Un porno gay "educativo" per fare sesso sicuro
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di Andrea Zambrano17-04-2014 AA+A++

Il rapporto orale si fa così. Per quello anale invece bisogna avere questi accorgimenti. La parafrasi è affidata alla nostra libertà di filtrare anche l’insondabile. Ma nel volantino distribuito dall’Arcigay in una seconda dell’Istituto Superiore Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo Monti (Reggio Emilia) i consigli sono molto più espliciti ed espressi con un linguaggio giovanile che rasenta lo scurrile. Ecco spiegato a che cosa servano gli incontri che molte scuole stanno promuovendo in tutt’Italia e rivolte all’omofobia. Il più famoso, ne parliamo nell’articolo a fianco, è quella del Liceo Muratori di Modena che è andato in scena proprio ieri con la presenza di Luxuria, dominus incontrastato del pensiero unico gay friendly.

Servono a indottrinare i giovani alle pratiche omoerotiche. A Castelnovo Monti la preside e le insegnanti erano tranquillissime. La lezione sull’omofobia tenutasi nei giorni ha visto salire in cattedra l’Arcigay di Bologna per i ragazzi, minorenni, della seconda dell'Istituto tecnico. Una lezione che la scuola oggi definisce “ortodossa”, per quanto possa essere ortodosso un argomento che prevede il carcere per chi cita San Paolo che parla di sodomia. Però l’istituto non era nuovo a inviti di questo tipo. Già in passato gli attivisti gay erano stati ospiti della scuola, segno che con la scusa del sesso sicuro e del preservativo come panacea, la presenza dei militanti Lgbt è ormai accettata. Come il corso di giardinaggio o quello di teatro in quella caotica e a per certi versi inutile baraonda che può diventare il "monteore", nel corso del quale spesso i ragazzi fanno ciò che con l’istruzione non c'entra nulla. Per questo l’Arcigay non si è limitata ad una lezione sull’omofobia, come se fosse già un dato di fatto la necessità di una legge che punisca i trasgressori del politically correct. E hanno spinto l’acceleratore.

Come? Distribuendo alla fine della lezione un opuscolo di cui pubblichiamo solo un estratto per ovvi motivi di decenza e di decoro. Il pieghevole è quanto mai esplicito. Anzitutto elenca tutte le malattie sessualmente trasmissibili con un occhio privilegiato ai rapporti omosessuali. Lo testimonia il giovanotto stilizzato in pose provocanti a bordo piscina. «Ano», «Cazzo», «pompino», «sperma ingoiato», «sex toys muniti di preservativi», «rapporti anali», «lubrificanti a base d’acqua», «rapporti tra donne». Il lettore perdonerà l’eccessivo verismo, ma il catalogo è questo per dovere di cronaca e serve all’Arcigay per informare ragazzi di seconda superiore, dunque minorenni, su come si trasmettono Hiv, gonorrea, sifilide e altre malattie sessualmente trasmissibili. Il testo è ricco di dettagli medici sulla carica virale dell’Hiv e su come si deve intervenire nel caso un rapporto orale a rischio dovesse avere delle inavvertenze. Ad esempio la rottura del preservativo.

Il target espositivo però è rivolto esclusivamente ai rapporti omosessuali perché lo stesso volantino riconosce che l’Aids è più facilmente trasmissibile nel rapporto omo, molto più scarso in quello eterosessuale o in quello lesbo. Così come la fedeltà monogamica non è vista come una barriera contro certe malattie. Perché una scappatella è sempre dietro l'angolo. Insomma: lezioni pratiche di omosessualità durante l’orario scolastico. Normale? Non proprio. L'opuscoletto è finito inevitabilmente nelle mani di qualche genitore che ne è rimasto letteralmente scandalizzato e ne ha fornito copia anche alla nostra redazione. «Non riusciamo a credere che queste descrizioni siano finite nelle mani di giovani minorenni, con il placet del consiglio d'Istituto», tuonano i genitori. Molti di loro ritengono inopportuno che la scuola promuova iniziative di tal fatta, con l'assenso degli insegnanti.

In effetti a Castelnovo Monti il disappunto è grande. Anche da parte della scuola. Pochi giorni dopo è stato convocato un consiglio d’Istituto nel corso del quale è stata stigmatizzata la distribuzione del volantino. La scuola parla di incontro, quello sull’omofobia, condotto in maniera ortodossa alla presenza degli insegnanti. Il problema, ammettono, è stato il materiale distribuito ai ragazzi in assenza delle insegnanti. Una distribuzione non trasparente e non autorizzata dalla dirigenza dell’istituto. La scuola, che ufficialmente preferisce non intervenire definisce scorretta l’iniziativa dell’Arcigay anche se tra i corridoi qualcuno sembra essersi lamentato del fatto che i genitori abbiano contattato i giornali piuttosto che avvertire il personale scolastico.

A ben vedere però, l’ingenuità della scuola è tutta nella definizione di “ortodossia” applicata alla conferenza sull’omofobia. Stupisce che un istituto non abbia compreso il rischio implicito di un invito a senso unico su un tema fortemente divisivo e controverso. È come chiamare il pittore a scuola e non fargli prendere in mano la tavolozza. È chiaro che prima o poi la tentazione viene.


Documenti Opuscolo Arcigay


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