Preghiera, carità e digiuno: le tre medicine di Quaresima
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10-02-2016 AA+A++

Preghiera, carità, digiuno. Per Papa Francesco ecco le tre «medicine che guariscono dal peccato». In primo luogo, la preghiera, «espressione di apertura e di fiducia nel Signore», ha spiegato Papa Francesco nell’omelia della Messa delle Ceneri, concelebrata nella basilica di San Pietro con gli oltre 700 Missionari della Misericordia presenti a Roma (qui il discorso integrale). Ai quali il Papa ha ricordato di essere «segni e strumenti del perdono di Dio». «”Dio è più grande del nostro cuore'”(1Gv 3,20). Egli vince il peccato e ci rialza dalle miserie, se gliele affidiamo».  Papa Francesco ha però avvertito che «sta a noi riconoscerci bisognosi di misericordia: è il primo passo del cammino cristiano; si tratta di entrare attraverso la porta aperta che è Cristo, dove ci aspetta Lui stesso, il Salvatore, e ci offre una vita nuova e gioiosa». 

Il Papa si è poi soffermato su quelli che sono gli ostacoli che chiudono le porte del cuore e ci impediscono di lasciarci «riconciliare con Dio». «C’è la tentazione di blindare le porte, ossia di convivere col proprio peccato, minimizzandolo, giustificandosi sempre, pensando di non essere peggiori degli altri; così, però, si chiudono le serrature dell’anima e si rimane chiusi dentro, prigionieri del male». «Un altro ostacolo è la vergogna ad aprire la porta segreta del cuore». «E c’è una terza insidia, quella di allontanarci dalla porta: succede quando ci rintaniamo nelle nostre miserie, quando rimuginiamo continuamente, collegando fra loro le cose negative, fino a inabissarci nelle cantine più buie dell’anima. Allora diventiamo persino familiari della tristezza che non vogliamo, ci scoraggiamo e siamo più deboli di fronte alle tentazioni. Questo avviene perché rimaniamo soli con noi stessi, chiudendoci e fuggendo dalla luce; mentre soltanto la grazia del Signore ci libera». 

Rivolgendosi ai 700 missionari della Misericordia presenti in Basilica di San Pietro il Papa ha chiesto ai missionari della misericordia di «aiutare ad aprire le porte dei cuori, a superare la vergogna, a non fuggire dalla luce. Che le vostre mani benedicano e risollevino i fratelli e le sorelle con paternità; che attraverso di voi lo sguardo e le mani del Padre si posino sui figli e ne curino le ferite!».

Nel concludere l'omelia il Papa ha sottolineato come la Quaresima possa essere «un tempo di benefica “potatura” della falsità, della mondanità, dell’indifferenza: per non pensare che tutto va bene se io sto bene; per capire che quello che conta non è l’approvazione, la ricerca del successo o del consenso, ma la pulizia del cuore e della vita; per ritrovare l’identità cristiana, cioè l’amore che serve, non l’egoismo che si serve. Mettiamoci in cammino insieme, come Chiesa, ricevendo le Ceneri e tenendo fisso lo sguardo sul Crocifisso. Egli, amandoci, ci invita a lasciarci riconciliare con Dio e a ritornare a Lui, per ritrovare noi stessi».

 


29
Ago
Martirio di San Giovanni il Battista

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Hamza Piccardo, ex dirigente Ucoii

Diciamo la verità: non ha tutti i torti Hamza Piccardo, ex dirigente dell’Unione delle comunità islamiche (Ucoii), quando chiede che, in base alla legge Cirinnà, pure la poligamia diventi diritto. Accettate le premesse delle legge non si può che accettare anche le conclusioni. In primo luogo le unioni civili si basano sulla libertà di due persone dello stesso sesso di rendere legittimo il loro legame anche di fronte alla legge. Perché vietarlo anche a tre o quattro persone che si vogliono unire reciprocamente?

di Tommaso Scandroglio



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Gli attentati di Bruxelles, oltre a provocare decine di vittime, hanno risvegliato la paura in un'Europa sotto attacco, sin dentro la sua capitale. L'attacco, avvenuto proprio nel mezzo di un periodo di massima allerta, rivela anche quanto siano fragili le nostre difese, militari e morali.

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