San Pietro caduta nelle mani dei neo-pagani
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di Riccardo Cascioli09-12-2015 AA+A++

Tutti preoccupati per un possibile attacco dei fondamentalisti islamici al cuore della cattolicità, a Roma, non ci si è resi conto che nel frattempo San Pietro sta cadendo nelle mani di un altro nemico, quella lobby ecologista e anti-natalista che controlla le agenzie dell’ONU. E ieri sera, in quell’oltraggioso quanto noioso spettacolo di immagini proiettate sulla facciata della Basilica di San Pietro (Fiat Lux), se ne è avuta chiara evidenza.

Era stata presentata come una sorte di lode al Creato, legata all’enciclica Laudato si’ ma anche al presunto problema dei cambiamenti climatici, e già così aveva destato perplessità e preoccupazioni. Ma lo spettacolo – se così si può chiamare – è stato ben peggiore delle aspettative: uno scorrere lento di immagini e animazioni accompagnate dai “rumori” della natura; un’ora di noia mortale e sconcerto con uccelli, tigri, leoni, scimmie, delfini che si sovrapponevano alla facciata di San Pietro, una visione idealizzata della natura che ci ha portato in una atmosfera neo-pagana. Uno spettacolo inconcepibile in piazza san Pietro, uno sfregio alla basilica simbolo della cattolicità. 

Sarebbe interessante sapere chi è il responsabile vero e l’organizzatore di questa farsa, che oltretutto – per le polemiche che è destinata a suscitare – rischia di oscurare l’inaugurazione dell’Anno Santo. 

Il problema non è solo nel contenuto dello spettacolo, ma anche in ciò che ci sta dietro. È stato infatti un “regalo” della Banca Mondiale (e del suo programma Connect4Climate) e di alcune associazioni e fondazioni particolarmente interessate all’ecologismo, la Vulcan Inc. del co-fondatore di Microsoft Paul Allen e la Okeanos-Fondazione per il mare, istituzioni che non a caso portano il nome di due divinità pagane. A realizzare l’installazione è stato lo studio Obscura, un nome che è un programma. Scopo di “Fiat Lux”, come si legge in un comunicato stampa degli sponsor, è «educare e ispirare cambiamenti intorno alla crisi del clima attraverso le generazioni, le culture, le lingue, le religioni e le classi».

Come mai questo “regalo” che, come è facile intuire, è anche molto costoso? Nelle parole degli sponsor è chiara la riconoscenza al Papa per il sostegno alle politiche sul clima e per essersi speso a favore di un accordo alla COP21 in corso a Parigi, obiettivo su cui tutte queste organizzazioni spendono tutto il loro peso. Eppure la Banca Mondiale è anche l’istituzione che già dagli anni ’70 è tra le principali responsabili di quei ricatti contro i Paesi poveri (prestiti in cambio di programmi per il controllo delle nascite) che pure papa Francesco ha più volte denunciato. E sulla stessa lunghezza d’onda sono le altre associazioni per cui ecologismo e controllo delle nascite sono due facce della stessa medaglia.

Il “regalo” celebra il successo (o auspicato come tale) di un’operazione partita molti anni fa, già negli anni ’90 del XX secolo, per vincere la resistenza della Santa Sede nella prospettiva di un governo globale. È una partita che si sta giocando all’ONU, dove la Santa Sede è da sempre l’unico vero punto di resistenza a ogni forma di ideologia riduttiva della dignità umana, un baluardo al pensiero unico globale. In tutti questi anni, pur avendo soltanto lo status di Osservatore Permanente, su temi fondamentali per la dignità dell’uomo – come vita e famiglia – la Santa Sede è sempre riuscita a coagulare attorno a sé diversi Paesi, che hanno così intralciato i progetti anti-vita e anti-famiglia.

Ma l’ambiente e soprattutto il riscaldamento globale sono usati da almeno una decina d’anni come cavallo di Troia per unire anche la Santa Sede al coro che chiede un governo globale per lottare contro il clima. Fino a poco tempo fa certe pressioni molto interessate erano state respinte, ma c’è stato un paziente lavoro di infiltrazione anche nella Curia vaticana e nelle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, che hanno poi avuto un’influenza decisiva nella stesura delle parti “scientifiche” dell’enciclica Laudato si’, a quanto sostiene lo stesso presidente delle due accademie, monsignor Sanchez Sorondo. Sarebbe interessante al proposito sapere se, oltre al regalo di “Fiat Lux”, ci siano stati altri “regali” da parte di agenzie e fondazioni legate all’ONU per le Pontificie Accademie e per qualche Pontificio Consiglio.

 


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