• COMUNICAZIONI & PUBBLICITA'

    AgCom, il rinnovo nelle mani dei colossi del web

    La raccolta pubblicitaria è saldamente nelle mani dei colossi del web, che possono condizionare l’economia digitale e influenzare anche i prossimi passi dell’evoluzione del diritto dell’informazione. Il peso soverchiante dei giganti del web può esercitare una pressione più o meno diretta anche sulla nomina dei nuovi componenti dell’Autorità prevista per fine luglio.

    • SONO 160

    Jihadisti di ritorno fantasma: la Germania ora ha paura

    Il governo ha ammesso che ci sono almeno 160 ex combattenti tedeschi spariti nel nulla e non perché deceduti. Una rivelazione che arriva tra le paure crescenti di un possibile ritorno proprio in Germania sfuggendo al controllo delle autorità. Il timore è che siano mine vaganti indottrinate e radicalizzate le cui simpatie al sunnismo potrebbero portare a sfruttare i vuoti di sicurezza. E il problema dei foreign fighters fantasma è presente in tutt'Europa .

    • DUE PESI DUE MISURE

    Per Facebook, minacciare un "fascista" non è reato

    Giorgia Meloni è rimasta "appesa a testa in giù", in foto, sulla pagina Facebook dell'assessore Valeria Montanari. Ma il social network non ha avuto nulla da obiettare? Caso vuole che proprio martedì la piattaforma di Zuckerberg aveva pubblicato le sue regole: il divieto all'istigazione all'odio, incredibilmente, non si applica se il bersaglio è "persona pericolosa", le cui caratteristiche sono tutte quelle della destra. Mercoledì quelle regole sono scomparse. Però nella pratica vengono già applicate.

    • CENSURA LGBT

    La Gaystapo colpisce ancora. Nicolosi bandito da Amazon

    Dopo le pressioni ricevute dalla lobby gay, su Amazon non è più possibile acquistare il libro “Terapia riparativa dell’omosessualità maschile” scritto dallo psicologo Joseph Nicolosi. Sul colosso del libro online si possono però comprare opere di Goebbels, Hitler, Lenin, Mao, ecc. Segno del potere degli attivisti arcobaleno, che rivelano il loro volto totalitario.

    • INCHIESTA ANGELI E DEMONI

    “Papà è un mostro”. E i figli vanno alla mamma lesbica

    Inchiesta Angeli e Demoni: anche il vescovo di Reggio denuncia l'ideologia Lgbt e anti-famiglia. La stessa che emerge da questa drammatica storia: un papà costretto a incontri protetti con i figli, affidati alla madre messasi con un'altra donna. Il legale alla Nuova BQ: «I servizi di Bibbiano lo hanno accusato di omofobia, proibendogli senza motivo di vedere i bambini, inventandosi violenze e rimproverandogli di non accettare i rapporti di genere. Un'operazione ideologica tesa a creare un mostro».

    - E SULL'UTERO IN AFFITTO IL PD CEDE ALLA LOBBY GAY di Ermes Dovico

    • NUOVA INDAGINE

    Orlandi, quante piste false per infangare la Chiesa

    Il via libera a "scoperchiare" le due tombe nel cimitero teutonico, dimostra che sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi il Vaticano non è affatto reticente. Anzi: in oltre 40 anni la Chiesa si è sempre resa disponibile ad appoggiare qualunque indagine. Il fatto però è che si è trattato sempre di buchi nell'acqua, che hanno alimentato contro la Chiesa storie noir, leggende metropolitane e colossali menzogne propagate da mitomanie e battage mediatico: dalla pista dei Lupi Grigi alla Banda della Magliana

    • NUOVA INDAGINE

    Sorpresa negli Usa: cala il gradimento Lgbt tra i giovani

    Nonostante le insistite campagne mediatiche e l’appoggio di quasi tutti i cosiddetti vip (Hollywood in testa), il tasso di gradimento verso la galassia arcobaleno arretra negli Stati Uniti. Lo rivela una ricerca commissionata da Glaad, un’organizzazione gay. Tra le possibili spiegazioni del cambiamento, il passaggio da Obama a Trump e la saturazione da onnipresenza Lgbt.

    • IL CASO

    Fake news e Ferrari, anche la stampa ha le sue colpe

    Quanto accaduto domenica scorsa ha destabilizzato per meno di un quarto d’ora il mondo della Formula 1, ma è comunque indicativo della facilità con la quale, anche attraverso canali ufficiali, è possibile “avvelenare i pozzi” della verità e contaminare la descrizione dei fatti. E in questo una responsabilità ce l'hanno anche i giornalisti. 

    • LO SCANDALO SERVIZI VAL D'ENZA

    Finti abusi, ideologia gay e business sui bimbi: gli strali di don Di Noto

    «Fuori l’ideologia, i bambini in affido non hanno bisogno di giustizieri militanti». Don Fortunato Di Noto rompe il silenzio sullo sconvolgente caso dei servizi sociali della Val d'Enza in questa intervista alla Nuova BQ. «L'assenza di equilibrio dei professionisti porta alla “sindrome del giustiziere”. È qui che si fanno i danni peggiori perché i bambini muoiono se diventano merce per guadagni, ideologia gay o finti abusi». Il sacerdote in prima fila contro la pedofilia mette in guardia dall'ossessione di vedere dapertutto degli abusi: «Anche questo è un business gravissimo. Purtroppo però in tante case famiglia vige la logica del profitto».

    • A ROMA

    Ecco la scuola di scrittura «al femminile». E di Sinistra

    Apre i battenti una scuola di scrittura intitolata alla statunitense Ursula Le Guin. Sei le discipline che verranno insegnate, compresa la scrittura di testi di canzoni. Si capisce che la retta dovrà costare un bel po’ di soldi. E, al vedere l’elenco dei docenti (c’è anche Vladimir Luxuria), balza agli occhi un’altra cosa: sarà un tantino sbilanciata a Sinistra.

    • IL POST "LESBICO"

    Cirinnà, che figura! Vittima di stereotipo di genere

    L'ossessione della Cirinnà che scambia per bacio lesbico quello tra la calciatrice Aurora Galli e la sorella: ha dovuto strumentalizzare con la sua propaganda uno dei gesti più di affetto familiare, quella stessa famiglia che lei associava agli escrementi. Ed è rimasta vittima, lei sì, di uno stereotipo di genere. 

    • NUOVO CORSO

    Il repulisti della diplomazia marocchina (anche in Italia)

    Dopo quasi due mesi di ‘penitenza’ ad attendere in un albergo di Rabat, a loro spese, gli ambasciatori marocchini hanno conosciuto le nuove assegnazioni alla presenza di re Mohammed VI. L’ex capo missione in Italia finisce in Romania. Suona come un accantonamento. A destare critiche anche l’indifferenza mostrata per settimane verso la morte di Imane Fadil.