivano le acque del fiume Giordano? Lente e sinuose come quelle di un vecchio serpente troppo stanco, non avrebbero la capacità di sussultare e zampillare e finirebbero ancora a riversarsi nella grande salina del Mar Morto.

Invece quelle acque sono state toccate dal guizzo di un fulmine. Una corrente di vita le ha pervase e nuovamente agitate e hanno percorso i sentieri della storia. La voce del Padre ha identificato in un uomo il suo Figlio Unigenito, il volo dello Spirito ha fatto vibrare un’aria che non si è più placata. Il fiume è andato a fluire dentro altre sponde: Pietro e gli altri undici battezzano nel giorno di Pentecoste, il diacono Filippo e lo straniero etiope, ancora Pietro e il romano Cornelio con la sua famiglia, attraversando secoli di persecuzione e secoli barbari, formando personalità ben robuste nella fede e labili cristiani che cedono di fronte alla paura, come i ‘lapsi’ della costa africana al tempo del vescovo Cipriano.

Il fiume si è disteso in placide pianure distese, che hanno avvolto popoli e nazioni, ed è ripreso a saltellare nella vita dei missionari d’Oriente e d’Occidente, fino alla Santa Russia, fino alla Cina e al Vietnam, arrossandosi del sangue di nuovi martiri e fiorendo fino al cielo. Amici missionari raccontano di giovani che domandano il Battesimo e seguono Gesù con la vita intera fino all’Australia e alla Papua Nuova Guinea, mentre le scuole cattoliche bonificano il terreno sul quale sorgono nuove forme di umanità. Persino le nostre strade sono percorse da preti e suore che vengono da un altro mondo e fanno nuovo il vecchio mondo occidentale.

La novità è ancora tra noi. In quella tessitura di fede che non abbandona il cuore del popolo e lo fa vibrare nell’occasione di un nuovo incontro. Quando si presenta un santo che annuncia e vive Cristo, quando un carisma risveglia una landa addormentata, quando una comunità riannoda i fili della carità e accoglie i deboli, pranza con loro e li ascolta, come una mamma e un papà che si mettono in ascolto dei loro piccoli.

Sarà vero forse che il battesimo viene celebrato per pura convenzione in tante famiglie e comunità cristiane. Certo è che l’azione di Dio non è convenzionale. Dio non si abitua e non cade sotto i colpi della ripetizione. Papà e mamma non comunicano ai figli appena il patrimonio genetico. Attraverso di loro passa la vita di Dio, diventata umana nel figlio Gesù: viene aperta la strada verso la felicità finalmente compiuta e vera, più forte di ogni male e di ogni morte. Ragazzi e bambini risorgono con occhio nuovo. In qualche luogo li ritrovi al sabato sera o la domenica mattina attorno all’altare. Rinnovano l’umanità con la grazia dello Spirito Santo che rinnova la terra. A partire da un punto – che pare perduto nell’universo – come il primo fiume Giordano, che non si è inaridito per la potenza della sorgente che continua a scorrere. 


23
Feb
San Policarpo di Smirne


SCHEGGE DI VANGELO

«Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». (Mc 9,41-50)



Caffarra nell'incontro ieri a Correggio

Il cardinale Caffarra torna a parlare di famiglia: «Esistono ancora sposi che vivono il matrimonio radicati nel Principio. Sono il seme nascosto, che, dopo questi giorni tristi, faranno rifiorire quella che S. Giovanni Paolo Il Papa chiamava la civiltà della verità. Nello splendore del loro faticoso quotidiano, risplende la potenza dell'amore eterno di Dio e l'aurora di un nuovo assetto sociale, come fu il monastero benedettino».

 

-NOZZE E CONVIVENZA: PER I FIGLI NON SONO UGUALI di Marco Tosatti

di Carlo Caffarra*



DOSSIER

Papa Francesco
Dopo "Amoris Laetitia" è possibile accostarsi all'Eucaristia per i divorziati risposati? Continua a essere valida l'esistenza di norme morali assolute? Esiste ancora la condizione di peccato grave abituale? Vale ancora che un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto non può diventare soggettivamente onesto?

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Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». (Mt 4, 12-23)


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