Vernice sulla Vergine e scritte blasfeme: è tolleranza gay
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di Luigi Santambrogio18-02-2015 AA+A++

La Vergine pare davvero colpita al cuore e quella striscia rossa che scende sull’abito bianco sangue che sgorga da una ferita. Così si è presentata alla vista dei fedeli la grande statua della Madonna davanti alla chiesa di san Giovanni Battista in zona Stadio, alla periferia di Lecce: imbrattata con vernice rossa, mentre sui muri della parrocchia scritte blasfeme dello stesso colore.”Dio è trans”, “Preti pedofili” e “Mantovano talebano”. Alfredo Mantovano è l’ex sottosegretario all’Interno, oggi magistrato ed esperto di diritto di famiglia, invitato la settimana scorsa dal parroco, don Gerardo Ippolito, a intervenire al convegno, organizzato in collaborazione con Alleanza cattolica, dal titolo “Guerra alla famiglia naturale: ideologia del gender, unioni civili, matrimoni omosessuali”. Tema attuale, ma anche pericoloso di questi tempi dove l’intolleranza di gruppi gay e Lgbt ha dato esempi indimenticabili: dalle aggressioni alle Sentinelle in Piedi, al linciaggio politico e mediatico di ogni iniziativa che abbia a tema la famiglia naturale, quella con mamma e papà., donna e uomo. 

E anche a Lecce, i soliti noti e violenti non hanno deluso. L’associazione LeA-Liberamente e Apertamente, il giorno prima scrive in una nota che «questo tipo di iniziative in una società democratica, laica e progredita siano (sic) lesive della dignità di tutte le persone, non solo omosessuali, in quanto sono occasione di incitamento all’odio, scorretta informazione e diffusione di un clima di terrore psicologico legato alle tematiche che riguardano le persone lgbt (lesbiche, gay, bisex, transgender)». E per questo organizza un “presidio”, cui aderiscono una miriade di sigle e associazioni gay e lesbo, collettivi femministi e centri sociali di varia natura, dagli anarchici a Democrazia Atea e Alternativa Comunista.  Tutti pronti e determinati a impedire “l’incitamneto all’odio omofobo” e a difendere la “dignità delle persone”. Tradotto come si deve: impedire a Mantovano di intervenire e occupare la sala del convegno. Cose che il gay-fascismo di questa bella compagnia pratica quando c’è in ballo la libertà di espressione. Tentano di entrare nella sala, minacciano i partecipanti al convegno, ma vengono tenuti debita distanza dalla polizia. 

Una settimana dopo, ecco la statua Madonna imbrattata di rosso e le scritte sui muri parrocchiali. Certo, nessuno ha le prove che manovrare di pennello e vernice siano stati gli stessi che schiamazzavano contro Mantovano, ma la firma è inequivocabilmente quella. Frasi così sono già state usate in altre occasioni dello stesso tipo e senza aspettare il favore della notte a garantire l’anonimato e una facile copertura. La Digos indaga per risalire agli autori del gesto, mentre alcuni volontari della parrocchia si sono prodigati per ripulire la facciata. Naturalmente, gli organizzatori del picchetto si sono chiamati fuori, dichiarandosi perfino dispiaciuti per le scritte e l’aggressione a Mantovano. Ma pure naturalmente si potrebbe chiedere a questi pacifici tipetti se non si sentono responsabili per aver incoraggiato il gesto vandalico, aizzando la caccia ai partecipanti a un convegno, da loro definito “terroristico” e indegno di una società democratica. Certo, le scritte e la vernice rossa sulla statua della Vergine non sono state rivendicate, ma il loro comunicato parla chiaro. 

“Dio è trans”, hanno scritto e subito viene in mente quel “Dio è donna” che le Femen, le erinni del femminismo ultras e anticattolico, si scrivono sui seni quando mettono in scena le loro sguaiate proteste. Segno di una follia ideologica e stupidità culturale che confonde dignità e libertà con l’ipertrofismo di un io sotto vuoto spinto. Eppure, qualcosa di vero si potrebbe rintracciare anche in questo loro impazzimento: Dio non è donna, non è trans e non è gay anche se tutte queste definizioni di genere hanno a che fare con la persona umana. Perché Dio si è fatto carne in un uomo attraverso il grembo di una donna, Tu personale, per incontrare e salvare tutto il genere umano. Inestirpabile verità che neppure le Femen riescono a negare e sono anzi costrette a confessare, pur nei loro modi mattoidi e blasfemi. 

E non è un caso se oggi sono i cattolici a essere colpiti dal nuovo pensiero totalitario del gender e dal nuovo impero dei presunti diritti. Oggi che la laicità è confusa con un’ideologia atea e antipopolare, si prendono come campioni della legalità movimenti, partiti e sindaci che sulla violazione sistematica della legge hanno costruito le loro fortune politiche, mediatiche ed elettorali. Un pensiero totalitario e intollerante che in  nome dei diritti umani, affossa i valori che li hanno creati e attacca la civiltà che deve le sue radici al cristianesimo.  Ecco cosa ci dice la Madonna di Lecce che pare sanguinare anche se, per adesso, è solo vernice.  

 

 

 

 

 

 

 


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