• BOTTA E RISPOSTA

Gay e scuola, cattolici di lotta e di governo

Gender a scuola

Caro direttore,

dopo aver letto con attenzione l'articolo di Vincenzo Luna, "Nuovo Centro Destra, contraddittorio sui temi etici", vorrei intervenire nel dibattito suscitato dalla Nuova Bussola Quotidiana, puntualizzando alcune questioni di primaria importanza. Vorrei, in primis, ricordare che è stata proprio un'interpellanza del gruppo Ncd al Senato a portare all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico la vicenda dell'introduzione nelle scuole dei manuali di educazione alla diversità, curati dall'Unar, di cui come Ministero eravamo stati tenuti all'oscuro.

Noi siamo fermamente convinti della necessità di una lotta a ogni tipo di discriminazione, sia essa basata sul genere, la razza, la religione o le opinioni politiche. Siamo contro il bullismo e l'omofobia. Allo stesso tempo, siamo altrettanto fermamente convinti che su temi delicati come l'educazione sessuale e l'ideologia del genere, sia un grave errore la diffusione nelle scuole di opuscoli come quello voluto da Unar, che sembrava avere l'intendo di imporre un'impronta culturale a senso unico destando preoccupazione e confusione nel sistema educativo. Una materia così delicata richiede particolare attenzione ai contenuti e al linguaggio utilizzati, a maggior ragione visto che si rivolge a ragazzi di tutte le fasce di età. L'educazione alla diversità e al rispetto è importante, ma non è pensabile farlo imponendo una visione unilaterale che capovolge valori e tradizioni su cui si fonda la nostra civiltà.

Su questi temi - l'educazione alla sessualità e all'identità - il compito primario spetta alla famiglia, e non può essere nessun altro istituto educativo, neppure la scuola, a imporre una sua visione, a maggior ragione se orientata in senso ideologico e unilaterale, come i libri più volte richiamati, i quali oltre a presentare una lettura 'partigiana' della realtà, discriminano, come più associazioni hanno sottolineato, a loro volta le persone 'religiose' e 'credenti', considerate più propense all'omofobia proprio in ragione della loro religiosità. Dal mio canto, come sottosegretario all'Istruzione, vigilerò affinché libri e opuscoli non concordati con il Miur non vengano imposti nelle scuole, come da qualche parte sembra stia continuando ad avvenire, nonostante il mio intervento in senso contrario di alcune settimane fa. Non è accettabile, e spero non si ripeta più in futuro, che venga prodotto materiale per le scuole, per gli studenti e gli insegnanti, con un'impronta culturale a senso unico, senza nemmeno avvertire o coinvolgere il Ministero dell'Istruzione. Più in generale la speranza, e l'appello a tutti, è quello di non utilizzare la scuola come un campo di battaglia ideologico.

Cordiali saluti,

Gabriele Toccafondi (Ncd),
sottosegretario di Stato all'Istruzione

Caro on. Toccafondi,

la ringrazio per le sue puntualizzazioni perché permettono di chiarire ancora meglio alcune questioni su cui La Nuova BQ sta insistendo da tempo.

1. Anzitutto i rilievi critici al Nuovo Centro Destra (Ncd). Per quel che riguarda la politica quello che ci interessa non è la sigla di un partito o il suo schieramento; il criterio con cui giudichiamo gli atti sono anzitutto i princìpi non negoziabili (vita, famiglia, libertà di educazione) che – come già ribadito molte volte – riguardano i fondamenti di qualsiasi società che voglia avere un futuro. Vale a dire che non riguardano soltanto la sfera etica, come qualcuno pretende, ma ogni aspetto della società. Basti pensare all’enormità della spesa sociale generata dalla disgregazione della famiglia, o a quanto la denatalità stia incidendo sulla gravità della crisi economica. Per questo abbiamo sempre valorizzato il lavoro di quei (pochi) parlamentari che prima nel Pdl e poi nel Ncd hanno lavorato e combattuto instancabilmente per evitare o almeno frenare la deriva ideologica di questo Paese. I nomi di Giovanardi, Roccella, Pagano, Sacconi, Bianconi – insieme a qualche altro (raro) buon esempio proveniente da altri partiti - sono tornati più volte sulle colonne de La Nuova BQ proprio in merito a questo impegno.

La critica dell’articolo contestato riguarda invece l’atteggiamento dei rappresentanti del Ncd al governo, che appare molto più distratto se non accondiscendente nei confronti delle istanze laiciste. Il caso dell’indottrinamento all’ideologia di genere nelle scuole è solo un esempio (ci tornerò più avanti), ma si potrebbe citare anche una recente intervista del ministro Lupi ad Avvenire in cui si sdoganano le unioni civili (senza che peraltro Avvenire abbia avuto nulla da eccepire). E si potrebbe continuare. Le domande perciò sull’identità del Ncd mi sembrano giustificate, anche se riconosciamo che è soprattutto nelle fila di questo partito che finora abbiamo trovato politici seriamente impegnati a difesa di vita, famiglia ed educazione.

2. La vittoria di un’ideologia la si vede anzitutto dal cambiamento di linguaggio, e da questo punto di vista mi dispiace rilevare che il linguaggio della sua lettera rivela una resa incondizionata. Mi spiego: l’articolo 3 della nostra Costituzione, che tutti citano solo quando fa comodo, afferma che tutti i cittadini sono uguali «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche». Lei riprende questa formulazione ma sostituisce la parola “sesso” con “genere”. Dovrebbe sapere benissimo che sono due concetti ben diversi e che “l’ideologia di genere” è esattamente ciò che vuole sostituirsi alla “realtà del sesso”. Come si può combattere una battaglia contro l’ideologia di genere se poi se ne adottano i criteri?

E allo stesso modo come si concilia la sua affermazione di essere “contro l’omofobia” con il lavoro degli esponenti del Ncd che in Parlamento contestano non solo l’esistenza dell’emergenza omofobia ma anche la possibilità che possa essere usato il termine “omofobia”? La verità è che questo è un termine creato proprio per diffondere l’ideologia di genere; che una sua adozione nel contesto di una legge che la reprime è pericolosissima perché non c’è nessuna definizione giuridica di un tale presunto reato, il che lascerebbe un totale potere discrezionale nelle mani dei giudici; e infine sono gli stessi dati del ministero dell’Interno a smentire che un’emergenza del genere esista.

Ci aspettiamo perciò che anche chi sta al governo, nei modi più opportuni, si faccia carico di questa consapevolezza.

3. Ma veniamo alla questione centrale, i famosi opuscoli dell’Istituto Beck e dell’Unar che sono stati bloccati ma che, come lei stesso ammette, continuano a girare per le scuole italiane. Su questo punto è bene non prendersi in giro: questi volumetti sono un falso problema, uno specchietto per le allodole per distrarre dalla vera questione. Intendiamoci, la loro pubblicazione e diffusione è un fatto grave ma concentrare esclusivamente l’attenzione su questi libretti come se fossero tutto il problema è fuorviante.

Come La Nuova BQ ha denunciato fin dall’inizio – in perfetta solitudine – l’origine sta nell’adozione da parte del governo Monti della Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015). E’ qui che si trova il piano per far entrare l’ideologia di genere nelle scuole (clicca qui): come sottosegretario all’Istruzione lei non può non sapere che già da mesi in tantissime scuole italiane si fanno circolare questionari tra gli studenti allo scopo di “far superare gli stereotipi di genere”, tra cui rientra ovviamente il contemplare solo il sesso maschile e femminile e il considerare la famiglia solo quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Né lei può ignorare che è parte di questa Strategia far tenere nelle scuole corsi di “indottrinamento” tenuti esclusivamente da rappresentanti di associazioni Lgbt, e il caso sollevato in questi giorni dalla presenza di Wladimir Luxuria in tour per le scuole non è un caso (clicca qui). 

Ed è sempre sviluppo di quella Strategia nazionale lo stampato distribuito dal suo Ministero dal titolo “Tante diversità, uguali diritti – Omofobia (Interventi contro la discriminazione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere)”. Il contenuto di questa pubblicazione è perfettamente in linea con quello dei libretti che hanno fatto tanto rumore. Anche di questo ha parlato La Nuova BQ (clicca qui), al Miur è giunta anche la protesta delle associazioni di genitori. Lei non può non saperlo. E’ troppo comodo prendersela con dei libretti facendo ricadere tutta la responsabilità sull’Unar, quando è il suo Ministero che sta propagando quegli stessi contenuti. Non bastasse, il suo Ministero e l’Unar hanno creato insieme un sito internet (www.noisiamopari.it) in cui si invitano le scuole a condividere progetti in tal senso. Lei forse può non essere ritenuto responsabile dei volumetti dell’Unar, ma non può non sapere cosa fa il suo stesso Ministero.

La questione è che questo progetto di indottrinamento è stato iniziato dal governo Monti, continuato dal governo Letta e ora quanto meno non ostacolato dal governo Renzi, e sempre con esponenti cattolici all’interno dell'esecutivo che fanno finta di non vedere.

Lei, caro on. Toccafondi, ora si trova al Miur, il ministero al centro di questo progetto distruttivo per i ragazzi. Sono contento che sia intervenuto per bloccare i famigerati libretti, è già qualcosa; ma come è chiaro da quanto esposto fin qui ben altre sono le azioni necessarie. Spero perciò che fin da subito voglia adoperarsi per fermare questa macchina infernale che vuole imporre un’ideologia di stato indottrinando anzitutto le nuove generazioni. Noi continueremo a giudicare dai fatti.

Riccardo Cascioli