Omofobia, in gioco la libertà religiosa
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di Danilo Quinto25-07-2013 AA+A++

“Se la proposta di legge sul contrasto all’omofobia, che andrà in discussione alla Camera il 26 luglio, fosse approvata, sarebbe in gioco la libertà di pensiero e la libertà religiosa, così come viene tutelate rispettivamente dagli articoli 21 e 19 della Costituzione”. Così ha esordito l’avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, introducendo la conferenza stampa che si è tenuta ieri a Roma, all’Hotel Nazionale, in piazza Montecitorio, a cui hanno partecipato Riccardo Cascioli, direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, Tony Brandi, editore della rivista Prolife News, Benedetta Frigerio, redattrice di Tempi, don Gabriele Mangiarotti, direttore di CulturaCattolica.it. Moderatrice era Elisabetta Frezza, Giuristi per la Vita.

“Le 27mila firme raccolte in due settimane, sull’appello per fermare questa legge, attraverso le testate che sono qui presenti e numerosi altri blog e siti – ha aggiunto Amato – testimoniano il fatto che in tanti hanno compreso come sia in gioco una libertà primaria, quella di esprimere le proprie idee,  ovvero il fondamentale caposaldo su cui dovrebbe poggiare la società occidentale di stampo liberale, che si autodefinisce democratica. L’impianto della legge che viene proposta è meramente ideologico, perché le persone omosessuali già godono, come tutti, delle tutele previste dall’ordinamento”. Del medesimo avviso, Tony Brandi, il quale ha sottolineato come il vero obiettivo della legge sia quello di “imbavagliare coloro che non sono d’accordo, come si fa nei migliori regimi dittatoriali”. “La proposta – ha aggiunto Brandi - s’inserisce in un contesto più ampio, perché la teoria del riconoscimento del gender risponde anche al piano, di origine malthusiana, di riduzione della popolazione mondiale. Anche in questa chiave si deve leggere, ad esempio, il ‘lascito’ dell’ex Ministro Fornero, relativo al piano sperimentale del Consiglio d’Europa sulle discriminazioni sulla base del genere, in vigore dal prossimo anno scolastico”.

Dopo gli interventi dei parlamentari Carlo Giovanardi, Gianluigi Gigli, Alessandro Pagano, Eugenia Roccella – erano presenti anche Maurizio Sacconi e Mario Sberna – che hanno esposto l’andamento della discussione in Parlamento, Riccardo Cascioli ha ricordato il “contesto” nel quale la proposta di legge s’inserisce: “Non esiste nessuna statistica nel nostro Paese – ha affermato il direttore de La Nuova Bussola Quotidiana – sulle discriminazioni nei confronti degli omosessuali. Ci sono sicuramente degli episodi, ma sono isolati e sostanzialmente analoghi a quelli che colpiscono altre identità, gli anziani, gli extra-comunitari, per non parlare dei bambini. Questa è la prova che siamo di fronte ad una scelta ideologica, con caratteristiche autoritarie”. Le ragioni di questa scelta - per Cascioli - hanno radici lontane e si possono individuare sin dalla Conferenza del Cairo su Popolazione e Sviluppo, promossa dalle Nazioni Unite nel 1994, dove furono proposti addirittura 5 generi e che mirava all’affermazione di un progetto culturale e ad una mutazione antropologica. “E’ un dettaglio – ha concluso Cascioli – il fatto che dall’ultimo testo discusso dalla Commissione Giustizia della Camera sia scomparsa la dizione ‘identità di genere’. Prendiamo, ad esempio, un’altra dizione famosa di questi decenni, quella di ‘salute riproduttiva’. In nessun documento delle Nazioni Unite si dice che la salute riproduttiva riguarda l’aborto, eppure questa è l'interpretazione che viene comunemente data perché questo era l'obiettivo vero di chi quel concetto ha proposto. Anche in questo caso, la genericità del termine, ‘omofobia’, servirà a darne una interpretazione estensiva per raggiungere l’obiettivo prefisso, ovvero affermare l'identità di genere”.

In conclusione della conferenza stampa, sono intervenuti Don Gabriele Mangiarotti e Benedetta Frigerio. Il primo ha messo in evidenza, tra l’altro, che “la mobilitazione messa in atto da molti siti e molti blog, ha di fatto impedito la realizzazione di un fatto già compiuto”; la seconda, dopo aver esposto casi di vera e propria persecuzione che sono accaduti in Inghilterra, dove già esiste da tempo una legge analoga a quella che si vorrebbe introdurre in Italia, ha invitato i parlamentari che si richiamano ai principi cattolici, ad essere netti nelle posizioni che esprimeranno nel dibattito parlamentare.

La riflessione finale è stata ancora del Presidente dei Giuristi per la Vita. Gianfranco Amato - richiamando il fatto che la legge in discussione prevede la reclusione fino ad un anno e sei mesi per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, di orientamento sessuale o di identità di genere e la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o  commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o  religiosi, di orientamento sessuale o di identità di genere – ha affermato: “Sono contrario al matrimonio omosessuale e all’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso, ma non tollererei mai che chi la pensa diversamente da me finisca in galera”.


 


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