a cura di Anna Bono
  • Tanzania

Il presidente del Tanzania esorta i suoi ministri a non farsi scrupoli ad approfittare delle crisi dei paesi vicini

 

Il presidente del Tanzania John Magafuli parlando il 4 gennaio a Dar es Salaam, in occasione della firma di un contratto con l’agenzia Onu Programma alimentare mondiale, Pam, per la vendita di 36.000 tonnellate di mais al prezzo di 9,1 milioni di dollari, ha esortato i propri ministri a trarre vantaggio dall’esistenza dei rifugiati: “i fondi del Pam servono ad aiutare i nostri amici rifugiati che arrivano da altri stati in guerra. È nostro dovere approfittare dei loro problemi – ha detto – a casa loro si combatte e noi ci guadagniamo”. Le sue parole hanno suscitato imbarazzo e risatine tra i ministri e i rappresentanti del Pam presenti. Per chiarire meglio il concetto il presidente ha aggiunto: “non voglio dire che mi auguro che combattano, ma se lo fanno che almeno la loro guerra sia per noi fonte di profitto. Oltre tutto anche se non gli dessimo niente loro continuerebbero a combattere. Noi non vorremmo che combattessero, ma nel caso approfittiamone”. Per essere sicuro che tutti avessero capito, ha concluso, rivolgendosi al ministro dell’agricoltura: “questo è il mercato. Se mai il Pam ci chiede 200.000 tonnellate di mais, sbrigati, acquistale dai produttori e dalle al Pam”. In Tanzania vivono 300.000 rifugiati, per lo più in fuga dal Burundi e dalla Repubblica democratica del Congo con cui il Tanzania confina. In gran parte sono concentrati e assistiti in tre grandi campi profughi allestiti nel nord ovest del paese.