• IL BELLO DELLA LITURGIA

Battesimo di Gesù, una redenzione senza dubbi

Nel Battesimo di Gesù di Piero della Francesca oggetti e persone sono definiti da contorni netti, senza ombre, perché tutto è immerso in una luce pura e cristallina, quella in cui si svela il Mistero la cui rivelazione avviene in uno luogo e in un tempo precisi.

Piero della Francesca, Battesimo di Cristo, Londra – National Gallery

 

“Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Lc 3, 22

C’è un luogo, Sansepolcro, un committente, l’abbazia camaldolese e una destinazione, l’altare centrale della suddetta. C’è un grande pittore, Piero della Francesca rispetto al quale gli storici non hanno chiarito se, all’epoca dei fatti, fosse un maestro alle prime armi o viceversa un già navigato artista. C’è, soprattutto, l’opera, una tempera su tavola che rappresenta il Battesimo di Cristo, confluita ormai nelle collezioni della National Gallery di Londra. L’ammiriamo da qui.

Volendo il nostro sguardo potrebbe perdersi in lontananza, raggiungendo il borgo fortificato che verosimilmente riproduce il profilo del paese nativo di Piero, l’aretino Sansepolcro, appunto. Potrebbe, poi, vagare sul dolce pendio collinare attraversato dal fiume Tevere, qui in versione Giordano, disseminato di alberelli. A guardare bene si notano anche dei tronchi tagliati che scopriamo essere un attributo iconografico del Battista, alludendo alle sue parole, riferiteci da Matteo, con cui annuncia la venuta dell’era messianica “già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco”.

E’ un mondo, dunque, che necessita di redenzione, come intuiamo dal catecumeno che si spoglia per immergersi nell’acqua purificante e dal corteo variopinto dei sacerdoti, ancora ignari della Verità, sulla destra. Uno di loro indica col braccio il cielo, in un gesto carico di stupore: è un evento prodigioso quello cui stanno assistendo e la colomba ne è segno. 

Il cielo si apre, l’acqua del fiume in cui si specchia la natura circostante si arresta ai piedi del Cristo che segnano l’inizio di una vita nuova. Proprio lei, la colomba, avvolta da striature d’oro di luce divina, è l’apice di un asse verticale attorno cui, seguendo un ordine preciso, rigoroso e geometrico, si sviluppa la scena. Il perno è la figura ieratica di Gesù centrale e frontale,  il cui incarnato bianco abbagliante catalizza la nostra attenzione. La Sua fissità statuaria esprime la massima concentrazione, all’inizio della Sua missione, sottolineata dalla postura delle mani giunte.

La coppa dell’acqua con cui San Giovanni sta battezzando Gesù e la sua mano sinistra sono bloccate come se non volessero varcare il confine dello spazio in cui sta avvenendo la trasfigurazione di Gesù, uomo e Dio.

E’ la Trinità che si sta manifestando, anche attraverso le tre figure di angeli le cui vesti colorate di rosso, blu e bianco rivelano, procedendo da sinistra, le persone del Padre, dello Spirito Santo e del Figlio, seminascosto, quest’Ultimo, dal fusto di un albero frondoso.

Oggetti e persone sono definiti da contorni netti, senza ombre, perché tutto è immerso in una luce pura e cristallina, quella in cui si svela il Mistero la cui rivelazione avviene in uno luogo e in un tempo precisi.