• LA STORIA

Carlotta, la forza di volontà in vasca

È rientrata ieri nella sua scuola, il Liceo Valsalice di Torino, accolta da un lungo applauso e da uno striscione con la scritta “La Nostra Campionessa”, Carlotta Gilli, la migliore atleta in assoluto dei Mondiali Paralimpici che si sono svolti a  Città del Messico dal 2 al 7 dicembre.

Adolescente di 17 anni, studentessa al quarto anno del Liceo scientifico scienze applicate, Carlotta è tornata a casa dopo aver vinto la medaglia d’Oro nei 100 metri dorso, nei 100 metri stile libero, nei 100 metri farfalla, nei 50 metri stile e nei 200 misti, oltre all’argento nei 400 metri stile libero ed aver battuto il record del mondo  nei 100 metri farfalla. Veramente ingorda la nostra piccola Phelps dei Paralimpici!

È in acqua da quando aveva sei mesi e i genitori al portavano a fare acquaticità, poi ha continuato con i primi corsi e le prime gare. “Non mi piaceva tanto nuotare, non era la mia passione, ma i miei genitori hanno insistito dicendo che era uno sport completo, che mi faceva bene e così ho continuato ed è diventato la mia vita. A 12-13 anni le prime gare ai campionati italiani. I primi successi nei circuiti UISP e poi con la FIN (Federazione Italiana Nuoto)”.

Il nuoto scandisce tutte le giornate di Carlotta: ogni pomeriggio due ore e mezza di allenamento, più un mattino dalle 6 alle 7,30, prima di andare a scuola, e quindi di nuovo la sera con allenamento in palestra. E il sabato di nuovo in acqua perché non ci sono le lezioni e ci si può allenare con più calma.

In un mondo in cui gli studenti si lamentano sempre di aver troppo da studiare, oppure si annoiano e cercano l’emozione nella perversione, Carlotta è un esempio di come si possa combinare studio e sport se ci si vuole organizzare bene e dare il meglio.

“Fare sport – dice Carlotta – è bellissimo! Se non lo fai cadi in due errori: o passi tutto il tempo sui libri, pensi solo allo studio e ti isoli, o perdi tempo e il tempo è un bene prezioso. Lo sport ti aiuta a puntare sempre in alto. Io sono fortunata, faccio uno sport che mi piace e ho ottimi risultati quindi è strepitoso quello che mi sta capitando. Ho avuto occasione di conoscere tanta gente, di conoscere tante culture. E poi, quando riesci a salire sul podio, quando senti suonare per te l’inno nazionale…che emozione!”

Sì, questa volta Carlotta ha sentito l’inno cinque volte suonare per lei, un vero record.

Ma come può conciliare tanto allenamento, trasferimenti, gare in tutto il mondo, e lo studio? È lei stessa che svela il suo segreto: “concentrarsi al massimo, prendere tutto quello che si può dalle spiegazioni in classe quando posso seguirle, e poi devo molto alla mia famiglia e ai miei professori. La mamma è sempre pronta ad aiutarmi negli spostamenti altrimenti con i mezzi pubblici non riuscirei mai ad arrivare in tempo in piscina o in palestra, e i professori mi aiutano tantissimo. Mi danno il tempo per recuperare le lezioni perse, sono collaborativi, mi incoraggiano. Soprattutto adesso, penultimo anno del liceo, non sempre è facile. Lo studio si è fatto molto più impegnativo e con le gare internazionali sono spesso fuori per diversi giorni. Ma loro credono in me e sono molto disponibili”.

E Carlotta risponde bene perché i suoi risultati scolastici sono decisamente in linea con i suoi successi sportivi anche se ha scelto un liceo, una scuola certo non facile. Anche la preparazione per la vita è stata oggetto di una scelta meditata e saggia. Il nuoto la accompagnerà ancora per qualche anno e poi dovrà trovare una strada diversa. L’avere alle spalle una preparazione seria e completa  le sarà utile. Per questo lei stessa spiega di aver scelto di frequentare un liceo, e presso una della scuole più prestigiose di Torino, proprio per avere un buon livello di formazione. Ha scelto la scuola dove aveva già frequentato le medie e dove si può vivere come in una grande famiglia. “La scuola è importante e quindi dovevo scegliere una scuola seria. Serietà di preparazione e ambiente familiare, cosa ci può essere di meglio?”.

Una ragazza ha bisogno anche di vivere e divertirsi. Carlotta riesce a fare anche questo. Ha tanti amici soprattutto fra quanti, come lei, fanno sport agonistico. Con i compagni di scuola, confessa, “è più difficile, mi considerano sempre un po’ come un’aliena, non capiscono i miei orari, i tempi stretti. Io devo concentrare anche il divertimento ma così lo apprezzo di più.”

Per una riuscita simile è fondamentale il supporto della famiglia, su tanti piani diversi. L’aiuto della mamma per la logistica della giornata è importante ma ancora di più lo è per mantenere l’equilibrio nella vita. A 17 anni essere al centro dell’attenzione è un rischio, può far perdere la testa a chiunque. Invece la mamma ci ricorda che per lei “è sempre Carlotta, è sempre mia figlia e sono felice per lei. Sta vivendo il suo sogno ed è bello accompagnarla su questa strada. Ci ha scombussolato al vita ma è bello essere al suo fianco ed aiutarla a rimanere la ragazza di sempre.”

Un bel esempio di impegno, forza di volontà, costanza, collaborazione in casa e a scuola, equilibrio personale e tenacia, tanta tenacia, perché Carlotta ha vinto i World Para Swimming Championship e quindi alle spalle ha una altra grande battaglia vinta: non piangersi addosso ma prendere la vita come un dono e amarla con tutte le sue forze.