• APPROPRIAZIONE INDEBITA

Francia: dove va il voto cattolico?

Oltralpe le elezioni si avvicinano,
e mentre i vescovi propongono come base non negoziabile il Decalogo,
i credenti leaici sembrano preferire
il "rompete le righe". Sono certo possibile anche altre considerazioni, ma i dati che BQ ha letto qui sono sicuramente da prendere in seria considerazione.

 

Non e una novità, la Chiesa di oltralpe non è mai stata “chiacchierona” in tempo di elezioni. A pochi giorni del primo turno delle elezioni presidenziali francesi del 22 aprile, i vescovi sono molto attenti a non entrare direttamente nel dibattito politico - spesso caricaturale -, con alcune eccezioni. 

L'unico documento ufficiale esistente è il testo pubblicato nello scorso ottobre dalla Conferenza episcopale francese intitolato “Elezioni: un voto per quale società?". Nel quale non si danno  raccomandazioni di voto. Nella nota i vescovi propongono 13 “punti di discernimento“ ai cattolici : vita nascente, famiglia, educazione, gioventù, “banlieues”, ambiente, economia e giustizia, cooperazione internazionale e immigrazione, handicap, fin di vita, patrimonio e cultura, Europa, laicità e vita nella società. 

I vescovi nel corso del Consiglio permanente avevano rilevato “l'importanza elevata“ della funzione politica a sostegno di quanto è essenziale per il bene comune. Lo scorso mese, il presidente della Conferenza episcopale francese, il cardinale André Vingt-Trois, si era dichiarato molto preoccupato  per lo “scetticismo” con il quale gli elettori guardano alla azione politica, ai politici in generale e ai candidati alle elezioni . “Sarebbe una sconfitta della democrazia, diceva, se gli elettori rinunciassero a votare perché dubitano delle soluzioni presentate”- aveva chiosato.

Ma allora, per chi votare tra i 10 canditati ? A questa domanda, non rispondono ovviamente direttamente i vescovi. Addirittura, volendo applicare ognuno dei punti di discernimento dei vescovi ai diversi candidati, dall'extrême gauche all'extrême droite, nessun di loro esce vincente ! Chi privilegia le cosiddette “banlieues“ e l'accoglienza agli immigrati darà i suoi voti al candidato della sinistra François Hollande, chi vuole sostenere il rispetto della vita e l'Europa andrà al centro con François Bayrou e chi sceglie di privilegiare la famiglia e una “laicità positiva“ voterà Nicolas Sarkozy. 

Per rispondere al dubbio dei fedeli, solo qualche vescovo ha scelto di mettere in avanti dei “principi non negoziabili“ : la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la difesa del matrimonio tra uomo e donna, e il diritto delle famiglie di scegliere come educare i propri figli. Riprendendo il punti elencati da Papa Benedetto nel marzo 2006 davanti a parlamentari europei del PPE, i vescovi di Tolone Monsignore. Dominique Rey e di Bayonne Monsignor Marc Aillet cercano di appurare l'elenco dei candidati. Il loro sguardo sembra  rivolgersi verso destra...

Da parte sua, la giornalista Isabelle de Gaulmyn, capo del dipartimento religioso del quotidiano cattolico La Croix, mette in evidenza il fatto che i principi non negoziabili del Papa provengono da un documento a firma dello stesso cardinale Ratzinger che, nel 2002, elencava anche altri punti essenziali : la tutela sociale dei minori, la liberazione delle vittime dalle moderne forme di schiavitù (droga, prostituzione), lo sviluppo per un’economia che sia al servizio della persona e del bene comune, il rispetto della giustizia sociale, e infine il tema della pace. Diventa allora impossibile individuare il candidato ideale. 

Ci ha provato pero un giovane avvocato cattolico e “blogger” conosciuto sotto il pseudonimo di Koz . Ha proposto un confronto abbastanza matematico (con voti e coefficienti) fra il documento dell'episcopato francese e i programmi dei principali candidati. Koz riconosce che il suo lavoro, chiamato con umorismo “Gesù presidente !“ e assai “limitato“ ma ha il merito di esistere. Da quel lavoro esce stravincente un solo candidato : il centrista François Bayrou.

Comunque, di recente, un sondaggio ha messo in evidenza la ripartizione del voto dei cattolici al primo turno, con un netto vantaggio per il presidente uscente : Nicolas Sarkozy (38%), François Hollande (22%), François Bayrou e Marine Le Pen (17%). Pero, i cattolici praticanti rappresentano il 14% della popolazione !

Da Vatican Insider del 19 aprile 2012