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Fillon non molla La proposta cattolica per la Francia

Una grande manifestazione di solidarietà e di sostegno ha rimesso in corsa l’altro ieri a Parigi François Fillon, il candidato dei Repubblicani (neo-gollisti) alle elezioni presidenziali in Francia. Colpito da uno scandalo e in calo di consensi, Fillon rilancia la sua proposta cattolica per la Francia, sostenuta anche dalla Manif Pour Tous, contro il laicismo di Macron e il nazionalismo della Le Pen.

Fillon

Una grande manifestazione di solidarietà e di sostegno ha rimesso in corsa l’altro ieri a Parigi François Fillon, il candidato dei Repubblicani (neo-gollisti) alle elezioni presidenziali in Francia in programma al primo turno il prossimo 23 aprile, e al secondo di ballottaggio il susseguente 7 maggio. Fillon era stato  messo alle corde dalla notizia, diffusa nello scorso gennaio dallo storico settimanale satirico Le Canard enchaîné, secondo cui da parlamentare egli aveva per dieci anni assunto e fatto stipendiare la moglie Penelope come propria assistente. Ancor più della cosa in sé, oggi ritenuta inopportuna ma peraltro non vietata dalla legislazione francese, era però dispiaciuto a molti che Fillon e moglie avessero dapprima commentato la notizia con dichiarazioni reticenti e confuse. Meglio sarebbe stato se l’avessero subito ammessa adducendo le giustificazioni che hanno dato solo in seguito.

Su questo episodio quella maggior parte della stampa francese che gli è ostile ha subito montato contro Fillon una grande campagna che gli è costata la perdita di molti consensi.  Essendo finora scontato che la candidata del Front National, Marine Le Pen, al primo turno vincerà ma senza raggiungere la maggioranza assoluta,  gli altri sono in corsa per il secondo posto. Si ritiene infatti che un candidato capace di raccogliere vasti consensi potrebbe poi al ballottaggio prevalere su Marine Le Pen. Fino allo “scoop” di Le Canard enchaîné, Fillon aveva il secondo posto già in tasca.  Poi è stato invece superato da Emmanuel Macron, ex ministro del governo socialista di Manuel Valls che si presenta con un programma definito “di centro”. Lo sostiene non il partito socialista, giunto ai minimi storici a seguito del fallimento politico del presidente uscente François Hollande,  ma una nuova organizzazione, En Marche!, creata ad hoc in suo appoggio. 

Il successo della manifestazione a sostegno di Fillon - che ha visto domenica scorsa una folla di almeno 40mila persone riempire a Parigi la monumentale spianata del Trocadero - fa pensare che la partita sia ancora aperta. Forte di questo consenso popolare, Fillon sta resistendo a chi dentro il suo partito vorrebbe che si facesse da parte. Per avere un quadro chiaro della posta in gioco diventa importante tener conto di un elemento sin qui sistematicamente censurato dai grandi media: Fillon è un cattolico esplicito e consapevole mentre Macron è un “laico” vicino alle posizioni più radicali che socialiste di Manuel Valls, a lungo iscritto a una loggia massonica del Grande Oriente di Francia.  

Con Fillon giunge di nuovo alla ribalta nell’area neo-gollista quella componente cattolica che dopo De Gaulle era sempre rimasta ai margini. Con Macron si afferma nell’area di centro-sinistra quella posizione che in Francia si usa definire “seconda sinistra”, ossia qualcosa di molto simile a ciò che Renzi e il renzismo sono in Italia. Non a casa il popolo di “Manif pour tous”  era una buona parte, se non il grosso, della gente che si è raccolta a Parigi al Trocadero restando sul posto ad ascoltare Fillon malgrado una pioggia in qualche momento torrenziale. Davanti a questa folla motivata e paziente Fillon ha ribadito le sue scuse per il caso della moglie assunta come propria assistente, ma ha anche ribadito la sua candidatura. Adesso si tratta di vedere se riuscirà a risalire la china malgrado non solo Macron, e tutte le forze palesi e occulte schierate per lui, ma anche la pressione interna della componente “laica” del suo stesso partito che lo aveva visto prevalere nelle elezioni primarie contro le sue aspettative.

Accessibile in francese all’indirizzo www.fillon2017.fr/projet/, il suo programma è un esempio, interessante anche per noi, di applicazione di principi e di criteri molto spesso di evidente ispirazione cristiana. Un confronto con quello degli altri due principali candidati De Pen e Macron, “laici” entrambi al li là degli opposti orientamenti, dà misura di quanto promettenti possono essere le risposte che alla crisi del nostro tempo possono venire da chi prende appunto le mosse da una visione del mondo cristiana. Tra i quindici punti-chiave del programma si vedano ad esempio quello relativo all’impresa, definita “motore della crescita e dell’occupazione”, e quello relativo alla famiglia “primo luogo ove si esercitano i valori della solidarietà, nesso tra le generazioni e tra l’individuo e la collettività (…) , un  asse portante della nostra società e il primo luogo di socializzazione e di educazione del bambino (…)”.