• LA POLEMICA

Intercomunione, Muller bacchetta i vescovi tedeschi

Il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, si oppone alla decisione presa dalla Conferenza Episcopale tedesca di ammettere alla comunione protestanti sposati con cattolici.

Il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, si oppone alla decisione presa dalla Conferenza Episcopale tedesca di ammettere alla comunione protestanti sposati con cattolici. Il porporato ha criticato l’iniziativa parlando in un’intervista al giornale cattolico tedesco Die Tagespost, in uscita oggi, e anticipata dal sito. La sua opinione è che i presuli della Germania stiano facendo un’interpretazione e un uso scorretto del Codice di Diritto Canonico.

I vescovi tedeschi avevano parlato, nella loro decisione, di “casi individuali”. Ora il cardinale definisce questa frase “un trucco retorico”.  Infatti è vero che il Codice di Diritto Canonico (nel Canone 844, paragrafo 4) permette l’amministrazione dell’eucarestia a un cristiano non cattolico se si presenta l’evenienza di “un grave bisogno spirituale”, ma secondo Mueller non ci si può fare appello a questo articolo per le circostanze a cui accennano i vescovi tedeschi.

Spiega il cardinal Mueller che il Codice di Diritto Canonico non può essere utilizzato come base e strumento per questa decisione, perché le eccezioni canoniche previste riguardano la salvezza eterna delle anime nel caso che si presenti un pericolo di morte. Un matrimonio misto di per sé non rientra in questa casistica, non è una situazione di emergenza.

Questa osservazione del porporato d’altronde è stata già messa in rilievo da altri esperti canonisti, fra cui Ed Condon, in un articolo sul Catholic Herald. Il 23 febbraio scorso Ed Condon scriveva che “queste linee guida sembrano andare molto oltre la legge canonica, che pone limiti ben precisi su chi può ricevere la Comunione, e quando”. Come Mueller, l’esperto canonista insisteva sul fatto che “pericolo di morte”, o una analoga “grave necessità” è vista e considerata solo come un’occasione unica, che si verifica una volta sola in circostanze eccezionali. Le intenzioni dei vescovi tedeschi sembrano “andare molto oltre, e fornire una qualche forma di sistemazione stabile – la ricezione della Comunione settimana dopo settimana – che è completamente fuori da quello che la Chiesa contempla”.

Nella sua nuova intervista, il cardinale Mueller che nel caso che una persona condivida la fede cattolica nell’Eucarestia, che appae come una pre-condizione per ricevere la Santa Comunione, deve rigettare anche quegli insegnamenti delle comunità non cattoliche che a questa fede, e alla Chiesa cattolica, si oppongono.

Il cardinale mette in guardia i vescovi tedeschi dal non trattare “in maniera troppo disinvolta” i principi teologici che sottintendono questo problema, nella loro gestione dell’imminente dibattito sull’intercomunione. In caso contrario, ci si potrebbe trovare ad affrontare “altre conseguenze indesiderate”, che potrebbero essere desunte come conseguenza logica da questo genere di approccio. Mueller si augura progressi nel campo dell’ecumenismo, “desiderabili e necessari”, ma insiste che questi non possono condurre a una protestantizzazione della Chiesa cattolica.

La resistenza del cardinale a questa spinta dei vescovi tedeschi verso l’intercomunione è in linea con quello che il Prefetto per il Culto Divino, il card. Robert Sarah, scrive in una prefazione a un libro sull’Eucarestia, in uscita in questi giorni. “La comunione sacrilega – scriveva Sarah – non ricevuta nello stato di grazia di Dio, o senza professare la fede cattolica (mi riferisco a certe forme di intercomunione) sono anch’essi oltraggi”.

Nella sua intervista al Die Tagespost il cardinal Mueller critica anche il suggerimento, avanzato da alcuni vescovi dell’area tedesca e germanofona, di offrire una qualche forma di benedizione per le coppie omosessuali. In un commento precedente aveva definito l’idea “un’atrocità”. Adesso afferma che sarebbe “presunzione sacrilega” condannare le persone con inclinazioni omosessuali, ma “nessuno può chiedere la benedizione di Dio qui, dal momento che gli atti omosessuali sono contrari alla volontà di Dio”.