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Esce Cristiada, ma niente copie "pirata", per favore

Cristiada, il film sull’epopea dei cristeros messicani, (clicca qui) del regista statunitense Dean Wright (con Andy García, Eva Longoria e Peter O’Toole) è stato finalmente doppiato anche in lingua italiana. Uscirà a metà ottobre, per la precisione il 15. Tutto a posto, allora? No, non proprio.

Andy Garcia in una scena del film Cristiada

 

La notizia è ufficiale. L’oramai stranoto film sull’epopea dei cristeros messicani, Cristiada (clicca qui) il kolossal del regista statunitense Dean Wright interpretato da star come Andy García, Eva Longoria, Eduardo Verástegui e Peter O’Toole, è stato finalmente doppiato anche in lingua italiana. Uscirà con grande spolvero nelle sale cinematografiche a metà ottobre, per la precisione il 15. Tutto a posto, allora... No, non proprio.

Il grande problema adesso, proprio mentre noi stiamo scrivendo e voi leggendo, è che da tempo circolano in Italia copie non autorizzate del film, sottotitolate alla bell’e meglio e visionate dal pubblico attraverso circuiti amicali quali parrocchie, centri culturali e affini. Ebbene, questa circolazione parallela non ufficiale è oggi il nemico numero uno del successo di Cristiada in Italia. Vediamo perché, non prima però di avere sottolineato una premessa importante. La circolazione parallela in Italia della pellicola è stata ed è, per quanto non ortodossa, solo l’escamotage che molte brave, anzi bravissime persone hanno adottato per supplire all’indisponibilità nel nostro Paese della pellicola (vedere il film in inglese o in spagnolo resta ancora per moltissimi italiano un problema insormontabile), e questo al semplice scopo di “fare del bene” diffondendo un bel film pieno di contenuti sani: la denuncia della crudele persecuzione dei cattolici messicani, l’impossibilità di non reagire in difesa dei perseguitati, il martirio riconosciuto dalla Chiesa cattolica di molti dei protagonisti di quell’epopea. Le copie non ufficiali di Cristiada sono sempre infatti circolate e sono sempre state distribuite a titolo totalmente gratuito. 

Ciò detto, resta il fatto che il danno prodotto dalla circolazione parallela di copie non autorizzate del film è enorme. Il doppiaggio italiano è stato realizzato dalla Dominus Production, la casa di distribuzione cinematografica fondata e diretta tra Milano e Firenze da Federica Picchi. Per questa impresa la Dominus ha investito una quantità di denaro davvero ingente. Se Cristiada avrà successo anche in Italia, è presumibile che la Dominus possa e voglia investire ancora in pellicole belle, cattoliche, ma proprio per queste snobbate dai grandi canali di distribuzione. Questo però sempre a patto che l’investimento fatto per Cristiada abbia un senso, cioè rientri almeno in parte sul piano economico. E questo sarà possibile solo se il pubblico affluirà abbondante nei cinema; motivo per cui la Dominus ha stretto un importante accordo con uno dei circuiti distributivi più prestigiosi e di qualità del nostro Paese, l’UCI-Cinemas.

Ebbene, esiste un criterio oggettivo per stabilire il successo di pubblico di un film, misurandolo attraverso i suoi introiti al botteghino: contare il numero degli ingressi staccati dalla biglietteria come per qualsiasi film fa la SIAE, l’ente pubblico preposto alla protezione e all’esercizio dell'intermediazione dei diritti d’autore. Insomma, ufficialmente avranno visto Cristiada solo il numero di persone corrispondenti al quantitativo di biglietti staccati, vidimati e contati dalla SIAE. «In base al numero di spettatori nelle sale cinematografiche», spiega Federica Picchi a La nuova Bussola Quotidiana, «vengono compilate le classifiche di apprezzamento del film e parallelamente l’uscita televisiva. Mettiamo il caso che il film sia stato visionato da 100 mila spettatori illegalmente e solo 10 mila ufficialmente: ecco, sebbene il film sia stato un successo (cioè visto in totale da più di 100mila spettatori), nelle statistiche esso risulta però un flop perché contano solo i dati della distribuzione ufficiale. 

Il successo o meno di spettatori decreta anche la presenza o meno nei palinsesti televisivi e la fascia oraria di trasmissione. Inoltre se il produttore non riesce a recuperare i soldi investiti nel progetto, il film si trasforma anche in un flop finanziario, che spinge l’intera catena del cinema (dagli investitori ai distributori) a non investire più su quelle tipologie filmiche ritenute “scomode”». Ovviamente dal 28 maggio scorso, data in cui Dominus Production ha acquisito i diritti esclusivi di distribuzione sul territorio italiano, «qualsiasi utilizzo di quel materiale filmico e qualsiasi proiezione privata o pubblica di versioni non autorizzate dalla Dominus Production (per esempio le versioni “pirata” sottotitolate in italiano) sono considerate illegali e penalmente perseguibili». È dunque assolutamente importante che la circolazione parallela di Cristiada s’interrompa ora, canalizzando tutto il pubblico interessato nei cinema.