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Il Papa in Bulgaria e Macedonia del Nord

Comincia oggi il 29esimo viaggio apostolico all'estero di questo pontificato. Papa Francesco visiterà prima la Bulgaria, poi la Repubblica della Macedonia del Nord. Un viaggio in nome del dialogo ecumenico con le chiese ortodosse locali, con uno sguardo, però, rivolto anche agli islamici.
- BOSNIA, IL DISASTRO DIPLOMATICO DEL VATICANO, di Diego Udovicich

Il Papa in partenza

Comincia oggi il 29esimo viaggio apostolico all'estero di questo pontificato. Papa Francesco visiterà prima la Bulgaria, poi la Repubblica della Macedonia del Nord. Un viaggio in nome del dialogo ecumenico con le chiese ortodosse locali, con uno sguardo, però, rivolto anche agli islamici che in Bulgaria rappresentano il 7.8 % della popolazione, mentre in Macedonia del Nord sono il 29%.

Durante il suo primo giorno a Sofia, Bergoglio incontrerà il patriarca Neofit ed il Santo Sinodo, rendendo omaggio alla figura dei Santi Cirillo e Metodio, la cui opera di evangelizzazione nell'Europa dell'Est ha "portato frutti importanti anche nei periodi difficili del secolo scorso", ha ricordato il papa - facendo un chiaro riferimento all'esperienza comunista del Novecento - nel videomessaggio registrato al popolo bulgaro prima della partenza. Una visita all'insegna della memoria di Giovanni XXIII (come dimostra il motto scelto; "Pacem in Terris"), che qui fu delegato apostolico tra il 1925 ed il 1934, ma anche di Giovanni Paolo II che a Sofia atterrò per il suo 96esimo viaggio pastorale nel 2002. 

Francesco avrà modo anche di ringraziare personalmente il patriarca Neofit per il messaggio di vicinanza inviato in occasione del terribile incendio che ha quasi distrutto la cattedrale di Notre-Dame. Il papa potrà abbracciare la comunità cattolica locale (formata da circa 68 mila fedeli) nel corso della Santa Messa celebrata oggi pomeriggio in piazza Knyaz Alexandar I a Sofia e domani con la tappa a Rakovsky, unica città del Paese a maggioranza cattolica. Qui, nella chiesa del Sacro Cuore, il Santo Padre celebrerà la messa per la prima comunione di 242 bambini.

Ma domani, prima del trasferimento a Rakovsky, il papa si recherà nella periferia della capitale nel  campo profughi "Vrazhdebna". La Bulgaria ha visto aumentare in maniera significativa i flussi immigratori tra il 2015 ed il 2016, in corrispondenza della chiusura della rotta balcanica tra la Macedonia e la Grecia. Negli ultimi due anni Sofia, che pure non fa parte del cosiddetto Gruppo di Visegrád, si è mostrata in sintonia con le politiche migratorie adottate dall'Ungheria e, non a caso, non ha nascosto la sua contrarierà alle sanzioni Ue contro Orban.

Bergoglio, dunque, visiterà uno dei tre campi profughi della capitale, per poi concludere la sua tappa bulgara presiedendo un incontro per la pace con esponenti di diverse confessioni religiose a piazza Nezavisimost, precedentemente dedicata a Lenin. Nella giornata di martedì, invece, il papa metterà piede a Skopje per una visita segnata dal ricordo di Madre Teresa di Calcutta. La città della Macedonia del Nord, infatti, ha dato i natali alla Santa 109 anni fa.

La presenza del papa darà sicuramente grande gioia ai 20.000 cattolici locali, 5.000 dei quali sono di rito latino e 15.000 di rito bizantino. Francesco visiterà il Memoriale dedicato alla suora che vinse il premio Nobel per la pace nel 1979. Nell'edificio, ha fatto sapere Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, il pontefice avrà modo di conoscere i familiari viventi di Santa Teresa di Calcutta e alcuni bisognosi assistiti dalle  Missionarie della Carità, l'ordine da lei fondato.

A Skopje, inoltre, Francesco benedirà la prima pietra del Santuario realizzato in memoria della "Santa degli ultimi" e si congederà, dopo la celebrazione di una Messa, con due incontri: uno di carattere interreligioso con i giovani nel centro pastorale della diocesi, l'altro con i sacerdoti e le suore locali nella cattedrale del Sacro Cuore di Gesù.

Nel videomessaggio realizzato prima della partenza e destinato al popolo della Macedonia del Nord, Bergoglio ha elogiato la "varietà culturale e di appartenenze etniche e religiose" che caratterizzano questa terra, annunciando di voler seminare, con la sua visita, i semi della "cultura dell'incontro e della fraternità". In questo discorso, come in quello rivolto al popolo bulgaro, il papa ha menzionato l'Europa così come frequentemente è capitato negli ultimi tempi. Solo pochi giorni fa, peraltro, è uscito, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, un testo indicativo ("L'Europa di Papa Francesco. I cristiani nell'Europa di oggi") delle idee di Francesco sull'argomento. L'Europa potrebbe essere, insieme ai migranti, uno dei temi al centro di questo 29esimo viaggio apostolico del Santo Padre.