Spagna, parla di natura e gay: docente punito Gli effetti dell'omofobia che vedremo in Italia
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di Andrea Zambrano12-06-2017 AA+A++

Si fa presto a parlare di omofobia. Più difficile è entrare nelle questioni e vedere a che cosa si possa applicare. Mentre in Italia non si fa altro che inserire la parolina magica dell'omofobia a ogni piè sospinto, fino ad invocare la ripresa dell'iter parlamentare del Ddl Scalfarotto, che dovrebbe introdurre anche da noi il reato omonimo, in Spagna si sta passando da tempo dalle parole ai fatti. Con risultati a dir poco sconcertanti circa la libertà delle opinioni e della persona. 

L'ultimo caso, che può servire per capire che cosa accadrà in Italia quando la legge sull'omofobia sarà approvata, arriva dalla città di Lleida dove un professore di filosofia adesso rischia di passare guai seri per aver espresso un'ovvietà, peraltro all'interno del suo insegnamento didattico. 

Siamo all'Istituto  'Samuel Gili i Gaya' e il docente, davanti agli studenti si è lanciato nella temeraria avventura di parlare della natura. "L'omosessualità non è naturale". E' bastata questa brevissima espressione per scatenare la furia di un centinaio di studenti che si sono radunati per protestare pubblicamente contro il docente. "Il docente ha detto che una relazione con una persona dello stesso sesso è antinaturale". Insomma, quello che la filosofia e la biologia hanno sempre detto, qua non si sta affrontando la cosa dal punto di vista morale, ma ontologico, se vogliamo, dato che la natura se ne impipa altamente della morale. Che poi anche l'etica deriva molto della sua essenza dalla morale naturale, ma questo è un ragionamento troppo complicato per certe menti. 

Infatti non si può dire. Così gli studenti hanno affilato le armi e hanno denunciato il professore alla direttrice dell'istituto. La quale, Carme Panadés, da brava funzionaria, non ha fatto altro che appellarsi alla legge e aprire un procedimento disciplinare contro il docente, che ha 64 anni ed è stato costretto così a scrivere una lettera di suo pugno per dire che non era sua intenzione offendere nessuno. E la natura? Vabbè, per salvare la pelle si fa questo e altro. 

Ma la cosa non finirà qui. In Spagna è presente, come una perfetta gaystapo, l'osservatorio contro l'omofobia (OCH) che si è lanciato subito a denunciare il provero filosofo per aver violato la legge 2014/11 che punisce severamente chi sostiene queste corbellerie...di natura. 

Perché in Spagna la legge contro l'omofobia è già bella che approvata e sotto la sua scure sono passati in questi mesi molte persone. Celebre il caso di Alicia Rubio, un'altra docente finita sotto la censura per aver scritto un libro proprio contro l'omofobia. Per arrivare da ultimo al vescovo che dopo aver scritto che cosa pensava sull'omosessualità è dovuto fuggire dalla chiesa scortato dalla Polizia. 

Insomma, in Spagna non si scherza e si fa sul serio, ovviamente nel silenzio dei grandi media che ormai hanno dato per accertato il reato di omofobia anche se è del tutto arbitrario nei contenuti e nella ratio. 

La storia spagnola è molto utile per capire che cosa sarà l'Italia quando la legge Scalfarotto, o comunque si chiamerà, sarà approvata ed entrerà in vigore: che chiunque anche solo per esprimere un'opinione o un evidenza di fatto, d'altra parte dire che l'omosessualità è antinaturale non significa dire che gli omosessuali sono dei criminali, significa soltanto ribadire un principio appunto di natura, perché questa ha delle sue leggi e non devono passare dal vaglio del Parlamento. 

Ma si farà finta di niente. Anche perché ormai il concetto di omofobia è così entrato senza costrutto nella mentalità comune che quando arriverà la legge non sembrerà neppure questo grande sconvolgimento. Appena alcuni giorni fa, il presidente del Senato Pietro Grasso, parlando con Repubblica e condividendo con il giornale la agenda dei provvedimenti urgenti da qui a fine della legislatura, si è sentito in dovere di aggiungere, unica tra le migliaia di emergenze italiche, proprio la legge sull'omofobia, che giace appunto in parlamento in attesa di tempi migliori. 

Sulla base poi di quale presupposto la seconda carica dello Stato ritenga che quella sull'omofobia sua una legge indispensabile da approvare, è ancora un mistero. Però è pur sempre un ottimo titolo sui giornali con il quale fare un po' di scena e soprattutto creare il clima favorevole allo strappo. E pazienza se una volta approvata la legge dovremo ricordare a questi signori che le ingiustizie che menano vanto di voler combattere, sono diventate le armi per silenziare chi ancora vuole pensare secondo ragione. E magari natura. 


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