• SIRIA

Fuga dell'Isis. Lo sporco segreto di Raqqa

Ritirata dei jihadisti dell'Isis da Raqqa

Uno sporco segreto ha titolato qualche giornale. Io lo definirei più una tardiva e colpevole presa di coscienza, visto che di una certa 'benevolenza' verso i foreign fighters e gli jihadisti in genere si sapeva da tempo. Come si fa a rimanere scandalizzati di fronte al tacito accordo fra curdo-siriani e Isis, avallato da Usa e alleati, per far scappare i terroristi da Raqqa? E come si fa a non essere d'accordo con la Russia che dice (non da oggi) che gli Usa e i loro degni compari fanno finta di combattere l'Isis mentre in realtà ne aiutano i miliziani?

Una trattativa in piena regola, che ha visto incontri, patti, mezzi e logistica, una colonna lunga più di sei chilometri composta da pullman che hanno portato via dalla città e dai dintorni centinaia di terroristi con le proprie famiglie: circa quattromila persone. Di cui moltissimi armati fino ai denti. Che ora sono liberi di andare dove vogliono, a colpire dove vogliono. Com'era la storia che il rischio dei terroristi di ritorno era quasi zero e che noi contro Isis abbiamo vinto? Un mare di bugie, senza fine. E sapete come ha fatto la Bbc a sapere che tutto questo è accaduto? Gli autisti dei pullman avevano ricevuto promessa di essere pagati parecchio per fare questo trasbordo epocale, ma alla fine nessuno gli ha dato un soldo e dunque, per vendetta, hanno raccontato tutto alla stampa. Che stavolta sì ha fatto il suo dovere in pieno, raccontando quella che è una delle più grandi vergogne della storia contemporanea.

Ma del resto tutta la vicenda del ritorno del terrorismo e del jihadismo è contraddistinta da patti non mantenuti e da menzogne gigantesche. Pensate che Usa e alleati abbiano lasciato andare via da Raqqa terroristi, foreign fighters e famiglie per spirito di carità? Certo che no, la verità è che con le frange radicaliste l'Occidente aveva preso un impegno e cioé sbaraccare la Siria così come era stato fatto con la Libia, per lasciare posto a governi compiacenti ai propri obiettivi. Peccato che ad un certo punto si siano posti sulla strada, per così dire, due intoppi: Assad e la Russia di Putin. Che hanno intuito il gioco e fatto saltare il banco. E ora aspetto qualcuno che mi viene a dire che i foreign fighters non sono un problema, che sono pochi: e chi si assume la responsabilità di dare per certo ai cittadini che un foreign fighter francese o belga non deciderà di venire a fare una strage qui? Se chi doveva farla finita laggiù protegge chi ha massacrato donne e bambini, stuprato e distrutto intere città, quale certezza rimane?

Che questi signori, probabilmente insieme ad altri che in Europa non hanno mai messo piede, si taglieranno la barba, si ripuliranno e si presenteranno agli scali o ai porti. Magari sfruttando qualcuna di quelle centrali di documenti falsi che sono sparse in tutta Italia ed Europa. Badate bene, la vergogna sta sicuramente nella trattativa che oggi viene alla luce e che inietta volontariamente nelle vene dell'Occidente altri terroristi, ma anche e soprattutto nella grande menzogna siriana, di cui questa trattativa è solo un effetto a cascata. Gli jihadisti e i terroristi, in questo contesto, sono sempre stati uno strumento indiretto di chi aveva tutto interesse a distruggere l'equilibrio del Nordafrica e del Medioriente. Ora prepariamoci, perché come ho più volte detto, quando arrivano non fanno rumore. Lo fanno quando se ne vanno.