Una nuova forma di fascismo: svegliamoci
Invia il link ad un amico Chiudi form
* Campi obbligatori
email destinatario *
inviato da *
       
di Riccardo Cascioli15-12-2013 AA+A++

Su questo quotidiano online non è mai stata scritta una sola parola che mancasse di rispetto a una qualsiasi persona omosessuale per il fatto di essere tale; né tanto meno si è incitato a dileggiare, umiliare o a compiere violenze ai danni di persone omosessuali. Eppure già dai prossimi giorni rischiamo il deferimento all’Ordine dei Giornalisti per omofobia e – se passasse la legge anti-omofobia attualmente in discussione al Senato – anche la galera. Il motivo lo leggete nell’esauriente articolo di Massimo Introvigne: l’Unar, l’ufficio antidiscriminazioni posto presso il Dipartimento Pari Opportunità, insieme all’Ordine dei giornalisti ha emanato delle “Linee Guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”, che colpiscono tutti quei giornalisti  – noi, ad esempio – che sostengono che l’unica famiglia sia quella naturale.

Il fatto è di una gravità inaudita e dovrebbe provocare il sollevamento dell’intera categoria, cosa che però non avverrà tanto il conformismo è già penetrato nelle redazioni. Non era comunque mai successo che l’Ordine dei Giornalisti fosse parte attiva di un progetto per limitare fortemente la libertà di stampa. 

Quel che sta avvenendo ricorda molto da vicino il periodo delle leggi “fascistissime”, ovvero quelle normative emanate da Mussolini tra il 1925 e il 1926 che trasformarono l’Italia in una vera e propria dittatura. Anche ora tra una legge, un regolamento, una sentenza e delle linee guida si sta arrivando rapidamente all’instaurazione di una dittatura.

Il documento che vi presentiamo oggi non è un fulmine a ciel sereno né un episodio isolato, è semplicemente l’attuazione della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’ideologia di genere”, preparata sempre dall’Unar e varata la scorsa primavera dal ministro Fornero. Di questa strategia siamo stati praticamente gli unici a parlare, lanciando l’allarme: che scuola, mondo del lavoro e giornalisti fossero gli obiettivi era già dichiarato e non ci voleva molto a capire che presto si sarebbe arrivati a cose tipo queste Linee guida per giornalisti. E purtroppo non abbiamo ancora visto tutto.

Ricordavamo allora che la Strategia è un programma che nasce da una Raccomandazione del Consiglio d’Europa ma che è proposto su base volontaria, tanto che sono pochissimi gli Stati che hanno pensato di attuarlo. E’ stata l’allora ministro Elsa Fornero (governo Monti) a vararla molto discretamente, così discretamente da agevolare coloro che davanti a queste iniziative prediligono il silenzio. Ci chiedevamo allora se ci fosse qualcuno nel governo capace di porre un freno a questa deriva: il programma è su base volontaria perciò il nostro paese potrebbe sospenderlo o abbandonarlo in qualsiasi momento senza alcun problema. Ma non c’è stato allora alcun ministro a muoversi, né se ne sono visti nei mesi successivi.

Ma oggi di fronte a quanto sta accadendo, alle conseguenze ormai evidenti di quella sciagurata iniziativa, ripetiamo la domanda:  ci sarà in questo governo qualche ministro capace di opporsi a questa deriva, nella convinzione che questa opera di distruzione della famiglia finirà di distruggere la nostra società? 

Ovviamente non è un problema solo di ministri: dal Parlamento possiamo aspettarci che si alzino voci che chiedano di porre fine a questa follia ideologica che minaccia la libertà di tutti.

Ma anche dalla società civile e dalla stampa ci si aspetta una reazione. Soprattutto da quei media cattolici a cui tanto piace accreditarsi come difensori della vita e della famiglia, salvo poi scomparire nei momenti importanti, in cui si decide davvero il futuro. Se volete è un bell’esempio di come funzioni la lobby gay nella Chiesa. Si fanno sempre proclami a favore dell’unica famiglia naturale, magari anche qualche polemica, ma in momenti in cui sicuramente non producono effetti. Poi quando ci sono questioni molto concrete da affrontare – proposte di legge, programmi come quello di cui stiamo discutendo e così via – ecco che si chiudono gli occhi, oppure si fanno proposte concilianti o se proprio non si può fare a meno di parlarne in termini critici non gli si dà mai uno spazio eccessivo, ci sarà sempre qualcosa di più importante e urgente da affrontare. Salvo poi tornare a strepitare quando è ormai troppo tardi per cambiare le cose. La battaglia di principio (cattolica) è salva, le norme pro-gay pure.

Nella fattispecie, come è possibile che in tutti questi mesi i “grandi” giornali e riviste cattoliche non si siano accorti degli sconvolgenti contenuti della Strategia Nazionale e delle sue drammatiche conseguenze?  Eppure il documento era noto, qualcuno o alcuni collegialmente hanno deciso che non bisognava parlarne. 

E vedremo se riusciranno a dire qualcosa almeno sulle Linee guida per i giornalisti.

 


31
Mag
Visitazione della Beata Vergine Maria


SCHEGGE DI VANGELO

«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata»(Luca 1,39-56)



Il cardinale Caffarra

La Nuova BQ intervista l'Arcivescovo emerito di Bologna: "Firmando questa legge, il Capo dello Stato ha sottoscritto una ridefinizione del matrimonio. Ma una norma non cambia la realtà". Poi parla dell'Amoris Laetitia: "Il cap. VIII non è chiaro. Se il Papa avesse voluto mutare il magistero avrebbe avuto il dovere grave di dirlo chiaramente". E ricorda di quando Lucia di Fatima gli disse che "lo scontro sarebbe stato sul matrimonio".

di Marco Ferraresi



DOSSIER

Gli attentati di Bruxelles, oltre a provocare decine di vittime, hanno risvegliato la paura in un'Europa sotto attacco, sin dentro la sua capitale. L'attacco, avvenuto proprio nel mezzo di un periodo di massima allerta, rivela anche quanto siano fragili le nostre difese, militari e morali.

RUBRICHE

Schegge di vangelo

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!»

(Giovanni 20, 1-9)


Lettere in redazione

Nel caso del film scelto dai Salesiani, Carol, di cui avete parlato ieri il tema e la tesi soggiacente sono così esplicitamente immorali da escludere la buona fede. Una smania di protagonismo e di sfida alla sana tradizione morale, l'irrisione della virtù della prudenza e l'appiattimento sullo spirito del mondo stanno producendo frutti amari.



BLOG DEI COLLABORATORI
Cyrano da Fauglia

Il blog di Paolo Togni


Il blog di Robi Ronza
La pagina personale di Robi Ronza