• SPIRITO E MATERIA

Il vero significato del Natale

L'albero di Natale a New York

Il culmine del periodo dell'Avvento ispira molti di noi a rivivere le tradizioni stagionali stabilite dal patrimonio dei nostri antenati e dalle nostre rispettive fedi con sprazzi di cultura contemporanea.

Quando ero piccolo, a Brooklyn, nella mia famiglia la celebrazione del Natale era tradizionalmente italiana e quindi di rito cattolico, per cui iniziavamo a onorare l’attesa della nascita di Cristo nella silenziosa osservanza dell’Avvento. Il periodo natalizio, infatti, non terminava fino al giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, festa che mia madre chiamava “il piccolo Natale”. Toglievamo il nostro albero solo dopo quella data.

Durante questo periodo, la nascita di Gesù ci veniva continuamente ricordata dalla presenza di ghirlande, alberi addobbati e presepi – dalle scene della natività artigianali che raffiguravano l’abietta povertà nella quale Nostro Signore  il Salvatore nacque, e allo stesso tempo mostravano l’infinita gloria e dignità  di Dio fatto Uomo, che era entrato a far parte del nostro mondo materiale.

Più recentemente molte famiglie hanno adottato tradizioni personali come quelle di andare più spesso in chiesa, vedere film a tema natalizio, godere dei pranzi e cene speciali o partecipare ad atti caritatevoli che beneficiano i meno fortunati. Sebbene desidererei che la partecipazione ai servizi religiosi rimanesse una priorità  per tutte le famiglie durante tutto l’anno, la mia esperienza di parroco, smentisce tale speranza.

Detto questo, sono sempre incoraggiato nel vedere i miei parenti, amici, colleghi e parrocchiani abbracciare le loro famiglie nella celebrazione del Natale – tutti gli anni con il loro inimitabile modo. Ogni famiglia, a modo suo, riflette il presepe – proprio perché è l’unità familiare quella che meglio inocula la nostra società contro la povertà e i suoi mali incombenti.

Tuttavia, la povertà affligge costantemente anche i paesi più sviluppati, nonostante i significativi miglioramenti resi possibili dai progressi in medicina, agricoltura e tecnologia. È affascinante considerare ciò che il mio grande amico, il compianto Michael Novak, ha scritto poco prima di mancare all'inizio di quest'anno:

 “Nel 1776, c'erano meno di un miliardo di persone sulla Terra. La stragrande maggioranza di loro era povera e viveva sotto regimi tirannici. Poco più di due secoli dopo, siamo saliti a più di sette miliardi di esseri umani. Rapide scoperte e invenzioni mediche hanno contribuito a raddoppiare la durata media della vita, a ridurre notevolmente la mortalità infantile e a contrastare centinaia di malattie.”

Grazie al progresso economico moderno, i sei settimi della razza umana si sono liberati dalla povertà – oltre un miliardo di persone dal 1950 al 1980 e un altro miliardo dal 1980 fino a oggi. Tuttavia c’è ancora un altro miliardo di persone prigioniere di queste catene. Il compito ebraico, cristiano e umanista è quello di liberarli.

Mi piacerebbe utilizzare un'altra citazione, stavolta di Lord Acton il cui nome ha ispirato la missione dell’Istituto che servo fedelmente da ventisette anni come presidente e cofondatore: "Le opinioni cambiano, i modi cambiano, i credi vanno e vengono, ma la legge morale è scritta sulle tavole dell'eternità."

In altre parole, è nostro dovere aiutare i poveri come servitori di Dio e della Sua creazione. Siamo chiamati a scoprire i modi migliori per raggiungere l'obiettivo morale di eliminare la maggioranza della povertà nei nostri Paesi e in tutto il mondo.

L'Istituto Acton promuove una società libera e virtuosa non solo perché è una frase piacevole per le nostre orecchie. Sappiamo dall'esperienza empirica che una società cresciuta dalle radici della libertà e irrigata regolarmente con la virtù produce enormi benefici per tutti gli uomini, donne e bambini e non solo per un certo gruppo o settore della popolazione.

Quando riflettiamo sul vero significato del Natale, inevitabilmente ci rendiamo conto quanto è importante per Dio il mondo materiale che ha creato. Comprendiamo come la nostra redenzione umana è compiuta proprio attraverso e all'interno di questo mondo fisico.

Possa questo ispirare ognuno di noi a vedere il nostro lavoro come un’estensione di quella santificazione del mondo e come sorgente del benessere, della prosperità e certamente della pace sulla Terra.

Padre Robert Sirico, nato a Brooklyn, è attivo in questioni di politiche pubbliche da più di trentasette anni. Nel 1990 ha cofondato il think tank americano Acton Institute for the Study of Religion and Liberty (www.acton.org), con uffici internazionali a Roma e a Buenos Aires. Padre Sirico interviene regolarmente a convegni e seminari sia in Italia che all’estero