Trump e l'attacco in Siria, i "dubia" degli esperti
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di Marco Tosatti19-04-2017 AA+A++

Anche Trump, come papa Bergoglio, ha i suoi Dubia e i suoi cardinali. Che, nella fattispecie, assumono la veste di un gruppo di ex professionisti dei servizi di sicurezza USA e di diplomatici. Il gruppo – composto da varie decine di esperti – ha scritto un memorandum per il Presidente USA, sulla questione del cosiddetto “attacco” governativo con il gas, e sulla reazione statunitense, pubblicato qualche giorno fa da Consortium News, un sito di giornalismo indipendente. VIPS (Veteran Intelligence Professionals for Sanity) hanno composto un report, intitolato: Syria: Was it really A Chemical Weapons Attack?

“Le scriviamo per darle un avvertimento chiaro sulla minaccia di ostilità armate con la Russia – dicono i membri di VIPS – con il rischio di un’escalation verso la guerra nucleare. La minaccia è cresciuta dopo l’attacco dei missili Cruise sulla Siria in risposta a quello che lei ha proclamato essere un ‘attacco con armi chimiche’ il 4 aprile su civili siriani nella provincia di Idlib”.

Il memorandum è articolato in numerosi punti, e di questi probabilmente il più interessante è il secondo: “I nostri contatti nell’U.S. Army nell’area ci hanno detto che non è questo quello che è successo. Non c’è stato nessun ‘attacco con armi chimiche siriano’. Invece, un aereo siriano ha bombardato un deposito di munizioni di Al Qaeda in Siria che si è rivelato essere pieno di materiale chimico nocivo, e un forte vento ha soffiato la nuvole carica di sostanze chimiche su un villaggio delle vicinanze, dove di conseguenza molti sono morti. E’ quello che i Russi e i Siriani affermano sia successo, e, il che è ancora più importante, quello che sembrano credere sia accaduto”.

Il gruppo di esperti si chiede allora: “Dobbiamo concludere che la Casa Bianca ha fornito ai nostri generali un dettato; e che loro hanno ripetuto a pappagallo quello che è stato detto loro di dire?”.

VIPS disegna poi il quadro delle relazioni fra Stati Uniti e Russia, soprattutto nel contesto siriano, ricordando che “Dopo che Putin ha persuaso Assad nel 2013 a consegnare le sue armi chimiche l’esercito USA ha distrutto 600 tonnellate di armi chimiche siriane in sei settimane”. Ma come Rumsfeld ha mentito nel caso dell’Iraq, così sembra che stia accadendo adesso, fanno notare gli esperti di intelligence. 

Ma negli ultimi tre anni, e soprattutto per responsabilità statunitensi, i rapporti si sono deteriorati. Così le relazioni sono scivolate “In uno stato precario senza necessità”, da una “fiducia crescente” ad “sfiducia totale”. “Certamente molti sono felici di questa alta tensione, che, sicuramente, è super per il traffico delle armi”.

Gli esperti del VIPS speravano che la visita del Segretario Tillerson a Mosca potesse cambiare qualche cosa. Ma è necessario un cambio radicale: “Certamente è tempo di trattare con la Russia sulla base dei fatti, non di accuse basate largamente su prove dubbie – sui ‘social media – per esempio. Mentre molti vedrebbero questo momento di alta tensione come un motivo per escludere un summit, noi suggeriamo che l’opposto potrebbe essere vero”. Di conseguenza gli esperti del VIPS osano dare un consiglio a Trump: “Lei potrebbe prendere in considerazione l’idea di dare istruzione al Segretario Tillerson di cominciare a prendere accordi per un incontro a breve scadenza con il Presidente Putin”. 


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