• LA LETTERA

Il "buonismo" di certi cattolici e i due pericoli mortali

L'islam minaccia la sopravvivenza dell'Occidente

Caro direttore, 

in questi giorni sto leggendo Belli e dannati, con cui Scott Fitzgerald profetizzava, nel 1922, l’avvento dei tragici tempi del non senso e, parallelamente, alcuni saggi del grandissimo Chesterton, che ha previsto, con 80-90 anni di anticipo, dove ci avrebbe portato il pensiero dell’uomo moderno dopo aver fatto fuori Dio dal proprio contesto esistenziale. Ma mentre il primo non vedeva vie d’uscita, G.K.C. era tanto pungente e spietato nell’analisi degli errori della mentalità odierna quanto lasciava e lascia il lettore pieno di certezze, perché il disegno di Dio è più grande delle nostre diaboliche ideologie. 

In uno degli articoli di Chesterton, scritto nel 1936, pochi mesi prima della morte, si legge un giudizio (dato a proposito del pacifismo, ma vale per tutto) che sembra totalmente applicabile ai nostri tempi: «Vi è una strampalata ipotesi che oggi si va consolidando nella mente di molti e che non ha nulla a che vedere con il concetto filosofico del pacifismo…. É l’idea che la mancanza di lotta in quanto tale impedirebbe ad altri di combattere o di impadronirsi, senza colpo ferire, di quanto essi volessero». E, più avanti G.K.C. ribadisce: gli uomini «sembrano essersi messi in capo la strana idea che in tutte le circostanze immaginabili potrebbero conservare tutte le proprie cose esclusivamente e unicamente rifiutando di difenderle. Sembra persino che sarebbero capaci di metter fine… a tutto il regno della violenza e dell’orgoglio semplicemente non facendo nulla. Ma sarà bene per tutti se tutti abbandoneranno tale illusione». Mi pare che le parole appena citate rispecchino fedelmente ciò che sta accadendo nel mondo occidentale e in gran parte del mondo cattolico. Faccio alcuni esempi.

É notizia di ieri che in un piccolo paesotto non lontano da Madrid il sindaco socialista ha fatto abbattere una innocente via crucis che collegava la periferia del paese ad un piccolo santuario. La motivazione addotta dalla sindachessa è stata la seguente: «la via crucis rappresenta una mancanza di rispetto per quei residenti che non professano alcuna religione o che professano la religione islamica». Questa stupefacente motivazione avviene negli stessi giorni in cui gli islamici dell’Isis stanno progredendo nella loro invasione con stragi di ogni tipo, negli stessi giorni in cui persino Charlie Hebdo annuncia che non pubblicherà più vignette di Maometto, negli stessi giorni in cui terroristi islamici rapiscono 3 giornalisti spagnoli (chissà se la sindachessa si è sentita offesa) negli stessi giorni in cui gli islamici rapiscono 4 lavoratori italiani. Cioè, mentre l’occidente è sotto attacco dell’Isis, che si trova ormai a poche centinaia di chilometri da Italia e Spagna, una sindachessa (socialista) di un piccolo paese spagnolo si fa scrupolo di non offendere questi sensibilissimi islamici con innocue stazioni di una via crucis. La stupidità denunciata da Chesterton si è concretizzata.

Nel mondo cattolico questa ingenua mentalità viene ammantata da una sorta di “buonismo”, che non ha nulla a che fare con quanto predicato nel Vangelo, che ci ordina di essere candidi come colombe, ma anche furbi come serpenti. Questo buonismo giunge a dire che occorre solo la testimonianza e non la lotta, come se anche la lotta in nome di Cristo non fosse una forma di testimonianza e come se la testimonianza non esigesse quasi sempre una lotta, almeno con se stessi. Il popolo cristiano ha bisogno di essere esortato e consolato, ma ha anche bisogno di essere difeso quando occorre, come fecero tanti grandi Papi e tanti Santi. Ho pensato che senza il sangue versato da tanti nostri fratelli a Lepanto ed a Vienna, da secoli non potremmo più testimoniare liberamente il fatto di Cristo. É vero che anche nei gulag santi cristiani hanno testimoniato Cristo, ma sarebbe stupido non evitare i gulag fin quando è possibile. Ed ho pensato anche che se l’Occidente non ferma l’Isis probabilmente è perché qualcuno vuole che sia così, tanto a nessuno importa più dei cristiani. Tanto meno a certi sindaci spagnoli (e italiani).

La verità è che siamo circondati da due pericoli mortali, di fronte ai quali non possiamo “fare niente” e, soprattutto, dobbiamo “difenderci” per la responsabilità che abbiamo verso noi stessi e verso i nostri figli e nipoti. Ad Ovest c’è il pericolo “gender”, che stravolge l’antropologia come voluta dal dato dell’esistenza e che rischia di rovinare intere generazioni. Ad Est avanza il pericolo islam (dobbiamo avere il coraggio di dargli questo nome), che minaccia di annientarci sia culturalmente sia fisicamente. Cosa aspettiamo a dare retta alle sagge parole di Chesterton?