Prossima fermata: eutanasia
Invia il link ad un amico Chiudi form
* Campi obbligatori
email destinatario *
inviato da *
       
di Massimo Introvigne25-10-2013 AA+A++

Non ho simpatia per i complottisti, che spiegano la storia come un unico grande complotto. Ma non ne ho neppure per gli ingenui, i quali pensano che i complotti non esistano. Non c'è il Grande Complotto, ma ci sono tanti complotti con la «c» minuscola, settoriali e locali. Uno dei più evidenti è costituito dallo sforzo di diverse lobby - anticlericali, massoniche, ideologiche, legate a certi interessi dei «poteri forti», dell'industria farmaceutica e delle cliniche - per aggredire la vita e la famiglia in un escalation di leggi sempre più radicali. A Malta, introdotto il divorzio per referendum, siamo già a una proposta di legge per il riconoscimento delle unioni civili omosessuali, con diritto di adozione. In Francia Tugdual Derville, portavoce della Manif pour Tous, sta cercando di radunare nuovamente il popolo della famiglia e della vita, contro una legge sull'eutanasia che galoppa verso l'approvazione. Anche da noi la strada è tracciata: appena approvata la legge sull'omofobia, seguita da quella sulle unioni omosessuali, il Parlamento si occuperà di eutanasia.

Si tratta di regolare pochi casi pietosi? Questa è la menzogna consueta, ma la verità è diversa. Mentre si discute di eutanasia in Francia, la giornalista Stéphane Kovacs ha pubblicato sul quotidiano «Le Figaro» un'agghiacciante inchiesta su come vanno le cose nel vicino Belgio, dove l'eutanasia c'è già. L'inchiesta constata la «banalizzazione» del l'eutanasia. Una proposta di legge che mira a estenderla - come in Olanda - ai minorenni «capaci di discernimento» e ad alcune categorie di malati mentali - che «chiederebbero» l'eutanasia «tramite» i loro parenti, cioè sarebbero messi a morte senza avere voce in capitolo - gode secondo i sondaggi del favore della maggioranza della popolazione.

Perché - lo sappiamo in Italia in tema di aborto - la legge produce costume. L'eutanasia in Belgio ormai è considerata normale. Nel 2012 i casi di eutanasia sono aumentati del 25% rispetto al 2011, nel 2013 stanno ancora aumentando e rappresentano ormai il due per cento di tutti i decessi sul territorio belga. Sono 1.432 i morti per eutanasia del 2012, e aumenteranno certamente nel 2013. La chiave degli spaventosi numeri belgi sta nella legge che permette di chiedere di morire non solo per gravi «sofferenze fisiche» ma anche per «sofferenze psichiche» che il paziente denuncia come intollerabili. I medici che fanno parte delle commissioni chiamate a esaminare le richieste lo confessano: alla fine, decide il paziente perché il medico non ha nessun criterio sicuro per escludere la presenza di una sofferenza psicologica che qualcuno dichiara di non riuscire più a sopportare.

Il caso di Nancy ha scosso il Belgio agli inizi di ottobre. Questo transessuale di 44 anni ha chiesto e ottenuto l'eutanasia perché l'operazione che - gli era stato promesso - lo avrebbe trasformato in uomo era fallita. Non potendo diventare uomo, Nathan (questo il suo nuovo nome) ha preferito morire: una tragica parabola dove s'incrociano eutanasia e ideologia del gender, producendo una miscela che uccide. E non finisce qui. «Dora», altro transessuale e migliore amico di Nathan, ha dichiarato che la morte della sola persona che gli era vicina, appunto Nathan, ha reso le sue sofferenze psicologiche intollerabili. Anche «Dora» ha chiesto l'eutanasia, e ora attende di morire.

Due gemelli sordi di 45 anni hanno chiesto e ottenuto l'eutanasia insieme perché una malattia rischiava di renderli anche ciechi. E l'inchiesta della giornalista francese rivela come negli ospedali i malati di Alzheimer e di alcune forme di cancro «spariscano» - i pazienti in cura per l'Alzheimer sono diminuiti del venticinque per cento in due anni -, qualche volta per l'eutanasia formale amministrata secondo la legge, qualche volta più rapidamente e discretamente. È quella «eutanasia silenziosa» nelle corsie degli ospedali di cui ha parlato diverse volte Papa Francesco, figlia di quella che il Pontefice chiama «cultura dello scarto»: le vite che non servono sono scartate.

Non solo l'eutanasia si banalizza. C'è anche chi la propone come una scelta morale meritevole, che va a beneficio della collettività facendo risparmiare spese inutili. Una propaganda seducente esalta chi ha il coraggio di chiedere l'eutanasia anziché costringere lo Stato, in tempi di crisi economica, a fornirgli cure costosissime, e induce un senso di colpa in chi invece l'eutanasia non la chiede.

L'estensione ai minorenni «capaci di discernimento» non potrà che peggiorare ulteriormente le cose. Intervistato dalla Kovacs, un avvocato specializzato si chiede già come faranno le commissioni a negare che una minorenne anoressica che si vede grassa e che è stata lasciata dal ragazzo provi una «sofferenza psichica» intollerabile, che giustifica il suo desiderio di morire. Una volta «voglio morire» era una battuta retorica da scrivere sul diario. Oggi rischia di essere presa immediatamente sul serio da una commissione in camice bianco. Prima di poterci ripensare, la poveretta sarà già morta. Sembra un film dell'orrore, ma è già realtà. Oggi in Belgio e in Olanda, domani in Francia, dopodomani in Italia.


26
Set
Santi Cosma e Damiano


SCHEGGE DI VANGELO

«Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». (Lc 9,46-50)



Monsignor Salvo Tomasi

Monsignor Tomasi, già nunzio apostolico all'ONU di Ginevra: «Guerre e violenze sono la principale causa delle attuali migrazioni che rischiano di destabilizzare l'Europa, la comunità internazionale deve fare di tutto per riportare la pace e prevenire guerre. L'accoglienza è importante ma per chi ha diritto di restare fondmentale è l'integrazione, un processo che richiede tempo e pazienza, ma anche regole chiare per chi arriva».

 

- TRUMP E IL MESSICO, UNA SFIDA PERICOLOSA, di Stefano Magni

di Riccardo Cascioli



DOSSIER

Gli attentati di Bruxelles, oltre a provocare decine di vittime, hanno risvegliato la paura in un'Europa sotto attacco, sin dentro la sua capitale. L'attacco, avvenuto proprio nel mezzo di un periodo di massima allerta, rivela anche quanto siano fragili le nostre difese, militari e morali.

RUBRICHE

Lettere in redazione

L’articolo di Angelo Busetto ("Marta e Maria, lavorare oppure no?") ha provocato una nostra lettrice che ci ha inviato le sue osservazioni. E scrive: Gesù a casa mia? A me viene in mente mio marito che torna a casa stanco dal lavoro: non è forse accogliere Gesù?». Ecco la sua lettera.


Schegge di vangelo

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!»

(Giovanni 20, 1-9)



BLOG DEI COLLABORATORI
Cyrano da Fauglia

Il blog di Paolo Togni


Il blog di Robi Ronza
La pagina personale di Robi Ronza