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Il Pentagono conferma gli Ufo. Non gli alieni

L'ufo avvistato a San Diego nel 2004

Il Pentagono conferma l’esistenza degli Ufo. Sì, la notizia è vera, non è una fake news. Ma, quindi? Molto spesso il lettore si fa prendere dalla suggestione e ne trae un’unica conseguenza: esistono forme di vita intelligenti nell’universo, oltre a noi e ci hanno raggiunto. In realtà non abbiamo scoperto nulla.

Andiamo con ordine. La notizia, riportata dal quotidiano New York Times, è che il Pentagono almeno fino al 2012 (ma probabilmente tuttora) ha finanziato un programma segreto per lo studio degli oggetti volanti non identificati, il cui acronimo in inglese è il famosissimo: U.f.o. Unidentified Flying Object. Il programma è costato al contribuente 22 milioni di dollari e non è giunto ad alcuna scoperta eclatante. E’ però servito a collezionare dati, video e testimonianze di tutti coloro che hanno avvistato degli Ufo. Il video declassificato e pubblicato dal New York Times, ne mostra uno, in tutta la sua stranezza, una sorta di calabrone radioso inseguito e filmato da un cacciabombardiere F-18 della marina statunitense, al largo di San Diego (California). Lo stranissimo oggetto volante viaggia senza alcuna propulsione apparente. A un certo punto ruota su se stesso e si posiziona in verticale. Cosa possa essere non lo sa nessuno. Ma appunto è questa la risposta alla domanda: nessuno conosce la natura o la provenienza degli Ufo. Sono certamente oggetti volanti, visibili a occhio nudo, ma non sono identificati.

Gli Usa hanno mostrato un grande interesse per questo fenomeno sin dal 1947. L’aviazione ha studiato 12mila avvistamenti fino al 1969, quando il programma di ricerca è stato ufficialmente terminato. Di questi 12mila avvistamenti, solo 701 restano un mistero, privi di identificazione. Per tutti gli altri casi si è capito che fossero stelle, nuvole, aerei spia e velivoli sperimentali. L’incidente più famoso, nel 1947, quello in cui un presunto disco volante precipitò vicino al ranch di Roswell, nel New Mexico, ebbe un’origine umanissima: era un pallone-spia d’alta quota lanciato dall’aviazione americana per cercare di capire quando i sovietici avrebbero testato la loro prima bomba atomica. La segretezza dell’operazione di spionaggio (il Progetto Mogul) abbinata alla stranezza del velivolo utilizzato, ha fatto sorgere la leggenda degli “alieni di Roswell”, secondo la quale il governo americano starebbe tuttora tenendo segreto un primo contatto con gli alieni sulla terra.

Il nuovo progetto è stato lanciato sessant’anni dopo il primo, nel 2007, a seguito dell’incontro fra il miliardario visionario Robert Bigelow e il capogruppo dei Democratici in Senato, il senatore dell’Arizona Harry Reid. Il primo, imprenditore aerospaziale, collaboratore della Nasa, si dice convinto che gli Ufo abbiano già fatto visita al nostro pianeta. Il secondo, il senatore democratico, è stato ispirato dal pioniere dei viaggi spaziali John Glenn (morto l’anno scorso), che lo avrebbe spronato a finanziare la ricerca in modo sistematico. Reid non si pente di avergli dato credito: “Penso che sia una delle cose migliori che abbia compiuto nella mia carriera al Congresso. Ho fatto qualcosa di mai sperimentato prima”. La Dia, l’intelligence della Difesa americana era interessata allo studio e il Pentagono ha autorizzato il programma. Secondo le fonti ufficiali, questo è terminato nel 2012, dopo cinque anni di studi. Ma una fonte del New York Times, Luis Elizondo, afferma il contrario: dal 2012 sono stati tagliati i fondi, ma il programma del Pentagono continua. Elizondo stesso dichiara di aver rassegnato le dimissioni solo lo scorso ottobre, per l’eccessiva segretezza e per opposizioni interne troppo forti.

Perché segretezza? Un teorico della cospirazione andrebbe a nozze, anche alla luce di questa vicenda e del mistero che la circonda. In realtà, il problema principale di questo ramo della ricerca è la paura di essere screditati. Anche le fonti del New York Times affermano che molti degli avvistamenti non vengono neppure riportati dai piloti ai loro superiori, per paura di perdere credibilità. E’ una ricerca legittima e interessante, ma è vittima delle leggende che ha generato nel corso dell’ultimo secolo.

Gli Ufo esistono, ma gli alieni no. Questi ultimi non sono stati scoperti. Chi afferma che un avvistamento Ufo è la “prova” dell’esistenza degli alieni sta solo compiendo un salto logico: dà per scontato che quegli Ufo siano degli artefatti e di origine aliena. Chi lo afferma è già convinto, per fede personale, che gli alieni esistano e coglie il pretesto di un avvistamento Ufo per “dimostrarlo”. Chi, per spiegarsi l’assenza di prove, afferma che il governo le stia nascondendo (come nella leggenda nera di Roswell, che tuttora persiste) sta compiendo un salto logico doppio: sta dando per scontato che gli Ufo siano tecnologia aliena e che il governo ne sia a conoscenza. Da qui la teoria della cospirazione prende varie strade. Una è ideologica: l’idea che il governo non voglia farci sapere quanto sono socialmente avanzati gli alieni, i quali potrebbero insegnarci, ad esempio, come realizzare un’utopia pacifista e collettivista. Un’altra è religiosa: la nascita di culti ufologici, fra cui quello di Rael, nella convinzione che gli alieni siano portatori di una rivelazione sull’origine dell’uomo. Sono spunti per molte belle trame di fantascienza, come la serie Tv X Files, Mission to Mars di Brian de Palma o il più recente Arrival di Denis Villeneuve. Ma molti ci credono realmente. Ed è quasi sempre un pretesto per provare a smentire la Bibbia “su basi scientifiche” e andare contro il cristianesimo. Essi, però, non si rendono conto di compiere un triplice salto logico, dando per scontato che gli Ufo siano alieni, che il governo lo sappia e che il messaggio portato dai nostri compagni extra-solari sia conoscibile.

Ma, tornando coi piedi per terra, non esiste alcuna prova che gli Ufo siano il prodotto di vita intelligente non umana. Nemmeno dopo le ultime rivelazioni del Pentagono.