San Giuseppe e la paternità che non si compra
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Centro Jurídico Tomás Moro20-03-2017 AA+A++

«La paternità non si compra». E’ il forte appello che in occasione della festa del papà, ricordata ieri e della memoria di San Giuseppe sposo della beata Vergine Maria che viene celebrata oggi, il Centro Giuridico San Tommaso di Madrid ha fatto per ribadire che in un tempo sconvolto da figli acquistati e uteri in affitto, la figura paterna non è sottoposta alle leggi di mercato. Un appello forte e chiaro che risulta attuale e che si può estendere anche alla situazione italiana dove sono ormai molte le persone omosessuali che pretendono che venga riconosciuta loro la paternità attraverso la tecnica della gestazione per altri. La Nuova BQ fa suo l’appello del Centro Giuridico San Tommaso e lo propone ai suoi lettori. 

In occasione della festa del papà il centro giuridico San Tommaso Moro ricorda che la paternità non si compra e lancia un nuovo video per chiedere ai poteri pubblici libertà e indipendenza per l’istituzione famigliare. 

In ocasione di questa festa si vuole onorare la paternità e l’influenza dell’uomo nella vita dei figli, tuttavia questo giorno si è tramutato in un pretesto commerciale che ci impedisce di vedere la realtà della paternità. E’ necessario ricordare che la festa del papà è anzitutto una celebrazione dedicata all’istituzione famigliare, istituzione fortemente attaccata negli ultimi tempi.

Commemorare l’amore ai padri una volta all’anno è un obbligo morale, però allo stesso tempo dobbiamo ricordare che la famiglia è una istituzione naturale fondamentale per la società, per questo in questo giorno, il centro giuridico San Tommaso vuole ricordare:

  • Che la paternità non si compra
  • Che la famiglia necessita di libertà e indipendenza. 

E’ necessario ricordare che che né la paternità né la maternità si comprano, anche se ultimamente si sta intensificando la campagna per legalizzare in Spagna (come anche in Italia ndr.) l’utero in affitto.

E’ necessario sottolineare che la gestazione surrogata (eufemismo per definire l’utero in affitto) prevede il riconoscimento giuridico dello sfruttamento sessuale delle donne e la mercificazione della vita.

La donna affitta il suo corpo, di solito sotto una qualche forma di coercizione (in alcuni paesi la maternità surrogata è legata alla prostituzione), divenendo la pratica di una nuova forma di sfruttamento, con l'aggravante che il bambino, frutto del contratto è usato come prodotto commerciale.

Davanti ai costanti attacchi alla dignità della donna e all’implemento del traffico internazionale di minori, è necessario denunciare la realtà della maternità surrogata, per questo nel giorno del padre il Centro Giuridico San Tommaso vuole ricordare che la paternità non si compra e per questo ha lanciato un video denuncia.

Il centro giuridico ha fatto coincidere il lancio del nuovo video con la celebrazione della festa del papà per denunciare che la mercantizzazione di questa festività si sta diffondendo pericolosamente e ora si prendete di mercanteggiare la vita umana attraverso la compravendita di bambini come fossero una mercanzia. 

Approfittiamo di questo giorno per sollecitare il governo della nazione e i governi autonomi ad astenersi a ideologizzare i nostri minori attraverso leggi di indottrinamento Lgbt o qualsivoglia altro strumento che limiti le libertà famigliari.


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