«Niente stralci, il ddl Cirinnà va ritirato tutto»
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di Lorenzo Bertocchi10-02-2016 AA+A++

«Ma questa volta c'è anche la presentatrice?», chiedeva un nonno al genero nella bolgia del Circo Massimo. «No, no, è la Ruiu, fa parte del Comitato Difendiamo i nostri figli». Intanto una pioggia di «siete bellissimi!» scendeva copiosa dal palco verso la moltitudine del Family day.  Era lei a lanciarli, Maria Rachele Ruiu, che dichiarava il suo amore verso il popolo del Circo Massimo. Coordinatrice nazionale dei circoli Generazione Famiglia-Manif pour tous Italia, la Ruiu è donna, al punto che qualcuno, sparso tra la folla, aveva innalzato uno striscione senza se e senza ma: «Ruiu sposami!». In un certo senso lo striscione più cool di tutto il Circo Massimo, quello che meglio di altri ne incarna la sostanza. 

Maria Rachele, scusami, ma hai trovato e risposto allo spasimante?

«No, non ho risposto. Anche se qualche indizio su chi ha messo lo striscione comincio ad averlo...(ride)...comunque credo che quel cartello dà anche il senso di quella che era la piazza. Ci raccontano come musoni, retrogradi, persino violenti. Al Circo Massimo c'erano giovani, famiglie, mamme, papà, nonni, che sanno anche prendere la vita con la giusta ironia».

Tu sei la coordinatrice nazionale dei circoli territoriali di Generazione Famiglia-Manif pour tous Italia, il Family day è passato, e ora?

«La piazza è stato un momento fondamentale affinché il “palazzo” si accorgesse di noi, e mi sembra che il risultato sia stato raggiunto. C'è un popolo che dice no al ddl Cirinnà. E adesso noi continuiamo quello che facciamo da alcuni anni. Tante attività dei circoli territoriali che, innanzitutto, ringrazio per lo splendido impegno che mettono. Oggi sono circa 80 i circoli sparsi sulla penisola che aiutano le famiglie a più livelli: con un'assistenza concreta rispetto, ad esempio,  alla vigilanza sulla questione dell'introduzione dell'ideologia gender nelle scuole; e con una azione di informazione/formazione per far conoscere alle persone quello che sta accadendo sotto i nostri occhi».

E cosa sta accadendo?

«Beh, ci sono state tante situazioni che hanno cercato di far passare nel sottobosco, il ddl Cirinnà, come l'art.16 del “Buona scuola”. É stata l'attività capillare svolta sul territorio, la nostra come quella di tante altre realtà, che ha permesso di far maturare una coscienza critica e ha fatto riempire il Circo Massimo quasi da sé. Ribadisco, sul territorio si percepisce chiaramente che c'è un popolo che non è disposto a subire questa che è una vera e propria rivoluzione antropologica».

Ok, andiamo sul concreto. Se dovessero approvare un ddl Cirinnà stralciando la stepchild adoption, ma con le unioni civili, Generazione Famiglia-Manif Italia cosa dice?

«Dice no. Nel senso che per noi è tutto il ddl che deve essere rigettato. Perchè il ddl finge di legiferare sulle unioni civili, ma di fatto regolamenta un matrimonio fra persone dello stesso sesso. Infatti, tutti gli articoli sulla questione rimandano chiaramente al Codice civile laddove si riferisce al matrimonio così come indicato dalla Costituzione. Se si approva il ddl nella sua parte riferita alle unioni civili significa equiparare queste al matrimonio. A quel punto, anche senza art. 5, verrà poi da sé, tramite giudici o diktat europei, l'apertura alle adozioni. Quindi, a prescindere dagli stralci, questa legge nel suo impianto, si potrebbe dire nel suo dna, mina il diritto del bambino ad avere una mamma e un papà. Cioè il desiderio di un adulto prevarica il diritto di un bambino. Perciò Generazione Famiglia-Manif Italia chiede che il ddl Cirinnà venga totalmente ritirato».

Ma qualcuno dice che così oscurate il sacrosanto desiderio di due persone dello stesso sesso.

«La storia ci insegna che le leggi che aprono alle unioni civili conducono al matrimonio egualitario e quindi inevitabilmente alle adozioni e alla fabbrica di esseri umani mediante maternità surrogata e altre tecniche. Ognuno viva la propria esistenza come vuole, ma questo non può condurre a calpestare i diritti dei più deboli, in questo caso i bambini ad avere una mamma e un papà.

Quali sono i rapporti tra Generazione Famiglia e la Manif pour tous francese?

«Ludovine de la Rochere, presidente della Manif pour tous, era con noi sul palco del Family day. Siamo d'accordo che ogni Stato deve rapportarsi con il proprio territorio, ma c'è una grande sinergia perché» vorremmo che questo diventi sempre più un grande movimento di popolo. Che attraversi l'Europa e, come ha detto Gandolfini dal palco del Circo Massimo, si proponga come faro di civiltà per tutti gli uomini, a tutte le latitudini».

 


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