• SCHEGGE DI VANGELO

Gli antagonisti della nostra felicità

Un’altra parte cadde sui rovi (Mt 13, 7)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».  (Mt 13, 1-9)

Nella parabola del seminatore Gesù rappresenta allegoricamente la volontà umana più o meno tesa al conseguimento della vera felicità, quella eterna. Quando la volontà è distratta dai beni materiali si indurisce perché non è in grado di comprendere che essi sono incapaci, nella loro finitezza, di soddisfare la nostra sete insaziabile di felicità e tale ossessione ci porta a vedere i fratelli e Dio stesso quali possibili antagonisti della nostra felicità, indurendoci l’anima come un terreno sassoso infestato dai rovi delle nostre paure. Dio, invece, non toglie se non per ridonare molto di più. Chiediamo quindi al Signore che ci aiuti a liberare la terra buona della nostra volontà dai sassi dell’avarizia e dai rovi delle inconsistenti paure per dare copiosi frutti.