• LA LETTERA

Barcellona: bisogna dire che è terrorismo islamico

Attentati Barcellona

Caro direttore,

ci risiamo. Dopo la strage di Barcellona ho scritto sulla mia pagina facebbok più o meno questo commento: “Maledetti i terroristi islamici, ma maledetti anche gli inetti occidentali che rispondono alle stragi con le solite banalissime frasi di sempre (“il terrorismo non vincerà”; “non ci faranno cambiare i nostri stili di vita”, come fossero chissà che cosa; “non abbiamo paura” e così banalizzando), mentre il popolo crede di consolarsi deponendo candeline, fiori e pelouche sui luoghi delle mattanze. Ci vuole ben altro e ci vogliono ben altre analisi e, innanzi tutto, occorre partire dall’ammettere che si tratta di TERRORISMO ISLAMICO, perché in ogni azione occorre prendere atto della realtà”. Questo ho scritto e ciò ha dato vita ad un vivace dibattito al quale io, come mia abitudine, non ho partecipato, anche perché quello che pensavo l’avevo già scritto. In particolare, un vecchio amico mi ha chiesto: “Ma allora, cosa vuoi, la guerra?”.

Vorrei rispondergli tramite il tuo libero giornale. NO, non voglio la guerra. La guerra no, ma la verità SI’. Quella verità che quasi tutti, politici, giornalisti, c.d. intellettuali, opinionisti, conduttori televisivi e radiofonici fanno di tutto per nascondere dietro la cortina di ferro del “politicamente corretto” e del malinteso “buonismo”. E’ chiaro che occorre, innanzi tutto, cercare di dialogare (muniti di giubbotti antiproiettile, naturalmente), ma se ciò non avviene a partire da una verità almeno approssimativa, il dialogo non porta a nulla, se non a far perdere tempo e idee.

Vorrei, allora, esporti, seppur brevemente, alcuni aspetti di questa verità, che troppi vogliono nascondere.

1) Dal 2004 ad oggi sono stati commessi, solo in Europa, una ventina di attentati, che hanno procurato 590 morti oltre a centinaia di feriti. Nello stesso periodo sono avvenute orribili stragi negli Stati Uniti ed in molti Paesi africani. Ebbene, tutte queste stragi sono state commesse da islamici, che alcuni preferirebbero definire islamisti. Ma il problema non cambia. Tutti i terroristi hanno agito nel nome del loro Dio. Si tratta di una verità fattuale, non di una opinione. Perché avere paura di ammetterlo?

2) Per poter partecipare con un minimo di competenza alle discussioni su queste problematiche, questa estate ho cominciato a leggere Il Corano, nell’edizione Oscar Mondadori, ed ho trovato alcuni versetti che mi permetto segnalarti. Nella Sura IX versetto 5, a proposito degli “infedeli”, sta scritto: “ammazzate i fabbricatori di condivinità dovunque li troviate; catturate, assediate, fateli cadere nelle imboscate”. Ed al versetto 141 della sura III sta scritto: “vuole egli rendere puri i suoi credenti e cancellare dalla terra gli “infedeli”” ed al versetto 151 sta scritto: “e certamente in un lasso di tempo assai breve semineremo il terrore nei cuori degli “infedeli””. Ho citato questi versetti non per aprire una dialettica ideologica, ma più semplicemente per dire un altro brano di verità, che è questo. Vi sono versetti che possono dare spunto a certi islamici (o islamisti) di ammazzare “infedeli” e “crociati”. Anche questo aspetto non può essere ulteriormente nascosto.

3) E’ chiaro che non tutti i munsulmani seguono questa strada. Anzi, la maggioranza di loro non è d’accordo con quanto sta accadendo. Ma anche sotto questo aspetto, non possiamo nasconderci la realtà. Gli islamici “pacifisti” si fanno sempre e solo vivi a stragi avvenute, mai prima. Non un solo terrorista, almeno così mi risulta, è stato in qualche modo segnalato da altri islamici. Paura o connivenza?.

4) Esiste una realtà chiamata ISIS, che si considera Stato, con il compito di islamizzare tutto l’Occidente. Esso esulta ogni volta che viene commessa una strage e continua a minacciare che ne avverranno altre e purtroppo le sue minacce si avverano sempre ed ogni volta l’Occidente si lascia sorprendere. Vogliamo prendere atto che una minaccia esiste?

5) A fronte di tutto ciò, l’Occidente, che attualmente è il principale nemico e dichiarato dei terroristi islamici, continua a baloccarsi con le solite noiosissime e ripetute parole, con reazioni assolutamente sentimentali, che non tengono conto in alcun modo della vera realtà. Noi siamo attaccati su tutti i fronti e l’irresponsabile sindaca di Barcellona si è rifiutata e si rifiuta di porre delle barriere di protezione, perché la sua è una città aperta. Ma cosa c’entra l’apertura di Barcellona con il porre alcune barriere che nulla impedivano ai cittadini ed ai turisti, ma che con molta probabilità avrebbe evitato una strage orrenda? Milano non è diventata una città meno aperta per il fatto di avere messo due barriere all’entrata della Galleria. Mentre il terrorismo ci devasta (checchè ne dicano le insulse dichiarazioni dei politici), un tribunale tedesco ha condannato il giornalista Michael Sturzenberger a sei mesi di carcere per aver pubblicato una foto vera e storica nella quale il Gran Mufti di Gerusalemme, durante una visita nella Germania di Hitler, passa in rassegna i soldati tedeschi. Inquietante la motivazione della condanna: il giornalista avrebbe denigrato l’Islam, quando tutti conoscono la simpatia che esisteva tra Islam e nazifascismo. Mentre alcuni islamici ci macellano, noi , ancora, ci balocchiamo con “l’islamofobia”. In Italia, molti, anche cattolici, tendono a non fare più i presepi per non “offendere” gli islamici. Alcuni di questi se ne fregano e ci terrorizzano. Anche questa arrendevolezza codarda è una realtà di cui dobbiamo prendere atto e di cui dovremmo sbarazzarci, anche da un punto di vista cristiano, visto che il Santo Vangelo ci invita non solo ad essere candidi come colombe, ma anche furbi come serpenti (Matteo, 10, 16-18).

Caro direttore, penso che se tutti quanti ci arrendessimo alla verità della realtà, faremmo un grande passo avanti nell’affrontare il gravissimo problema del terrorismo islamico o islamista che dir si voglia. Il problema è che l’Occidente non ha il coraggio (infatti oggi ci vuole coraggio) di porsi di fronte alla realtà perché ha avuto vergogna della propria storia cristiana. Avendo cancellato Dio e Cristo dal proprio orizzonte culturale ed operativo, l’uomo occidentale non riesce più a partire dalla verità, per il semplice fatto che non crede più che vi sia una verità, neppure quando essa è imposta dalla realtà. Lo scontro con la realtà cattolica consigliò persino Attila a interrompere i suoi disegni devastanti. Da questo punto di vista, i cristiani hanno la responsabilità di sfoderare l’arma della verità, di fronte a tutti. Altrimenti, ha ragione il Rabbino spagnolo quando dice che l’Europa è persa.