• RADICALIZZAZIONE

    Democratici Usa, partito di giovani sempre più atei

    Questa settimana, dopo una serie di conferme e smentite, Hillary Clinton ha rinunciato ufficialmente alla corsa per le prossime elezioni presidenziali. Ma non è tanto lei a essere “bollita” politicamente, dopo la clamorosa disfatta del 2016, quanto la base dei Democratici a essere cambiata. Si è radicalizzata. Su tutto: aborto, clima, sanità.

    • MERCATO DELLE ARMI

    Il divieto tedesco di vendere armi ai sauditi irrita Macron

    L'asse franco-tedesco in Europa si è appena costituito e già inizia a scricchiolare. Perché i tedeschi, a seguito dell'omicidio di Khashoggi, hanno posto sotto embargo delle armi l'Arabia Saudita, unilateralmente. La Francia e il Regno Unito protestano e la presa di posizione sta creando difficoltà a tutta l'industria della Difesa europea.

    • BUDAPEST

    Rifugiati: il rimpatrio degli ungheresi dal Venezuela

    La crisi politica del Venezuela sta entrando in una fase nuova, forse decisiva, col ritorno di Guaidó a Caracas. E nel frattempo, in silenzio, l’Ungheria si sta riprendendo i cittadini di origine ungherese emigrati in Venezuela e ora bisognosi di tutto. Dando un esempio anche agli altri paesi con una forte comunità in Venezuela (come l'Italia)

    • LA SOMMOSSA

    Primavera d'Algeria, pronto un nuovo inverno islamista

    In Algeria, da oltre due settimane, si infiamma la protesta contro la ricandidatura dell’ultraottantenne presidente Abdelaziz Bouteflika. Il suo regime nazionalista è anacronistico e insostenibile. E' solo formalmente laico, perché dopo la sanguinosa guerra civile degli anni '90, si regge su un compromesso informale con i Fratelli Musulmani. Ma questi ultimi non hanno rinunciato al potere. Ora sono soprattutto loro a soffiare sul fuoco della protesta. L'Europa dovrebbe aver imparato la lezione e garantire una transizione pacifica, prima che l'Algeria si trasformi in una nuova Primavera araba, con guerra civile e inverno islamista quali dirette conseguenze.

    • NUOVI ERODE

    Usa, i possibili presidenti dem? Tutti pro infanticidio

    Lunedì 44 senatori del Partito Democratico hanno votato contro la proposta di legge che intende rafforzare le protezioni per i neonati sopravvissuti a un tentato aborto. Favorevoli all’infanticidio sono tutti e sei i senatori dem, da Bernie Sanders a Kamala Harris, che hanno annunciato la loro candidatura per le presidenziali del 2020.

    • MICHAEL COHEN

    L’ex avvocato di Trump e quelle accuse non provate

    Michael Cohen, già legale del presidente americano e intanto condannato a 3 anni di carcere, accusa Trump di averlo spinto a commettere illeciti. Eppure la responsabilità è sempre personale e fin qui c’è solo la parola di Cohen, uno che ha già mentito, contro quella di Trump. Il quale, fino a prova contraria, è da ritenersi innocente. E il presunto "Russiagate", di nuovo, non c'entra.

    • LA CRISI

    India e Pakistan, aria di guerra fra due potenze nucleari

    Azioni e contro-reazioni: attentato suicida nel Kashmir indiano provoca 44 morti, l'India risponde con un raid aereo sul quartier generale dei terroristi del JeM nel Kashmir pakistano e il Pakistan si vendica attirando e abbattendo due jet indiani. Per ora sembra si tratti solo di pesanti scaramucce e limitate battaglie aeree che hanno fatto seguito ai raid aerei indiani di martedì mattina contro "accampamenti di estremisti islamici" nella zona di Balakot, nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, nel Kashmir pakistano. Il problema è che entrambe le nazioni coinvolte sono potenze nucleari.

    • USA-NORDCOREA

    Vietnam, Trump parla con Kim e pensa alla Cina

    A Hanoi, Vietnam, è in corso un summit storico. Nel luogo simbolo della sconfitta americana in Asia, si tiene il vertice sulla denuclearizzazione della Corea, il secondo fra Trump e Kim Jong-un. Un negoziato difficile, fra due leader che parlano linguaggi diversi. E Trump, comunque, parla di Corea, ma pensa alla Cina.

    • SCACCHIERE MEDIORIENTALE

    Siria, gli americani si ritirano. Ma non tutti

    Continua a tenere banco il tema del ritiro dei 2.000 militari statunitensi dal fronte siriano. Trump ha infatti deciso di lasciare in Siria circa 400 soldati a tempo indefinito e sta cercando di convincere Francia, Germania e Gran Bretagna a rafforzare i contingenti, ma Londra e Parigi hanno intanto respinto la richiesta del presidente americano.

    • CONTINENTE NERO

    Nigeria e Senegal al voto, instabili democrazie

    Nel fine settimana due Stati africani, Nigeria e Senegal, sono andati alle urne. I nigeriani hanno votato in ritardo di una settimana, per scegliere fra due candidati musulmani. Tensione e almeno 16 morti nel corso delle votazioni. Più tranquillo il voto in Senegal, ma il candidato sfavorito, Wade, invita a boicottare il voto

    • SUD AMERICA

    Venezuela: spari contro gli aiuti umanitari, rivoluzione più vicina

    La crisi del Venezuela ricorda sempre di più le rivoluzioni dell’Est europeo. Maduro rifiuta con sdegno l'arrivo degli aiuti umanitari e chiude le frontiere. I manifestanti sono accolti dai proiettili della Guardia Nazionale. Ma sempre più militari disertano. Oggi a Bogotà (Colombia) si cerca una soluzione diplomatica.

    • MADRID VERSO IL VOTO

    "Porti chiusi" funziona e anche la Spagna ci imita

    L’agenzia europea Frontex attribuisce una medaglia importante al governo italiano sottolineando come "nel 2018 la rotta del Mediterraneo centrale" verso l’Italia "ha visto il numero più basso di migranti arrivati dal 2012". Funziona quindi il sistema dei “porti chiusi” varato da Matteo Salvini così come dà i suoi frutti il blocco alle navi delle Ong e il rafforzamento delle capacità della Guardia Costiera libica. E anche la Spagna che si appresta al voto sta copiando l'Italian way.