• CHIESA ITALIANA

Il Papa d'accordo con la Cei: Bassetti presidente

Il cardinale arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti è stato nominato alla presidenza della Conferenza episcopale italiana da papa Francesco. Il Papa ha perciò confermato l'indicazione venuta dall'assemblea dei vescovi italiani, per cui il cardinale Bassetti era il primo nome della terna presentata al Pontefice.

Aggiornamento, ore 10: Il Papa ha scelto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, quale presidente della Conferenza episcopale italiana, confermando così l'indicazione emersa dal voto dei vescovi italiani riuniti in assemblea.

Tutto lascia pensare che Gualtiero Bassetti sarà nominato da Papa Francesco come nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana. 75 anni, in prorogatio fino agli 80 per volontà del pontefice, l'arcivescovo di Perugia-Città della Pieve è risultato il primo degli eletti nelle votazioni per stabilire la terna di nomi da cui dovrebbe uscire il nuovo presidente dei vescovi italiani.

Pronostici comunque rispettati, visto che oltre a Bassetti sono entrati nella terna, il vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla, e l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro.

Bassetti, nominato cardinale da Francesco nel concistoro del 2014, ha ottenuto 134 voti al ballottaggio della prima sessione, conclusasi con un certo entusiasmo dell'aula. Infatti, la candidatura dell'arcivescovo di Perugia era la più attesa perchè in grado di coagulare le varie anime dell'episcopato italiano. Per molti quella di Bassetti, in fondo, era la più classica delle candidature di mediazione, di fronte a un episcopato decisamente orientato verso il vescovo-teologo Franco Giulio Brambilla, figlio culturale del cardinale Carlo Maria Martini.

Proprio Brambilla, personalità decisionista e volitiva, ha collezionato 115 preferenze nel secondo turno, mentre al terzo è risultato vincitore il vescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro con 126 voti.

Il risultato dell'elezione tra i vescovi italiani mostra chiaramente la volontà di nominare un presule gradito al pontefice, specialmente lo sono le due porpore nominate proprio da Bergoglio (anche Montenegro è stato fatto cardinale da Francesco), in quanto considerati presuli “sociali”.

Il vescovo di Agrigento accompagnò Bergoglio nella sua prima storica e significativa uscita in quel di Lampedusa, in quel mare nostrum dove troppi muoiono e dove vive il controverso fenomeno delle migrazioni. Proprio Montenegro è stato presidente Caritas Italia ed è presidente della commissione episcopale per le migrazioni. 

Bassetti è un apostolo della chiesa “in uscita”, si è subito orientato sul documento programmatico di Papa Francesco, l'Evangelii guadium, scrivendo anche una lettera pastorale alla sua diocesi per promuovere la «conversione pastorale» voluta dal pontefice. Ha parlato spesso anche di «rivoluzione della tenerezza» per interpretare la discussa esortazione post sinodale Amoris laetitia.

Sul discernimento, l'integrazione e l'accoglienza delle coppie cosiddette “irregolari”, tema forte del dibattito sinodale sulla famiglia, i tre eletti sono su posizioni molto simili e tutte di apertura anche all'accesso ai sacramenti per i divorziati risposati.

A Bassetti candidato di mediazione, viene riconosciuta una certa dose di buon senso, dote che comunque viene ritenuta importante negli equilibri tra le diverse anime dell'episcopato. Non era il candidato preferito dal Segretario generale, monsignor Nunzio Galantino, tuttavia anche per il segretario questa eventuale presidenza non promette male.

Quello che molti sostengono è che il ruolo di dominus esercitato da Galantino in questi ultimi anni di presidenza Bagnasco potrà continuare con Bassetti, sebbene ora si trovi come presidente un porporato che gode di maggior simpatia a Santa Marta, rispetto a quanto non potesse goderne Bagnasco. 

La nomina era attesa già ieri, ma è imminente. Bassetti è in pole position, ma le sorprese, papa Francesco regnante, sono sempre dietro l'angolo.