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«Gesù vi da la forza»: il libro di Francesco sulla Cresima

Gesù vi dà la forza è un libro, curato dalla Piccola casa editrice, che, unendo alcuni testi di papa Bergoglio e le storie esemplari di santi e beati di giovane età, vuole essere un utile strumento per accompagnare i ragazzi al sacramento della confermazione.

Gesù vi dà la forza

Gesù vi dà la forza è un libro, curato dalla Piccola casa editrice, che, unendo alcuni testi di papa Bergoglio e le storie esemplari di santi e beati di giovane età, vuole essere un utile strumento per accompagnare i ragazzi al sacramento della confermazione. Daniele Ciacci, autore dei racconti, ci spiega così le ragioni del testo. 

Aprile e maggio sono i mesi adibiti a celebrare la Confermazione, il sacramento meglio conosciuto con il nome di Cresima (da “crisma”, il simbolo apposto dal vescovo con l’olio). Gesù vi dà la forza, pubblicato dalla Piccola Casa Editrice, vuole essere un aiuto per vivere questo passo con maggiore consapevolezza. Attraverso le parole del nuovo pontefice Francesco, e la stesura di quattro racconti esemplari sulle vite di santi e beati – illustrati da Franco Vignazia – il ragazzo è accompagnato a osservare, nel concreto di una storia, le grazie che il dono dello Spirito Santo consegna a chiunque sia disposto a ripetere il suo “sì” dopo quello avanzato dai genitori, dal padrino e dalla madrina durante il battesimo.

I due brani iniziali sono tratti dalle omelie dell’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio durante la celebrazione della Cresima a un gruppo di ragazzi di Roma in San Lorenzo fuori le Mura. La prima omelia risale al 18 febbraio 2012, la seconda del 4 giugno 2006. Ma il cardinale, adesso Papa, si è più volte rivolto, nel suo primo mese a San Pietro, ai giovani. Come quando disse, a una delle sue prime uscite pubbliche: «Quante volte nella nostra vita le speranze svaniscono, quante volte le attese che portiamo nel cuore non si realizzano! La speranza di noi cristiani è forte, sicura, solida in questa terra, dove Dio ci ha chiamati a camminare, ed è aperta all’eternità. Essere cristiani non si riduce a seguire dei comandi, ma vuol dire essere in Cristo, pensare come Lui, agire come Lui, amare come Lui; è lasciare che Lui prenda possesso della nostra vita e la cambi, la trasformi, la liberi».

Quindi, le storie di santi e di beati che prematuramente hanno abbandonato questa vita per infilarsi tra le braccia aperte di Cristo diventando il concretarsi della teoria, l’esplicarsi in narrazioni di ciò che è esaustivamente spiegato da papa Francesco. Muovendosi tra le storie di San Domenico Savio, il “gigante della fede piemontese cui San Giovanni Bosco era particolarmente legato, morto quindicenne, e di Santa Maria Goretti, che pur di non perdere la propria castità ha preferito morire, si chiarifica la frase, che è titolo della sezione, «Non avere paura di essere cristiano». Che è poi la sentenza con la quale Daudi e Gildo, martiri ugandesi, solevano rincuorarsi prima del loro sacrificio d’amore. Infine, la storia del beato José Sanchez del Rio, già narrata parzialmente dal film Cristiada, che prima di essere ucciso ha urlato: «Viva il Cristo Re, viva la Vergine di Guadalupe».

«A voi dico: portate avanti questa certezza – dice il pontefice Francesco , sintetizzando magistralmente l’intero significato del libro – il Signore è vivo e cammina a fianco a noi nella vita. Questa è la vostra missione! Portate avanti questa speranza. Siate ancorati a questa speranza: questa àncora che è nel cielo; tenete forte la corda, siate ancorati e portate avanti la speranza. Voi, testimoni di Gesù, portate avanti la testimonianza che Gesù è vivo e questo ci darà speranza, darà speranza a questo mondo un po’ invecchiato per le guerre, per il male, per il peccato. Avanti giovani!».