Luxuria sale in cattedra, senza contraddittorio
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di Andrea Zambrano17-04-2014 AA+A++

I genitori del liceo Muratori hanno aspettato che si svolgesse l'evento per denunciarlo. Troppe erano state le polemiche nei giorni scorsi sulla conferenza con ospite Vladimir Luxuria dedicata all'omofobia. Inutile fare altro baccano dopo essere venuti a conoscenza che i loro tentativi di rendere equilibrato il monologo del transgender era naufragato. La polemica, come la Nuova Bussola Quotidiana aveva denunciato, aveva visto un punto di non ritorno con la disponibilità della scuola a invitare anche relatori che facessero da contraltare alla gender strategy rappresentata da Luxuria e dal presidente locale dell'Arcigay. Ma tutti nomi proposti dai genitori, da Gianfranco Amato, presidente dei giuristi per la vita e columnist della Nbq a Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dei giuristi cattolici, sono stati respinti dagli studenti stessi. Gli studenti hanno così deciso autonomamente di chiamare il filosofo Lorenzo Barani e la psicologa Cristina Chiari.

Com'è andata? «Ho apprezzato molto l’intervento del filosofo Lorenzo Barani, che ci ha letteralmente ‘ispirati’, e quello della psicologa Cristina Chiari, che ha affrontato il tema delle diverse componenti dell’identità sessuale» ha detto il presidente Arcigay di Modena Alberto Bignardi. Segno che proprio contraltare non devono essere stati. In fondo quello andato in scena ieri è stato il soliloquio di Vladimir Luxuria che è arrivato tironfante, si è fatto fotografare con a fianco il preside Giorgio Siena e alcuni studenti, tra cui Giulia Grispino, figlia dell'ex ministro Cecile Kyenge.

Incontro rigorosamente a porte chiuse, ai giornalisti presenti ieri a Modena, tanti, è stato soltanto detto qualche cosa al termine. Che cosa? «Sono molto felice che il consiglio d’istituto abbia accettato l’incontro - ha spiegato l’ex parlamentare al quotidiano Prima Pagina Modena – nato per parlare di un’esperienza, mentre la politica deve restare fuori. Quando ero alle superiori si era creata una situazione che mi faceva soffrire, in cui io venivo preso in giro continuamente dagli altri ragazzi. Ecco, io oggi sono qua per dire che non bisogna discriminare le persone che vengono viste come ‘diverse’: piuttosto, discriminiamo gli omofobi». Questo il tenore dell'incontro, in cui implicitamente ad essere tacciati di omofobia erano i genitori che non hanno potuto offrire ai loro figli una trattazione problematica dell'argomento omofobia. «I ragazzi hanno difeso un loro diritto – ha proseguito l'ex parlamentare -. Auspico che presto arrivi anche una legge sull’omofobia». Soddisfatto anche il dirigente scolastico del liceo classico: «Questo incontro – spiega – dimostra che si può parlare di questi argomenti, che riguardano anche la crescita degli adolescenti. Conoscere e discutere i problemi in un contesto così ampio è molto più confortante e produttivo che ‘viverli’ chiusi in se stessi».

Produttivo? Non la pensa così l'associazione Sì alla famiglia di Modena che ha raccolto in questi giorni il grido d'allarme dei genitori, che avevano raccolto una cinquantina di firme per chiedere al preside un contraddittorio. «L’intervento di Vladimir Luxuria al liceo Muratori di Modena rappresenta una violazione del pluralismo e una vittoria del pensiero unico. Il coordinamento, che riunisce numerose associazioni cattoliche ed evangeliche si dice «convinto che le persone omosessuali, come insegna il ‘Catechismo della Chiesa Cattolica’ debbano essere accolte con rispetto, compassione e delicatezza e - come ci ripete Papa Francesco - non debbano essere giudicate in quanto persone. Ma i comportamenti e le leggi, a differenza delle persone, possono e devono essere giudicati - a meno di cadere in un relativismo assoluto - e il modo della scuola pubblica di formare a questo giudizio non può che essere quello di mettere a confronto tesi diverse». L'intervento di Luxuria al Muratori, prosegue Sì alla famiglia, «non rispetta questa esigenza di pluralismo e rappresenta invece una vittoria del pensiero unico nella forma della cosiddetta ideologia del gender e una negazione della libertà di espressione e del contraddittorio».

Il comitato lamenta che le proteste dei genitori siano state ignorate e che nell'assemblea con Luxuria sia stato anche proiettato «il video sulla transessualità del regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif. Circa un mese fa, alcuni genitori avevano chiesto di visionarlo, dal momento che l’autore stesso suggerisce di non mostrare il filmato a minorenni. Una richiesta che non è stata neppure discussa nel Consiglio d’Istituto». Gli unici interventi al Muratori - denuncia Sì alla famiglia - sono stati quelli di Luxuria, di Alberto Bignardi (presidente di Arcigay Modena), della psicologa Cristina Chiari e dell'insegnante di storia e filosofia Lorenzo Barani. «Le loro idee sull’argomento - secondo il comitato - possono essere intuite sulla base di quanto dichiarato dal presidente dell’Arcigay Modena a un quotidiano locale: ‘È una vittoria perché il contraddittorio non ci sarà …’». «Il contraddittorio negato al Muratori ci sarà però in città, dove continueremo a testimoniare che a Modena tante famiglie non sono d'accordo con quella che anche Papa Francesco venerdì scorso ha chiamato la trasformazione delle scuole in ‘campi di rieducazione’ dove si nega la maturazione ‘in relazione alla mascolinità e alla femminilità’ in nome dell'ideologia di genere e si pratica la ‘manipolazione educativa’». Luxuria, dopo la comparsata in tv all'Arena è riuscito nel suo intento: far parlare di sé come vittima ed estromettere un vero dibattito sull'argomento. La presa delle scuole italiane, con questo precedente è ormai in discesa.


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